Jojo Rabbit

Jojo Rabbit

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Premiato a Toronto, già in marcia lungo la perigliosa strada che porta al Dolby Theatre di Los Angeles, Jojo Rabbit apre la trentasettesima edizione del Torino Film Festival e conferma pregi e limiti del cinema scoppiettante di Taika Waititi. Ottimo il cast: bravi i giovani protagonisti Roman Griffin Davis e Thomasin McKenzie, a suo agio Waititi nei panni di un risibile Adolf Hitler, encomiabili come sempre Sam Rockwell e Scarlett Johansson.

Gleichschaltung

Nella Germania del secondo conflitto mondiale, Jojo Betzler, fiero membro della Gioventù hitleriana, trascorre gran parte del proprio tempo in compagnia del suo amico immaginario Adolf, una versione del Führer adorabile, vitale, motivante. Nella sua completa adesione all’odio nazista, Jojo si infuria quando scopre che sua madre lavora per la Resistenza, e nasconde una giovane ragazza ebrea in soffitta. Con la Germania sull’orlo del collasso, si ritrova a dover affrontare una scelta: aggrapparsi alle sue convinzioni cariche d’odio o abbandonarsi alla propria umanità… [sinossi – TFF2019]

Allineamento. Si può tradurre così il termine tedesco Gleichschaltung, forse difficile da pronunciare ma chiaro negli intenti, efficace, preciso. Metodico. Già, metodico. Fin dai primi vagiti, tanto da avviluppare e inglobare ogni singola componente della società teutonica. Anche i ragazzini, la Hitlerjugend, la gioventù hitleriana. Parte da qui, da questo allineamento e dal suo rovesciamento, Jojo Rabbit di Taika Waititi. Non è la prima commedia sulla Germania nazista, non sarà l’ultima, ma ha quantomeno il coraggio di muoversi su un terreno scivolosissimo, spesso fatale. Ecco, Waititi cade, cade più volte nel corso dei centootto minuti di Jojo Rabbit, ma riesce a rialzarsi e a lasciarci qualche immagine da ricordare. Non è poco. Anzi, la memoria è tutto.

Ricorderemo soprattutto le performance di Scarlett Johansson e Sam Rockwell, i loro due personaggi: l’amorevole e conturbante Rosie e lo sbalestrato capitano Klenzendorf, ufficiale tedesco sui generis. Nella scrittura di questi due personaggi, nelle loro parabole narrative, persino in alcuni fugaci dettagli, Waititi coglie quell’equilibrio che sembra però mancare a Jojo Rabbit, a quel continuo alternarsi di comico e drammatico. Esaurita rapidamente la macchietta Adolf/Waititi e la frenesia dell’incipit (wesandersoniano, ma in tono decisamente minore), il film di Waititi procede un po’ faticosamente, quasi si impantana nel cercare di portare avanti il rapporto tra Jojo (Roman Griffin Davis) ed Elsa (Thomasin McKenzie). Tra didascalismi inevitabili e personaggi comici meno incisivi (la Fraulein Rahm di Rebel Wilson), deflagrano gli inattesi destini di Rosie e Klenzendorf, il loro non-allineamento. E se la parentesi delle SS è spassosa e, con una gag non nuova ma sempre efficace, mette alla berlina ancora una volta proprio l’ottusità del Gleichschaltung, Jojo Rabbit trova la sua vera ragion d’essere in quel breve stallo tra Klenzendorf e il sottoposto Finkel (Alfie Allen), nel balletto di Rosie, nelle scarpe allacciate e nell’eroismo dell’ultimo istante, quando il non-allineamento deve – e finalmente può – essere gridato a squarciagola.

Premiato a Toronto, già in marcia lungo la perigliosa strada che porta al Dolby Theatre di Los Angeles, Jojo Rabbit apre la trentasettesima edizione del Torino Film Festival e conferma pregi e limiti del cinema scoppiettante di Taika Waititi. Imprevedibile ma prevedibile, Waititi non può e forse non vuole essere corrosivo, provocatorio, cattivo. Veicola condivisibili messaggi, confeziona un delicato coming-of-age e un piccolo compendio sull’accettazione dell’altro, offre ai suoi attori ottimi ruoli (speriamo di rivedere il paffuto Archie Yates), gioca a fare l’indie in territorio major. Senza dover scomodare Chaplin o Lubitsch, Jojo Rabbit funziona abbastanza bene per gli obiettivi scelti da Waititi: prendere a pallate la Hitlerjugend per provare a parlare ai ragazzini di oggi. Come parentesi tra Thor: Ragnarok e Thor: Love and Thunder, in fin dei conti, può bastare.

Info
La scheda di Jojo Rabbit sul sito del TFF.
Il trailer di Jojo Rabbit.
Il sito ufficiale di Jojo Rabbit.

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