Ten Years Taiwan
di Cilangasan Lekal Sumi, Hsieh Pei-Ju, Lau Kek Huat, Lu Po-Shun, Rina B. Tsou
Presentato all’Across Asia Film Festival 2019, Ten Years Taiwan è il terzo capitolo, dopo quelli su Giappone e Thailandia, di un progetto internazionale di film collettivi in cui si chiede a giovani registi emergenti di immaginare il futuro del proprio paese nell’arco del prossimo decennio. Coinvolti i filmmaker taiwanesi Cilangasan Lekal Sumi, Rina B. Tsou, Lu Po-Shun, Hsieh Pei-Ju e Lau Kek Huat. Le problematiche analizzate sono cosmopolite, dal collasso ambientale alla crisi dei migranti. Cinematograficamente l’episodio più riuscito, Way Home di Lu Po-Shun, è quello che si rifà a un grande classico cineasta nazionale quale Hou Hsiao-hsien.
I ragazzi di Taiwan
Come saranno le nostre vite tra dieci anni? Cinque registi taiwanesi emergenti offrono ciascuno il proprio contributo per rispondere a questa domanda. Nel 2028, Taiwan soffre di inquinamento da scorie nucleari (The Can of Anido), crisi dei lavoratori migranti (942), collasso industriale (Way Home), bassi tassi di natalità e diversità famigliare (A Making-Of), e insonnia (The Sleep). Problemi che sono stati impostati nei nostri giorni. Il film si chiede come possano essere andate così male le cose. Dei cinque segmenti, solo A Making-Of ha un lieto fine. [sinossi]
Tutto parte da Ten Years, film hongkongese del 2015, dove cinque giovani filmmaker speculano, in cinque differenti episodi, sul futuro della ex-colonia britannica, dopo dieci anni. Con lo stesso format sono stati realizzati Ten Years Thailand e Ten Yeras Japan, quest’ultimo prodotto da Hirokazu Kore-eda. È ora la volta di Ten Years Taiwan, che è stato possibile vedere durante l’Across Asia Film Festival 2019 di Cagliari. Ciò che emerge da subito è un’assenza. Nessuno dei segmenti firmati da Cilangasan Lekal Sumi, Rina B.Tsou, Lu Po-Shun, Hsieh Pei-Ju e Lau Kek Huat tratta del problema più scottante dell’ex-Isola di Formosa, quello che riguarda i rapporti sempre molto tesi con la Repubblica Popolare Cinese e la possibilità di un ritorno sotto la nazionalità della Cina mainland. Al contrario i temi analizzati, sono temi cosmopoliti, comuni a tutte le società industrializzate.
Il primo episodio, The Can of Anido di Lekal Sumi, riguarda la contaminazione ambientale, radioattiva, e la marginalizzazione degli aborigeni taiwanesi che sono stati occupati, di fatto dai nazionalisti cinesi del Kuomintang che ripiegarono sull’isola a seguito della disfatta nella guerra civile cinese, macchiandosi peraltro del massacro del 28 febbraio 1947, raccontato da Hou Hsiao-hsien nel film Città dolente. L’episodio vede un anziano contadino, appartenente all’etnia autoctona taiwanese, che vive in un territorio dove vengono smaltite scorie nucleari i cui fusti in barile emergono dall’acqua del mare, anche se apparentemente si tratta solo dell’incubo del protagonista.
Il secondo episodio, 942 di Rina B. Tsou, stabilisce un collegamento tra due donne vittime di stupro, in due diverse epoche, un’infermiera taiwanese in un ospedale indonesiano, violentata dal suo capo, e una badante indonesiana che lavora in una famiglia taiwanese. Entrambe sono alle prese con la negoziazione di un eventuale risarcimento. Nel trattare temi ancora universali, la violenza sessuale, l’emigrazione, la transazione economica come facile risoluzione dei conflitti con le persone di ceto inferiore, questo segmento si rivela il più debole, pretenzioso, contorto, con l’uso di un metaforico tunnel, di immagini che provengono da fonti diverse, dal cellulare, dalla televisione e con un fastidioso andirivieni temporale, tutto gratuito e inutile.
Il terzo episodio, Way Home di Lu Po-Shun, è fortemente debitore di un classico del cinema nazionale quale I ragazzi di Feng Kuei di Hou Hsiao-hsien. Una band di ragazzi nullafacenti scorrazza in moto, spesso ripresi dall’alto in eleganti vedute aeree, tra relitti industriali, manufatti scheletrici, cattedrali nel deserto. Lo zio di uno di loro è morto di cancro perché lavorava in uno di quegli stabilimenti ora deserti, mentre una di quelle fabbriche è stata spostata in Vietnam. La delocalizzazione, le morti bianche, l’insicurezza sul lavoro: tristi situazioni che fanno parte della storia industriale, capitalistica di tanti paesi. E, alla fine, dopo il loro peregrinare a vuoto, i ragazzi protagonisti, fanno ritorno nel loro rifugio, singolarmente rappresentato da un tempio buddhista.
Il quarto episodio, A Making-Of di Hsieh Pei-Ju, si situa tra tradizione e modernità, iniziando con una scena del tipico capodanno cinese, con le parate, i leoni e i dragoni. La scena si sposta in un tavolo imbandito. Si sta in realtà girando uno spot pubblicitario, ma le riprese si interrompono per la mancanza di un neonato, previsto dal copione. I reparti di ostetrica di tutti gli ospedali, ne sono ormai privi. Il calo del tasso di natalità, altra situazione comune nei paesi industrializzati, è messo in contrasto con elementi del folklore della madrepatria cinese, dove al contrario la natalità è esplosiva e si è passati attraverso la famigerata legge sul figlio unico. Il tutto filtrato attraverso un sottile gioco metacinematografico, con la presenza della troupe che deve girare lo spot, mentre alla fine viene salutato un personaggio fuori campo che risponde al saluto, il regista vero del film, Hsieh Pei-Ju.
Il film si conclude con The Sleep di Lau Kek Huat, sorta di ucronia fantascientifica in stile Stati di allucinazione di Ken Russell. Si immagina un futuro di persone che soffrono di insonnia, che si recano in centri del sonno specializzati, dove si possono visualizzare i propri sogni. Un finale debole quanto insignificante.
Info
Il trailer di Ten Years Taiwan
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Ten Years Taiwan
- Paese/Anno: Taiwan | 2018
- Regia: Cilangasan Lekal Sumi, Hsieh Pei-Ju, Lau Kek Huat, Lu Po-Shun, Rina B. Tsou
- Sceneggiatura: Cilangasan Lekal Sumi, Hsieh Pei-ju, Lau Kek Huat, Lu Po-shun, Rina B. Tsou
- Fotografia: Chan Chen-Chih, Feng Yi-Wei, Garvin Chan, Yeh Ming-Kuang
- Montaggio: Chen Hsiao-Tong, Jessica Lin, Kao Ming-Sheng, Lee Chun-Hong, Lu Po-shun
- Interpreti: Alina Tsai, Chang Yao-Jen, Helena Hsu, Leon Siew Hong, Lu Dong-yang, Lu Yi-Ching, Xie Jia-hui
- Colonna sonora: Elizabeth Lim, Huang Tao-Yun, Lin Hung-Tao
- Produzione: Content Digital Film, Hummingbird Productions, Joint Pictures, Mimaan Art Studio, SolisForth Productions, Ten Years Studio, Wonder Image Entertainment
- Durata: 108'

The River
Across Asia Film Festival 2019 – Presentazione
A Girl Missing
Ten Years Japan
Ten Years Thailand
Taipei Story
I ragazzi di Feng Kuei
Intervista a Hou Hsiao-hsien
Taiwan Cinema Week