Uscite in sala 21 novembre 2019

Uscite in sala 21 novembre 2019

Tra mille polemiche è la settimana di Roman Polanski e della sua lettura dell’affaire Dreyfus. Con lui in sala la nuova avventura di Cetto Laqualunque, il film di Casey Affleck, l’horror Countdown, l’animazione di Nora Twomey.

L’UFFICIALE E LA SPIA
di Roman Polanski

Come si potrà facilmente intuire nel corso delle settimane in cui il film sarà in sala, quasi nessuno parlerà davvero de L’ufficiale e la spia (la stessa cosa avverrà con Woody Allen tra una settimana, per quanto i casi personali dei due registi siano completamente differenti: anche qui si denota la mediocrità della dialettica contemporanea), preferendo soffermarsi su Roman Polanski, e sulle accuse che lo vedono di nuovo sulla graticola. Peccato, perché un film che parla dell’affaire Dreyfus meriterebbe maggiore attenzione, e il discorso anche politico sulla Francia sia inedito, e un anche piuttosto coraggioso. Per quanto si faccia in fretta a utilizzare termini roboanti è sicuramente il film della settimana, senza dubbio alcuno.

Il 5 gennaio 1895 il capitano Alfred Dreyfus, giovane e promettente ufficiale dell’esercito francese accusato di essere un informatore dei tedeschi, viene degradato e condannato alla deportazione a vita nell’Isola del Diavolo nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste della Guyana francese. Tra i testimoni della sua umiliazione c’è Georges Picquart, promosso a capo dell’unità di controspionaggio che lo ha accusato. Quando però Picquart scopre che le informazioni riservate continuano a essere passate ai tedeschi, viene attirato in un pericoloso labirinto di inganni e corruzione, che minaccia non soltanto il suo onore, ma la sua stessa vita. [sinossi]

CETTO C’È, SENZADUBBIAMENTE
di Giulio Manfredonia

Anche se occupa la seconda posizione in questa rubrica settimanale, il nuovo film di Manfredonia con protagonista Antonio Albanese nel ruolo del criminale e subdolo Cetto la Qualunque è a pochi passi dal disastro. Poco divertente, poco ritmato, poco intelligente, pressoché privo di inventiva. Un lavoro deprimente, e che sarebbe il caso di dimenticare in fretta e furia.

A dieci anni dalla sua elezione a sindaco di Marina di Sopra di Cetto la Qualunque si erano perse le tracce. Scopriamo che vive in Germania e, messa da parte ogni ambizione politica, Cetto la Qualunque oggi per i tedeschi è soltanto un irresistibile e pittoresco imprenditore di successo, che considera la Germania una terra di conquiste e la mafia un marchio di qualità. La sua catena di ristoranti e pizzerie infatti spopola; ha una bella compagna tedesca e due suoceri neonazisti che lo guardano con la simpatia riservata ai migranti. Il richiamo della sua terra tuttavia resta forte e la notizia dell’aggravarsi delle condizioni dell’amata zia che lo hacresciuto, lo induce a tornare sul luogo del delitto e del diletto. In Italia la zia gli rivelerà qualcosa sul suo passato, e sui suoi natali, che cambieranno per sempre il corso della sua vita e, purtroppamente, anche quelli di tuttinoi. Cetto torna al comando e questa volta le conseguenze possono essere imponderabili. [sinossi]

LIGHT OF MY LIFE
di Casey Affleck

Ben più interessante il nuovo film da regista di Casey Affleck, che torna su un tema caro a buona parte del cinema progressista statunitense dedito all’indipendenza: la sopravvivenza post-umana, quasi à la Thoreau. Qui il tutto si lega al discorso sulla misoginia, e sulla violenza insita nel maschile: non totalmente riuscito, ma raffinato e mai banale. E Affleck è anche ottimo interprete, ovviamente.

Un padre e la sua unica figlia di undici anni si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La giovanissima Rag è costretta ad un vagabondaggio continuo e a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani, tutti uomini, resi brutali e senza scrupoli dalla mancanza di femmine. [sinossi]

I RACCONTI DI PARVANA – THE BREADWINNER
di Nora Twomey

Non si può certo gridare al miracolo per questo film d’animazione visto un paio di anni fa in giro per i festival – in Italia approdò all’Auditorium di Roma. Anzi. Ma dietro la didattica didascalica e retorica del racconto c’è un lavoro tecnico d’animazione non privo di fascino, e che merita uno sguardo (non molti di più, purtroppo).

La storia di Paryana, undici anni, che cresce sotto il governo del Taliban, nell’Afghanistan del 2001. Quando il padre viene ingiustamente arrestato, Paryana si traveste da ragazzo per aiutare la famiglia. Con intrepida perseveranza, si dà forza grazie alle storie raccontate dal padre, fino a rischiare la propria vita pur di scoprire se è ancora vivo… [sinossi]

ASPROMONTE – LA TERRA DEGLI ULTIMI
di Mimmo Calopresti

Il cinema di Calopresti denuncia una volta di più tutti i suoi limiti, sempre più evidenti e gravosi. Un lavoro stanco, prevedibile, gonfio di una retorica che non giustifica le buone intenzioni, privo di profondità tanto estetica quanto etica. Peccato, davvero.

Ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal sindaco. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera. Giulia, la nuova maestra elementare, viene dal Nord, e vuole insegnare l’italiano “se Africo entrerà nel mondo grazie alla strada, i ragazzi dovranno conoscerlo prima, imparando a leggere e a scrivere”. Ma per il brigante Don Totò, quello che detta la vera legge, Africo non può diventare davvero un paese ‘italiano’… [sinossi]

COUNTDOWN
di Justin Dec

Ed è sulla stessa falsariga – la prossimità al baratro del disastro estetico – anche questo esile horror ai limiti della demenza sotto il profilo narrativo e sciatto nella messa in scena, dedita solo ed esclusivamente all’imperante jumpscare, legge attuale del genere che ci si auspica sempre di veder elusa. Noioso e risibile.

Un gruppo di ragazzi, per gioco, scarica sul cellulare una nuova applicazione che permette di prevedere esattamente la propria data di morte. A turno i ragazzi scoprono che la app “Countdown” non lascia scampo ed è impossibile da disinstallare. Con il passare delle ore e la fine che si avvicina, ognuno di loro dovrà trovare un modo per salvarsi prima che scada il tempo. [sinossi]

FRIDA – VIVA LA VIDA
di Gianni Troilo

Potrà un documentario su Frida Kahlo, in uscita lunedì (passa anche al Torino Film Festival), risollevare una settimana che brilla solo per la presenza di Roman Polanski? Difficile, molto difficile. Ma la speme, si sa, è l’ultima dea.

Un film documentario che mette in luce le due anime di Frida Kahlo: da una parte l’icona, pioniera del femminismo contemporaneo, tormentata dal dolore fisico, e dall’altra l’artista libera dalle costrizioni di un corpo martoriato. Tra lettere, diari e confessioni private, il docufilm diretto da Giovanni Troilo propone un viaggio nel cuore del Messico suddiviso in sei capitoli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e l’immersione nelle opere della Kahlo. Nel corso degli anni, Frida è diventata un modello di riferimento: ha influenzato artisti, musicisti, stilisti. La sua importanza ha superato perfino la sua grandezza. Nelle opere di Frida c’è un legame profondo tra dolore e forza, tormento e amore. Un legame che trova una sua legittimazione perché radicato in una terra, il Messico, che dopo la rivoluzione prova a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana; è proprio qui che Frida esplora l’identità degli opposti, un dualismo che permette di scoprire il punto di contatto tra la sofferenza delle sue vicende biografiche e l’amore incondizionato per l’arte. [sinossi]

Questa settimana escono anche Tutti i ricordi di Claire (2018) di Julie Bertuccelli, Depeche Mode – Spirits in the Forest (2019) di Anton Corbijn, Pasqual Gutierrez, John Merizalde, Ploi (2018) di Árni Ásgeirsson. Lunedì 25, con I racconti di Parvana e Frida trova spazio anche Vasco – Nonstop Live 018+019 (2019) di Giuseppe Domingo Romano. Buona visione!

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