Dreamland

Giocare con un immaginario come quello dell’Arthur Penn di Bonnie and Clyde può essere estremamente rischioso, e in effetti Dreamland su quell’aspetto crolla in modo pauroso. Per il resto questo film in odor di Grande Depressione diretto da Miles Joris-Peyrafitte non sa ritagliarsi spazi di particolare interesse. Con Margot Robbie. Al Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile.

Fuorilegge per caso

Allison Wells è una fuorilegge in fuga nel Texas di metà anni Trenta: dopo l’ennesima rapina, che ha visto morire anche una bambina, sulla sua testa c’è una taglia consistente e la Polizia le sta dando la caccia. Un ragazzo che adora le storie d’avventura, Eugene, la trova nel granaio della fattoria di famiglia, inutilizzato da tempo a causa di una terribile siccità. Nonostante il patrigno di Eugene sia il vice-sceriffo della contea, il giovane decide di non denunciare la scoperta della bella rapinatrice, ma anzi di proteggerla pensando di scappare via con lei… [sinossi]

Margot Robbie ha 29 anni, è molto brava, come noto bellissima, ha una carriera più che avviata e ha già fatto capire di avere voglia di decidere in prima persona che film realizzare e che parti interpretare: di Dreamland, come accadde per Tonya (2017), è infatti produttrice oltre che interprete. Peccato che in questo caso il progetto, sulla carta anche affascinante, non sia riuscito proprio benissimo…

Il film diretto da Miles Joris-Peyrafitte è un ripescaggio delle atmosfere della Grande Depressione che andavano forte tra gli anni Sessanta e i Settanta e che ogni tanto, ovviamente, tornano a fare capolino nel cinema americano essendone parte importante dell’immaginario. In tal senso, un film più interessante fu Senza santi in Paradiso (2013) di David Lowery, con Rooney Mara e Casey Affleck, ambientato proprio in Texas nei poco lieti anni Trenta: il bravo regista di The Old Man & the Gun dimostrava di aver colto il mood di quel filone, tra nichilismo e voglia di riscatto, e nonostante il film non fosse un capolavoro si poteva apprezzare il tentativo di “aggiornamento” del genere gangsteristico texano o “sottoproletario”. Di Gangster Story o La rabbia giovane, invece, in Dreamland non resta che la patina superficiale sebbene entrambi i film siano palesemente tirati in ballo. Raccontato in prima persona dalla voce narrante della sorellastra di Eugene (interpretato da Finn Cole), una sorta di Sissy Spacek che rimembra le gesta del fratellastro, il film si snoda attraverso un intreccio prevedibile e poco credibile, disegnando esattamente la parabola che ci aspetteremmo senza alcun guizzo o deviazione degna di nota. La bella Allison Wills (Margot Robbie) è ricercata dalla polizia di una sperduta contea del Texas, durante gli anni della siccità e della disoccupazione di massa, per aver rapinato varie banche e soprattutto ucciso alcune persone, tra cui – così dicono le autorità – una bambina. Allison trova riparo in un granaio, non utilizzato da tempo perché l’agricoltura è solo un lontano ricordo, ma viene subito scoperta da Eugene, che nel granaio va però ogni giorno a cercare un proprio spazio lontano dalla famiglia formata dalla madre, dalla sorellastra e dal patrigno che è vice-sceriffo della contea. Si direbbe che Allison non abbia trovato rifugio in un luogo sicuro, visto che è ricercatissima, sulla sua testa c’è una taglia da 10mila dollari e tutti le danno la caccia. Figuriamoci se non perlustra a fondo la sua proprietà proprio il vice-sceriffo! Invece no, nessuno controlla il granaio e, sebbene una battuta ci voglia ben istruire sul fatto che nessuno ci mette piede da un po’ vista la condizione climatica, risulta un po’ forzato che nessuno controlli sapendo che nel giro di qualche chilometro si nasconde una criminale da acciuffare in fretta. A parte questa “scelta” di sceneggiatura non proprio brillante, è altresì scontato che Eugene detesti il patrigno, che voglia andare a cercare il padre di cui non sa più niente da circa venti anni, ma soprattutto che si innamori di Allison. Vista la beltà della fanciulla, le crede sulla parola circa il fatto che non è stata lei a sparare alla bambina e a nessun altro: così Eugene non solo non la porta dallo sceriffo, ma pianifica una fuga d’amore. È insomma una storia un bel po’ sciapa quella di Dreamland, lavoro complessivamente guardabile ma assai dimenticabile, salvato da qualche intuizione registica come l’immagine in quattro terzi per raccontare percezioni forti, emozioni desiderate, visioni o premonizioni, ma pure la scena della grande tempesta di sabbia e terra e quella “della doccia”, in cui Eugene e Allison si avvicinano carnalmente. Nei momenti in cui Dreamland vuol fare “Bonnie&Clyde” e provare a evocare Penn verrebbe invece voglia di fermare la troupe e consigliare piuttosto di scherzar coi fanti…

Il vero problema del film, in ogni caso, sono i personaggi deboli, poco incisivi e neppure ambiguamente cattivi. A cominciare da Allison. Non è infatti corretto dire che Dreamland sia la storia di una fuorilegge, di una donna che spara o rapina, di una che ha messo su parecchio sangue freddo per affrontare un mondo cattivo e ingiusto, visto che – scopriremo – da sola ha fatto ben poco e ha sempre bisogno di un uomo al suo fianco. Allison non è poi realmente la protagonista, poiché il vero protagonista è Eugene, che la salva dalla polizia, la protegge dal patrigno e pianifica di scappare con lei. È lui che vuole vivere sul serio le storie dei fumetti che legge e che scoprirà quanto la realtà faccia molto più male di un’avventura disegnata. Allison/Robbie sta infine per metà del film in un granaio, sorvegliata dalle amorevoli cure del suo pretendente, e per il resto del film scansa fin troppo la parte della “cattiva”, di una rediviva Bonnie Parker cui non assomiglia proprio se non per il cappellino che indossa in una scena. Il suo personaggio ha poco carattere e pare volerci dire che una donna non ha mai, veramente, pulsioni di violenza. Insomma, Margot Robbie è un’attrice fantastica e c’è da scommettere che farà ancora tanta strada e una strada non predeterminata. Ma diciamo che con Tonya si era ritagliata un personaggio estremamente più interessante in un film molto più convincente.

Info
Dreamland sul sito del Torino Film Festival.

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