Babel Film Festival 2019 – Presentazione

Babel Film Festival 2019 – Presentazione

Si tiene a Cagliari dal 2 al 7 dicembre il Babel Film Festival 2019, giunto alla sesta edizione, con ben 71 film selezionati. In programma, un focus sul popolo curdo.

In partenza a Cagliari il Babel Film Festival 2019, la manifestazione cinematografica, probabilmente unica del suo genere, interamente dedicata ai film parlati in lingue minoritarie, dialetti, tutti quegli idiomi non riconosciuti come maggioritari in una nazione, espressioni di minoranze etniche, religiose, culturali spesso non ufficiali e a rischio di estinzione. La manifestazione giunge quest’anno alla sua sesta edizione, ormai a cadenza biennale, e vedrà le sale della Cineteca Sarda e della Sa Manifattura impegnate dal 2 al 7 dicembre con delle anticipazioni. Il Babel Festival è promosso dalla Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari in collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission e l’Associazione Babel, con la direzione artistica di Antonello Zanda, Tore Cubeddu e Paolo Carboni.

I numeri di quest’anno del Babel sono significativi. 71 film, selezionati tra i ben 120 pervenuti, per un totale di 31 ore di proiezione: una maratona. A contendersi i premi ci sono cinque film in concorso: We Will Be Happy One Day di Pawel Wysoczański (Polonia 2011); Los ojos del camino di Rodrigo Otero Heraud (Perù 2017), viaggio nelle Ande peruviane in lingua quechua; Oreina di Koldo Almandoz (Spagna 2018); La kora di Gianfranco Mura (Italia, 2018), su un musicista africano che si esibisce nella spiaggia del Poetto di Cagliari; A Bolu di Davide Melis (Italia 2019), sul canto a tenore in Sardegna.

Quest’anno grande spazio sarà dedicato alla precaria condizione del popolo curdo, storicamente discriminato nelle varie nazioni in cui è presente, con i film Bîr (Well) di Veysi Altay, Veger (Return) di Selman Deniz e, specificamente legato alla questione linguistica, Her mal dibistanek (Every house is a school) di Ardin Diren; o Shadow of the Kurdistan mountain di Azad Evdike che racconta l’assedio di Afrin, la città siriana a maggioranza curda messa a ferro e fuoco dalle forze armate turche. Altro punto delicato, toccato dal festival, riguarda la controversa questione catalana, di cui parla Cada quinze dies di Sesé di Laura Huguet e Joan Tisminetzky in lingua dei segni catalana.

Eventi anticipatori del festival saranno: la presentazione, il 28 novembre, dei film sardi realizzati grazie al concorso Kentzeboghes, Bar Seui di Andrea Deidda (in sardo campidanese) e L’ultimo barbiere di Carrera Longa di Antonio Maciocco (in sassarese); il 30 novembre la proiezione dei due film Un fenicottero chiamato Tango di Antonella Arca, opera di animazione musicata dal compositore Gustavo Gini, e Dantza del regista basco Telmo Esnal; la presentazione, il 1 dicembre, di Casteddu Sicsti di Paolo Carboni, docufiction che mescola diversi footage, sulla Cagliari di fine anni ‘60, il primo lungometraggio che sia mai stato realizzato in cagliaritano.

E poi ancora il ricco programma prevede un workshop destinato agli operatori del settore audiovisivo, l’incontro sulla rete dei festival in Sardegna, un concerto di artisti che cantano in lingue minoritarie e dialetti, la mostra fotografica di Murat Yazar dal titolo Le ombre del Kurdistan, la mostra L’immagine e la memoria sulle attrezzature cinematografiche d’epoca raccolte dalla Società Umanitaria di Cagliari. E infine le masterclass e tanto altro ancora.

Info Il sito del Babel Film Festival 2019

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