Fango rosso

Fango rosso

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Presentato nella sezione TFFDoc/Italiana del Torino Film Festival 2019, Fango rosso è il primo mediometraggio documentario di Alberto Diana che, sotto forma di narrazione crepuscolare e di racconto picaresco, percorre la terra del Sulcis, nel paesaggio aspro di una Sardegna contaminata con l’archeologia industriale.

Sulcis in fundo

Damiano e Mattia trascorrono i loro pomeriggi all’ombra delle rovine minerarie. Hanno poco più di trent’anni. Si arrampicano su muri pericolanti, si nascondono negli anfratti bui, accendono le loro torce alla ricerca di non si sa quale tesoro. Liberi, come due avventurieri in una terra dormiente. All’ora del crepuscolo si siedono e accendono una sigaretta, mentre la notte scende sui fumaioli che svettano sulla riva del mare. [sinossi]

Il territorio del Sulcis rappresenta l’estremità sudoccidentale della Sardegna, che si estende dai monti del Sulcis e dalla piana sottostante fino alla costa che si affaccia sul canale di Sardegna. Un territorio aspro, di grande valore paesaggistico, dove la terra dirada verso il mare su cui si staglia un faraglione, lo scoglio Pan di Zucchero, ma anche colonizzato da un’industrializzazione selvaggia, ormai in decadenza, che ha lasciato degli scheletri, delle grandi cattedrali industriali ormai dismesse. Un territorio reso poroso nel sottosuolo, eroso dall’attività estrattiva. Nel paesaggio che si può ammirare dalla cima di un monte, come quello contemplato dai due personaggi del film, vediamo la stratificazione delle attività umane volte alla produzione di energia. Alle ciminiere delle centrali elettriche dismesse, o delle fonderie, attività legate all’estrazione e alla lavorazione del carbone, si sono aggiunte le pale eoliche che svettano, produttrici di energia pulita ma altrettanto invasive dal punto di vista del paesaggio. Il Sulcis ha rappresentato nel tempo un motore e un serbatoio per l’approvvigionamento energetico. E il fango rosso, residuo tossico delle attività estrattive, ricopre le colline del Sulcis, in un’involontaria operazione alla Il deserto rosso, di alterazione cromatica del paesaggio industriale.

La voce off dello stesso regista Alberto Diana accompagna Fango rosso, il suo primo mediometraggio documentario, presentato nella sezione TFFDoc/Italiana del Torino Film Festival 2019. Non una voce impostata, asettica, dalla perfetta dizione, ma volutamente una forte inflessione sarda, che contestualizza il racconto, lo colloca nella sua dimensione culturale locale, come un racconto oracolare che si tramanda tra le generazioni, ma che riguarda una realtà industriale. Un racconto operaio e di depauperazione del territorio, lo sfruttamento dell’uomo come dell’ambiente, i racconti dei vecchi della miniera. Un racconto crepuscolare che comincia, e poi si chiuderà, con il nero, con il buio, squarciato da una grande fiamma, un grande falò nel prato di notte, attorno al quale però si trova solo una persona.

Damiano e Mattia sono due ragazzi, per così dire, che in quei territori della loro origine, nell’isola, hanno voluto tornare per restarci, in controtendenza rispetto a tutti i loro amici, alla diaspora successiva alla fine delle attività estrattive ed industriali. Volutamente collocati in un limbo di età indefinita: trentenni esteriormente, ma connotati come degli scavezzacolli, zaini in spalla, che si divertono con la fionda, o a rompere i vetri lanciando sassi. Il loro è un pellegrinaggio in quel territorio, tra le macerie, di speleologi tra i cunicoli scavati nella roccia, di esploratori di un’archeologia industriale, tra villaggi western fantasma, fino a sormontare la vetta. Il loro è un racconto picaresco di lotta contro le moderne pale eoliche, nell’evocazione di animali totemici, il gatto marcio, il barbagianni, o gli squali che possono finire erroneamente nelle scatolette di tonno. Ancora un falò chiude il film, e poi ancora il nero. È un racconto primordiale quello che abbiamo ascoltato, quello della scoperta del fuoco, quello di Prometeo che ha dato il fuoco agli uomini che non hanno saputo farne buon uso, quello della lotta tra uomo e natura.

Info
La scheda di Fango rosso sul sito del Torino Film Festival

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