Kiss Me Lorena

Kiss Me Lorena festeggia nel 2020 i quindici anni; ennesimo anniversario in questo periodo per i livornesi Licaoni, che nel 2019 hanno ricordato i venti anni di attività e sempre nel 2020 vedranno anche le due decadi di distanza dal primo lungometraggio, Mandorle. Un percorso sempre fieramente indipendente, che meriterebbe ben altra attenzione di quella riservata loro da un mondo critico italiano sempre meno attento a ciò che vive al di fuori dell’industria, o presunta tale.

Ridere per ridere

Per troppo tempo Tony è stato lontano dalla macchina da presa. Sette anni di oblio, dopo un avvio di carriera folgorante. Ma quei giorni sembrano lontani ormai, ed il giovane regista ha deciso di mettersi nuovamente in carreggiata accettando la proposta del potentissimo produttore cinematografico Harry Kassar: girare Kiss me Lorena, sulla base di una sceneggiatura scritta dalla figlia dello stesso Kassar. Un progetto in cui Tony crede a tal punto da aver richiesto al suo fianco la vecchia squadra di sempre. [sinossi]

Nel panorama della commedia italiana contemporanea, che continua a rappresentare la principale fonte di guadagno di un’industria cinematografica per il resto un po’ in difficoltà nonostante i vari segnali incoraggianti (si pensi, per restare agli ultimi giorni, il risultato ancora parziale di Pinocchio di Matteo Garrone), fa sorridere il fatto che neanche in questo campo si registri una reale attenzione a tutto ciò che si agita appena al di fuori del contesto produttivo “ufficiale”. Se spesso si sottolinea con preoccupazione e delusione la mancanza di cura degli addetti ai lavori verso i lavori indipendenti, sovente spinti in direzione di una riscoperta di quel “genere” che tanto fatica a essere accettato, tanto nell’universo critico – che pure si riempie volentieri la bocca di peana verso Mario Bava, Lucio Fulci e via discorrendo: nessuno è profeta nel proprio Tempo, a quanto pare – quanto da parte di chi dovrebbe occuparsi di trovare nuovi nomi per il futuro produttivo del Paese, è a dir poco paradossale che questa trascuratezza colpisca anche chi si muove nel campo della commedia e ha come unica “colpa” quella di non appartenere al sistema, di non farne parte. Il caso più emblematico, in questo senso, è con ogni probabilità quello dei livornesi Licaoni, che nel 2019 hanno festeggiato i venti anni di attività, essendosi formati – come gruppo anche teatrale – nel 1999. Un’esperienza dunque del Ventesimo Secolo che nel secondo decennio del Ventunesimo attende ancora una doverosa scoperta. Se la curiosità, come ammonisce il proverbio, uccise il gatto, la totale mancanza della stessa non propone un destino chissà quanto rassicurante. In questi venti anni i Licaoni (un collettivo che ruota comunque attorno alle figure di Francesca Detti e Alessandro Izzo) hanno diretto una miriade di progetti, tra cortometraggi – da citare quantomeno l’horror post-apocalittico Last Blood, il “pulp” di Santre, il fantasy/sci-fi con bambini Olivia, lavori seriali come Elba – L’eredità di Napoleone e il recente Twinky Doo’s Magic World (ancora in fase di sviluppo), e ovviamente lungometraggi. Eppure titoli come Mandorle (2000) e Kiss Me Lorena (2005) non hanno mai avuto l’occasione di raggiungere davvero il pubblico del grande schermo, eccezion fatta per la presentazione all’interno dei palinsesti festivalieri.

Non si può dire che i Licaoni non abbiano dimostrato una consapevolezza estrema di questo problema, visto che Kiss Me Lorena fu quasi da subito reperibile online. Collegandosi al sito ufficiale si veniva infatti reindirizzati alla piattaforma di P2P EMule, che permetteva di scaricare a notevole velocità il film, nella migliore definizione possibile, sul proprio computer. In tempi in cui l’utilizzo di realtà come Youtube in Italia era ancora appannaggio di una piccola parte della comunità internauta, i Licaoni compivano un passo coraggioso, un po’ sfrontato e anche molto autoironico: sostenendo il fatto che il film fosse completamente gratuito, i livornesi affermavano “Kiss Me Lorena è il primo film italiano completamente scaricabile da Internet. Gratis. Ebbene sì, avete capito benissimo: potrete godere di questo gioiellino di comicità demenziale standovene comodamente seduti a casa vostra e senza sborsare un centesimo! Nessuno vi accuserà di essere dei Pirati Informatici, perché noi vi autorizziamo a scaricarvi il film e farci quel che più vi piace. Entro certi limiti, ovviamente. Nella sezione Download troverete tutto ciò che vi occorre per fare come il mitico John Landis e poter esclamare un giorno: “Kiss Me Lorena? Amazing!”. Buona visione da i Licaoni”.
Al di là di questa scelta peculiare, che dimostra la capacità dei Licaoni di confrontarsi con una reale indipendenza – anche di condivisione –, Kiss Me Lorena è una vera e propria sorpresa, anche per lo spettatore più avvezzo al mondo dell’indie nostrano. Grazie alla costruzione di una cornice narrativa che permette con facilità di fungere da collante – l’intero cast di un film si trova riunita per la prima lettura collettiva del copione, sotto gli occhi di regista e produzione – Izzo e Detti, accompagnati in fase di sceneggiatura da Guglielmo Favilla, che firma anche la regia in condivisione con Izzo, possono concentrare l’attenzione su un nugolo di lavori sulla brevissima distanza.

Come se si trattasse di una versione caciucchesca del Kentucky Fried Theater di Zucker-Abrahams-Zucker o di Donne amazzoni sulla Luna che nel 1987 vide impegnati Joe Dante, Carl Gottlieb, Peter Horton, John Landis e Robert K. Weiss, Kiss Me Lorena è un viaggio in assenza di gravità nell’immaginario cinematografico, dal b-movie al legal, dal film in costume all’action, dal poliziottesco alla fantascienza. Un fuoco di fila geniale, che spinge lo spettatore in una corsa dal ritmo rutilante, inarrestabile, privo di freni – anche inibitori. Ciò che più stupisce, a conti fatti, è la capacità dei Licaoni di lavorare con professionalità anche in assenza pressoché totale di budget: ogni singolo segmento, che come detto affrontano di volta in volta un genere e un mood autoriale completamente diversi tra loro, raggiunge l’obiettivo, tanto per quel che concerne il livello di scrittura quanto per quel che al contrario riguarda il comparto tecnico. Il montaggio si muove tra gli spezzoni cambiando ritmo, e la fotografia salta inevitabilmente di palo in frasca, arrivando a confrontarsi anche con il bianco e nero. Quel che ne viene fuori è un percorso nei meandri del cinema, e delle sue infinite ramificazioni. Una scelta divertita che cela al proprio interno anche una polemica politica di non poco conto. Perché Kiss Me Lorena non è solo lì a sollazzare gli spettatori – nonostante qualche inevitabile passaggio a vuoto durante la visione si ride, e si ride a tratti davvero molto –, né si limita a rimarcare le grandi qualità di un gruppo di lavoro. Con la sua stessa esistenza Kiss Me Lorena testimonia le debolezze e le mancanze di un sistema produttivo in parte atrofizzato, rinchiuso nelle sue certezze incrollabili e nella calda cameretta dell’abitudine. Con la sua follia anarchica, che si fa beffe di tutto e di tutti (a partire da loro stessi), il gruppo dei Licaoni rivendica la libertà di lavorare sull’immaginario, mescolandolo e meticciandolo, senza paletti o repressioni di sorta. E dimostra anche come la recitazione – nel numeroso cast c’è anche un’allora giovane e non conosciuta Alba Rohrwacher, oltre a fedelissimi dei Licaoni come Favilla o Alex Lucchesi – possa essere un punto di forza per sopperire alle eventuali mancanze del budget. A quindici anni dalla sua realizzazione sarebbe il caso che qualcuno se ne accorgesse, così come si decidesse di dare maggiore fiducia a un collettivo che lavora da venti anni, con coerenza e intelligenza. Ma forse è chiedere davvero troppo.

Info
Kiss Me Lorena, il sito ufficiale.

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1 Commento

  1. Lazzaro Manlio 03/04/2020
    Rispondi

    Una produzione, quella dei Licaoni, davvero interessante e di alta qualita’!!!

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