Raf

Raf è il racconto di una ragazza, eccentrica e insicura di sé, e del suo incontro con una coetanea benestante ed estroversa. Un conflitto di classe che poco per volta esploderà. Peccato che il film di Harry Cepka preferisca un tono indie sommesso e in realtà superficiale. Brava, in ogni caso, la protagonista Grace Glowicki. Al Torino Film Festival.

Dancing with Myself

Raf è una ragazza che vive a Vancouver; ha un fidanzato storico, si arrabatta con un paio di lavoretti (precari e mal pagati) e quando è sola a fare la lavatrice balla a più non posso. La sua esistenza è sconvolta dall’incontro con la coetanea Tal, che non ha bisogno di procacciarsi denaro visto che è ricca di famiglia. Apparentemente libera, Tal spingerà Raf a superare i propri limiti. Forse. [sinossi]

Raf svolge due lavori, entrambi umili e mal pagati (anzi, uno dei due datori, per il quale pota gli alberi sui viali cittadini, deve essere minacciato per decidersi a darle il dovuto); è nata a Edmonton, in Alberta, ma vive in affitto a Vancouver in un appartamento che il proprietario ha deciso di vendere al picco economico per potersi trasferire in Arizona; ha un ragazzo che oramai tratta come fosse suo fratello, e che si occupa di vendite telefoniche. Non è istruita, non ha particolari passioni, se non quella di danzare in modo frenetico e sognante mentre la lavatrice compie il suo ciclo di lavaggio. Raf è la perfetta (troppo perfetta) raffigurazione di una generazione sperduta, priva di punti di riferimento reali, sociali e politici, e deprivata anche dell’ideale del successo personale. È una ragazza della classe medio-bassa, senza chissà quali prospettive di fronte a sé.
Non si può certo sottostimare il lavoro di Harry Cepka, che esordisce al lungometraggio dopo alcuni lavori sulla breve distanza cercando di trovare una propria collocazione all’interno di un sistema cinematografico sempre più irregimentato. Di quando in quando, nel corso del suo film, si ha l’impressione che Cepka voglia smarcarsi per cercare uno sguardo che possa dirsi completamente suo: quello spiare fuori dalla finestra dell’appartamento in cui Raf ha raggiunto il suo ragazzo e gli amici di lui, restando a distanza ed evitando dunque di perdersi nella noia inevitabile dei loro discorsi appare una scelta netta, un tentativo di cesura, di distacco consapevole e non elitario. Dopotutto il regista, esattamente come la sua protagonista, guarda con sospetto e un senso di sgradevole non appartenenza tanto quei giovani che si barcamenano vendendo a migliaia e migliaia di chilometri di distanza beni di consumo che neanche saprebbero bene descrivere, quanto (e forse ancor più) la classe intellettuale e benestante di cui fa parte Tal, la ragazza che sconvolgerà almeno in apparenza la vita di Raf.

In questa equidistanza dominata dal dissidio verso il mondo esterno Cepka cerca di coordinare il racconto di una giovane sociopatica, brillante quanto introversa, che ha la “colpa” (se tale può essere definita) di aprirsi completamente di fronte a una ragazza che in realtà la osserva con occhio entomologico, quasi avesse a che fare con un esperimento di sociologia spicciola. Ovvio che sia nella dialettica dapprima convergente e poi divergente tra le due ragazze che sia necessario rintracciare il senso più profondo di Raf, ma è altrettanto vero che Cepka sembri interessarsi solo a tratti di scavare nei suoi personaggi. Quasi avesse timore di metterli a nudo di fronte alla videocamera preferisce rifugiarsi nel ventre caldo, accogliente e stordente delle forme indie. Ed è questa la debolezza principale del film: il suo voler appartenere a un mondo che è sempre più standardizzato, ovvio e prevedibile ma pretendendo di rappresentare l’esatto opposto di tutto ciò. La bizzarria di Raf è solo apparente, e in realtà vuota di reale significato: vezzi appaiono le danze sulle note di I’m Your Man di Leonard Cohen, o le recite informali di Shakespeare, o ancora le piccole vendette contro il sessismo della popolazione maschile.
A forza di dover rivendicare il proprio essere “indipendente” Cepka non si rende conto di essersi costruito una gabbia tutto intorno, così solida da non permettergli più alcun gesto realmente libero. Così, privo di una narrazione davvero strutturata – alla moda dell’indie, l’importanza sta tutta nell’immagine e nel gesto, poco nella scrittura – il film finisce per muoversi su binari dai quali non sa scartare, perdendo via via tutto il proprio fascino. Resta l’interpretazione convincente di Grace Glowicki, che oltreoceano hanno già insignito del ruolo di “nuova Greta Gerwig” (si spera che sappia smarcarsi da questa collocazione) e che a Torino – dove Raf partecipa al concorso – è presente anche con il suo esordio, Tito. E resta quel bel campo/controcampo tra Raf e Tal, in discoteca, che celebra la vicinanza e la distanza allo stesso tempo tra le due ragazze. Un po’ poco, forse.

Info
Raf sul sito del Torino Film Festival.

  • raf-2019-harry-cepka-01.jpg
  • raf-2019-harry-cepka-02.jpg
  • raf-2019-harry-cepka-03.jpg
  • raf-2019-harry-cepka-04.jpg
  • raf-2019-harry-cepka-05.jpg
  • raf-2019-harry-cepka-06.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Torino 2019

    Torino 2019, trentasettesima edizione del festival sabaudo, continua a muoversi all'interno della tradizione, cercando il punto di connessione tra la realtà cittadina e le esigenze di "ricerca". A corredo la retrospettiva sull'horror classico.
  • Festival

    Torino 2019 – Presentazione

    Torino 2019 segna le trentasette edizioni di quello che un tempo veniva chiamato Cinema Giovani; ora che “giovane” non è più continua la sua missione culturale, lavorando su un programma ricco di titoli in cui a trovare soddisfazione possa essere sia il cinefilo che la maggioranza cittadina.
  • TFF 2019

    Tito RecensioneTito

    di Operazione interessante, che riflette in modo inusuale da un lato sulla disabilità, dall’altro sugli stereotipi di genere, Tito rappresenta un esordio non privo di mordente (pur nei limiti di un’estetica indie a cui il film paga il suo pedaggio) per l’attrice/regista Grace Glowicki.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento