Uscite in sala 20 febbraio 2020

Uscite in sala 20 febbraio 2020

Dopo essere stato rimandato in più occasioni arriva in sala il nuovo film di Gianni Di Gregorio, già applaudito al Torino Film Festival. Con lui la stanza d’albergo (e della memoria) di Christophe Honoré, il dramma legale di Todd Haynes, le commedie di Borensztein e – ahinoi – Fausto Brizzi. Ci sarebbe poi anche Cats di Tom Hooper, ma forse è meglio calare un velo pietoso.

LONTANO LONTANO
di Gianni Di Gregorio

Il ritorno alla regia di Gianni Di Gregorio a distanza di cinque anni da Buoni a nulla conferma da un lato la dichiarata superficialità del suo fare cinema, ma dall’altro anche la sua capacità – non usuale – di costruire meccanismi di commedia che funzionano in maniera egregia, oliatissimi e scritti con estremo garbo. Un cinema gentile e minimale, aggraziato, di cui è lecito lamentare, quando non c’è, l’assenza.

Pensionati solitari nella Roma popolare di oggi alle prese con magre entrate economiche, Giorgetto e il Professore iniziano a progettare di fuggire all’estero per sfruttare il cambio favorevole o un migliore potere d’acquisto. Chiedono consulto ad Attilio, coetaneo che ancora si arrabatta tra diversi lavori e che dice di aver viaggiato il mondo. Il progetto di fuga all’estero diventa a tre, resta “solo” da scegliere la destinazione e organizzare il viaggio… [sinossi]

L’HOTEL DEGLI AMORI SMARRITI
di Christophe Honoré

Christophe Honoré è un regista brioso, elegante, in grado di giocare sui registri del melodramma e della commedia. E qui, come in molti altri titoli della sua filmografia, queste qualità si evidenziano. Chambre 212, questo il ben più sobrio titolo originale, è un lavoro che si muove sottilmente sul filo della memoria, e del rimpianto, ribaltando però sempre la prospettiva, dei personaggi e degli spettatori. Divertente, oltretutto, e non è poco.

Dopo 20 anni di matrimonio, Maria decide di lasciare la casa coniugale. Una notte, si trasferisce nella stanza 212 dell’hotel di fronte. Da lì, Maria ha una vista a volo d’uccello sul suo appartamento, su suo marito, sul suo matrimonio. Si chiede se ha preso la decisione giusta. Molte persone nella sua vita hanno un’idea su questo, e hanno intenzione di farglielo sapere. [sinossi]

CATTIVE ACQUE
di Todd Haynes

Todd Haynes mette da parte l’aspetto più prettamente “autoriale” del suo cinema per lasciare maggiore aria al retrogusto (molto amaro) politico e civile del suo film, un dramma parzialmente legale – ma l’aula giudiziaria si vede poco, in realtà – che racconta la vera e agghiacciante storia dell’avvocato Robert Bilott e della causa da lui intentata contro il colosso dell’industria chimica DuPont. Un lavoro non privo di difetti ma sincero, corroborato dall’interpretazione di Mark Ruffalo. E alla fine della proiezione tutti a casa a controllare che nelle padelle non ci sia PFOA o Teflon!

1998, Cincinnati. L’avvocato Robert Bilott è diventato socio di un importante studio legale che tra i propri clienti vanta grandi aziende e industrie chimiche. La sua vita cambierà dopo la telefonata di un allevatore di Parkersburg, West Virginia, dove vive la nonna di Bilott e dove l’avvocato ha umili origini che non ama ricordare: le mucche dell’allevatore si stanno ammalando e stanno morendo a una a una. Riluttante ma interessato alla faccenda, Bilott inizia a indagare e presto finirà per accusare un cliente che normalmente il suo studio difenderebbe: il colosso della chimica DuPont che ha inquinato le acque della cittadina sversando sostanze estremamente pericolose… [sinossi]

CRIMINALI COME NOI
di Sebastián Borensztein

Sebastián Borensztein, già regista tra gli altri di Un cuento chino, torna alla carica con una commedia che parte dalla tragica crisi argentina di inizio millennio per prendere poi il ritmo da heist-movie o giù di lì – con tanto di vendetta da coltivare e provare a portare a termine. Non tutto funziona, anche se la sceneggiatura ce la mette tutta e gli interpreti si calano con sufficiente coerenza nelle parti; ma ci si può divertire, e coltivare un sano desiderio di rivalsa verso la parte minoritaria della società che detiene la gran parte delle ricchezze della stessa.

Argentina, dicembre 2001. Un gruppo di amici riunisce tutti i loro risparmi per acquistare alcuni silos abbandonati e fondare una cooperativa nella loro piccola città di campagna. Ma siamo alla vigilia della crisi economica e gli investimenti del gruppo vengono bloccati. Gli amici scoprono presto di essere in realtà stati truffati da un direttore di banca e da un avvocato senza scrupoli. Per il gruppo è giunto il momento di riprendersi ciò che è loro, mettendo in atto uno dei piani più strampalati di sempre. [sinossi]

LA MIA BANDA SUONA IL POP
di Fausto Brizzi

Tre film in un anno sono davvero troppi per il talento di Fausto Brizzi: così se Modalità aereo garantiva quantomeno ritmo e risate – anche se inferiori ad alcuni episodi precedenti della carriera del regista romano – il successivo Se mi vuoi bene già appariva vecchio e stanco. Mai comunque quanto quest’ultima fatica, davvero disastrosa sotto ogni punto di vista: se si escludono le canzoni dei fantomatici Popcorn, in ogni caso mal sfruttate, La mia banda suona il pop fa acqua da tutte le parti, non fa ridere, si affida a una grevità totale – ma anche mal dosata, e quindi mai davvero eversiva – e a un cast svogliato e privo di mordente. Giocare con la Russia di oggi e l’immaginario anni Ottanta allo stesso tempo poteva essere deflagrante, se solo qualcuno ci avesse davvero provato. Forse il nadir dell’intera carriera di Brizzi.

Franco Masiero, manager musicale, riceve una proposta che non potrà rifiutare: un oligarca russo ricco sfondato e amico di Putin gli offre un anticipo di 100mila euro per rimettere insieme i Popcorn, gruppo musicale anni ’80 le cui canzoni vanno ancora per la maggiore a San Pietroburgo e dintorni. Il plutocrate vuole così festeggiare in grande stile il suo compleanno, ma i Popcorn si sono sciolti 30 anni prima, e Masiero deve rintracciare uno per uno i quattro componenti: il frontman Tony, cantante di matrimoni e battesimi appena scartato dall’Isola delle Meteore; la “regina” Micky, che sbarca il lunario conducendo un programma di cucina e si scola ogni alcolico in vista; il “ribelle” Lucky, diventato un placido ferramenta; e Jerry, ridotto a fare l’artista di strada. [sinossi]

CATS
di Tom Hooper

Stanno tutti facendo finta di niente, ma giovedì esce anche uno dei più grandi flop della storia recente, e non solo, di Hollywood. Per essere certi che anche in Italia non se ne parlasse, si è pensato bene di non organizzare neanche la proiezione stampa; Cats però è un film diretto da fin troppo apprezzato Tom Hooper (Il discorso del re) ed è la versione cinematografica del celebratissimo musical di Andrew Lloyd Webber. E meriterebbe che se ne parlasse, visto che solo negli Stati Uniti il buco a bilancio è attestato intorno ai 70 milioni di dollari. Invece si farà finta di nulla, come se niente fosse. L’industria difende se stessa, e chi vi gravita intorno non fa nulla per infastidirla.

Nel quartiere di Jellicle arriva una nuova gatta: Victoria. Guidata dal mago Mr. Mistoffelees e dal leale Munkustrap, Victoria conosce i vari membri della sua nuova comunità: Jennyanydots, Rum Tum Tugger, Cassandra, Asparagus, e i due reietti Grizabella e Macavity, la prima scacciata per la sua vanità, il secondo malvagio prestigiatore intenzionato a rapire più gatti possibile. Tutta Jellicle partecipa alla festa in onore dell’anziana Old Deuteronomy, al termina della quale un gatto prescelto ascenderà al paradiso, l’Heaviside Layer. Durante le celebrazioni, però, Macavity rapisce Old Deuteronomy. Saranno Mistoffelees e la stessa Victoria, grazie alla quale Grizabella otterrà il perdono dei vecchi amici, a salvare la festa e Jellicle. [sinossi]

BAD BOYS FOR LIFE
di Adil El Arbi, Bilall Fallah

Tornano i detective Mike Lowrey e Marcus Burnett ma non Michael Bay: per sostituirlo, o almeno provarci, si impegnano Adil El Arbi e Bilall Fallah. Se siete dei fedelissimi cultori della saga di Bad Boys, che era rimasta in naftalina per quasi venti anni, magari avrete anche modo di divertirvi. In caso contrario passate anche oltre, senza particolari sensi di colpa.

Nonostante l’età e i logoranti anni di servizio, Mike va a tutto gas. Marcus invece è diventato nonno e culla col nipote l’idea della pensione. Investigatori da sempre e amici per sempre, sorvegliano Miami e assicurano i cattivi di turno alla giustizia. Ma è da lontano che arriva il pericolo e colpisce in pieno petto Mike. Vittima di un sicario misterioso e di un passato burrascoso, Mike sopravvive grazie ai medici e al voto di Marcus, che ha giurato su Dio di non impugnare più un’arma. Le cose andranno altrimenti, perché Mike è deciso a scoprire chi lo voleva morto e Marcus non potrà fare a meno di aiutarlo. Con buona pace di Dio e brutta fine dei cattivi. [sinossi]

IL RICHIAMO DELLA FORESTA
di Chris Sanders

Un romanzo eroico ma pessimista come quello di Jack London, una volta preso in carico dalla Disney, non potrà che mantenere il primo aggettivo e perdere il secondo. Se si è amanti della scrittura del grandissimo romanziere e giornalista ci si prepari a un’opera che in qualche misura tradisce le volontà dell’originale per cercare di portare in sala bimbi e rispettivi genitori. Sotto questo profilo la tecnologia è usata in modo assai interessante, e la scelta di Harrison Ford appare a dir poco azzeccata. Insomma, c’è da accontentarsi, se se ne ha voglia. Altrimenti basta prendere in mano il libro e sprofondare nella lettura.

La storia di Buck, un cane dal cuore d’oro, la cui tranquilla vita domestica viene sconvolta quando viene improvvisamente portato via dalla sua casa in California e trapiantato nella natura selvaggia dell’Alaska durante la Corsa all’Oro degli anni 1890. Come nuova recluta di una squadra di cani da slitta, di cui in seguito diventerà il leader, Buck vive l’avventura di una vita, trovando il suo vero posto nel mondo e diventando padrone di se stesso. [sinossi]

Lunedì 24 escono in sala Lourdes (2019) di Thierry Demaizière, Alban Teurlai, e Permette? Alberto Sordi (2020) di Luca Manfredi. Buona visione!

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