Eccezzziunale… veramente

Eccezzziunale… veramente

di

Sesto film dei fratelli Vanzina costruito attorno a un Diego Abatantuono all’apice del successo, e su altri popolari comici dell’epoca. Eccezzziunale… veramente è la tipica comedy of manners dei Vanzina che si incentra su una delle cose più sacre per gli italiani, il calcio e il mondo dei tifosi. Tanti temi vanziniani, l’arricchimento facile, i vitelloni e goliardi, tante citazioni cinematografiche in un film che sa cogliere gli albori del rampantismo e dell’edonismo degli anni Ottanta, confluendo pure nell’incontro con la figura simbolo dei sogni di ricchezza, l’avvocato Agnelli.

La tribù del calcio

La storia vede come protagonisti Felice La Pezza, soprannominato Tirzan, un camionista pugliese tifoso della Juventus, Franco Alfano, un venditore d’autoveicoli milanese tifoso dell’Inter, e Donato Cavallo, un acceso tifoso del Milan a capo di un gruppo di ultrà. Il primo si barcamena in uno scambio di camion che lo porterà a Parigi; il secondo viene raggirato dai suoi amici goliardi che gli fanno credere di aver vinto al Totocalcio; il terzo finisce in una storia d’amore con la fidanzata del tifoso rivale ricoverato in ospedale. [sinossi]
Per vedere Eccezzziunale… veramente su Raiplay clicca a questo link.

Fin dalla prima scena di Eccezzziunale… veramente, lo stadio di San Siro dove un campo/controcampo mostra Diego Abatantuono che tira un calcio di rigore al portiere che è sempre se stesso, i fratelli Vanzina – Carlo alla regia mentre entrambi firmano soggetto e sceneggiatura insieme allo stesso Abatantuono – enunciano un film tutto incentrato sul cabarettista all’epoca all’apice del successo con il personaggio del “terrunciello”. Artisticamente cresciuto nel Derby Club di Milano, insieme ad altri colleghi, spesso ingaggiati al cinema dai Vanzina. Qui ci sono anche Massimo Boldi, che riprende il suo tormentone televisivo dell’epoca, «Non lo sapessi ma lo so», e Teo Teocoli. Abatantuono, alla Peter Sellers, interpreta tre personaggi in tre diversi episodi che costituiscono il film disposti in montaggio griffithiano, uno juventino, un interista e un milanista, la summa della massima passione degli italiani, il calcio, attraverso le diverse fedi calcistiche più popolari. Appaiono brevemente anche un romanista e un fiorentino, i due poliziotti che fermano il camion di Tirzan, in ossequio a uno dei cardini della drammaturgia vanziniana, sviluppato poi dai fratelli in tutta la loro successiva carriera: l’incontro tra elementi sociali diversi, rappresentativi della penisola, classi, cadenze dialettali e ovviamente fedi calcistiche.

E i Vanzina, sempre capaci di fare un’istantanea del paese, registrano gli inizi del rampantismo e dello yuppismo degli anni Ottanta, il decennio, reaganiano e tatcheriano, governato dal disimpegno e dall’edonismo, dal mito dell’arricchimento e del successo. Il decennio di cui i Vanzina sarebbero stati grandi cantori. Centrale in questo senso l’episodio di Franco Alfano che crede di essere diventato milionario perché i suoi amici buontemponi gli hanno fatto credere, per scherzo, di aver fatto tredici al totocalcio. Alfano è l’antesignano suo malgrado degli arrampicatori sociali vanziniani, di un universo di fortune fluide, di arricchimenti o impoverimenti istantanei. E tra i finali del film c’è l’incontro, durante la partita, del camionista Tirzan con uno dei simboli di quel mondo dorato, l’avvocato Gianni Agnelli – storpiato come “avvucato Agnello” – simbolo del capitalismo italiano, idolo di tanti personaggi vanziniani a venire, colui che creava una moda semplicemente portando l’orologio sul polsino.

I tre episodi di Eccezzziunale… veramente ricalcano tre modelli cardine del cinema vanziniano, mutuati da diversi generi cinematografici. C’è il road movie nell’episodio di Tirzan, la commedia romantica in quello di Donato Cavallo, il film di vitelloni/Amici miei in quello di Franco Alfano. I due ultimi filoni sono rappresentati da quell’immagine al cinema alla fine del film, con Donato e Loredana tornati insieme. Vedono La prima notte di quiete, che lei trova un film bellissimo, un omaggio a Valerio Zurlini, in un cercato anacronismo – siamo nel 1981, come dimostrano alcune partite, mentre quel film è uscito nelle sale nel 1972 –, a un regista citato altre volte dai fratelli. Altro cardine cinematografico di Eccezzziunale… veramente è l’ispettore Clouseau della serie della Pantera Rosa, imitato nella parte parigina del film. C’è poi una torta in faccia gettata da Franco Alfano alla suocera accompagnata da una musica da spaghetti western, genere tanto ambito, invano, dai fratelli. Fioccano poi citazioni, per i cinefili Vanzina, di titoli snocciolati come Mia moglie è una strega, Gente di rispetto o L’assassinio di un allibratore cinese, che qui diventa ticinese. L’episodio dei camionisti, vagamente ispirato a Il bestione di Sergio Corbucci, dove Tirzan viaggia bellamente a Parigi, scambiando col collega la destinazione rumena, per cercare di assistere a una partita in Belgio tornando poi in tempo a San Siro per Inter-Juventus, è sintomatico di quella tensione all’ubiquità dell’eroe, o antieroe, vanziniano, il cui potere consiste nell’annullare le distanze, nell’arrivare in un battibaleno dal parco di Yellowstone a Milano in via Monte Napoleone, in Sotto il vestito niente, o da una sua traversa, via della Spiga, a Cortina, in Vacanze di Natale («Alboreto is nothing»). Il fallimento sta nel non raggiungere la meta nei tempi prefissati, come in Non amarsi un po’. Tirzan in questo senso fallisce inizialmente nel non riuscire ad andare a Bruxelles ma poi si riscatta nell’arrivare in tempo a San Siro e sedersi di fianco all’Avvocato. Mobili sono anche i protagonisti buontemponi del giro di Franco Alfano che arrivano prontamente ad Avellino per ritrovarsi nell’unità italiana fatta dalla passione per il calcio, dove pure il commissario, magari non pasticcione come il collega francese, soprassiede all’arresto per non perdere la partita.

Firma dei Vanzina è la gag di essere sorpresi a letto, che qui succede a Donato e Loredana da parte dalla madre di lei, con cui vive, che torna a casa prima dal lavoro per uno sciopero, ancora nella satira del mito dell’operosità milanese. E Tirzan passeggia a Parigi dal Palais de Chaillot che a suo tempo ospitava la Cinémathèque française. Sicuramente non esce da lì, i cinefili fratelli l’avrebbero mostrato in sala, come fanno per la coppietta. Ma non c’è dubbio che, anche in un film su misura su alcuni comici in voga, si possano vedere tutti gli elementi di un progetto autoriale, di una politique des auteurs. Piaccia o non piaccia la celebre scuola di pensiero dei critici francesi, piacciano o non piacciano i fratelli Vanzina.

Info
La scheda di Eccezzziunale… veramente su Wikipedia

Articoli correlati

  • Cassavetes

    L'assassinio di un allibratore cinese RecensioneL’assassinio di un allibratore cinese

    di Gangster movie sui generis, acuta riflessione sulla messinscena, L'assassinio di un allibratore cinese è una performance visiva disarticolata, in cui Cassavetes cerca la verità di una prova attoriale, quella di Gazzara, che priva lo spettatore di ogni appiglio logico, di ogni giudizio morale sul suo personaggio.
  • DVD

    Nude per l’assassino

    di In Nude per l'assassino di Andrea Bianchi giallo, slasher, erotico e commedia si intrecciano secondo chiavi grevi e sconnesse. Pur restando un film piatto e privo di inventiva, se preso con lo spirito giusto c'è pure di che divertirsi. In dvd per Surf Film e CG.
  • DVD

    Gente di rispetto RecensioneGente di rispetto

    di Mafia-movie sui generis, che costeggia anche melodramma, commedia e giallo all'italiana, Gente di rispetto di Luigi Zampa mostra un autore attento ai mutamenti di gusto dell'Italia coeva. In dvd per Surf Film e CG.
  • Cult

    Sotto il vestito niente RecensioneSotto il vestito niente

    di Al crocevia tra il cinema di De Palma, il giallo italiano di lunga tradizione e uno sguardo rapidamente sociologico, Sotto il vestito niente di Carlo Vanzina si riconferma oggi tra le opere migliori dell'autore romano, prematuramente scomparso pochi giorni fa.
  • Torino 2017

    Intervista a Pino Donaggio

    Gli studi al conservatorio, le canzoni sanremesi e non, l'incontro con il cinema e con Brian De Palma. In occasione del Torino Film Festival, abbiamo incontrato il maestro Pino Donaggio, per parlare di musica e canzoni.
  • Archivio

    Caccia al tesoro RecensioneCaccia al tesoro

    di I fratelli Vanzina tornano alla carica, cercando nuova linfa in una comicità partenopea finora abbastanza estranea al loro percorso. Il risultato è fiacco, anche per via di una lettura morale a dir poco discutibile, e che appesantisce una trama che dovrebbe essere scoppiettante.
  • Archivio

    Non si ruba a casa dei ladri RecensioneNon si ruba a casa dei ladri

    di Carlo Vanzina torna a uno dei suoi temi prediletti, la descrizione della realtà truffaldina in cui vivono gli italiani. Peccato che, come in altre occasioni, il regista parteggi troppo per i suoi protagonisti, disperdendo la satira in una commedia all'acqua di rose.
  • Roma 2016

    La prima notte di quiete RecensioneLa prima notte di quiete

    di Apice delle tempeste di passione messe in scena da Zurlini, conclusione della sua trilogia adriatica. Con La prima notte di quiete, presentato nella retrospettiva dedicata al regista alla Festa del Cinema di Roma, viene consegnata alla storia della settima arte la figura del professor Dominici, antieroe anarchico con una carica autodistruttiva.
  • Archivio

    Un matrimonio da favola RecensioneUn matrimonio da favola

    di I fratelli Vanzina firmano una commedia che cerca di muoversi a metà tra il comico grossolano e il romanticismo dei sentimenti, non sempre centrando il bersaglio.
  • Archivio

    Sapore di te RecensioneSapore di te

    di I fratelli Carlo ed Enrico Vanzina tornano alle atmosfere e ai timbri umorali di Sapore di mare. Una commedia corale agrodolce e nostalgica, che racconta amori, amicizie e passioni estive.
  • Archivio

    Mai Stati Uniti RecensioneMai Stati Uniti

    di I Vanzina tornano negli Stati Uniti, ma ne vien fuori una commedia stanca in cui vengono riproposti i soliti cliché dell'italiano negli States.
  • DVD

    Sapore di mare RecensioneSapore di mare

    di Estate 1964: un gruppo di ragazzi trascorre le vacanze a Forte dei Marmi, in Versilia. Le loro storie personali si intrecciano sullo sfondo dei successi discografici dell'epoca, tra gag, giochi di spiaggia, amori contrastati, conquiste balneari...
  • #tuttiacasa

    tre colonne in cronaca recensioneTre colonne in cronaca

    di Film tra i più ambiziosi dell'intera carriera dei fratelli Vanzina, Tre colonne in cronaca trae ispirazione dall'omonimo romanzo di Corrado Augias e Daniela Pasti per orchestrare un thriller poliziesco in grado di scavare nel torbido dell'Italia a pochi anni da Tangentopoli.
  • Archivio

    Ex – Amici come prima!

    di Grazie a una sceneggiatura solida e dal ritmo impeccabile e a un cast corale in ottima forma, Ex - Amici come prima è la migliore sortita cinematografica dei fratelli Vanzina da molti anni a questa parte, con buona pace dei detrattori del duo capitolino.
  • Cult

    vacanze in america recensioneVacanze in America

    di Nato sulla scia di un modello di successo ormai collaudato, Vacanze in America di Carlo Vanzina tenta di riproporre la formula delle sue precedenti commedie vacanziere alzando il tiro verso l'ambientazione internazionale. Il risultato è solo una pallida copia di opere ben più riuscite.
  • Cult

    selvaggi recensioneSelvaggi

    di La fotografia dell'Italia degli anni Novanta, nel pieno dello scontro tra Berlusconi e Prodi, dei fratelli Vanzina passa per Selvaggi. Stavolta l'escamotage per riunire e far interagire rappresentanti di mondi diversi non è la solita vacanza quanto una situazione da Cast Away.
  • Archivio

    ti presento un amico recensioneTi presento un amico

    di Ti presento un amico, nuovo capitolo nella filmografia dei fratelli Vanzina, dà l'idea di partire sconfitto, per quanto si presenta dimesso. Poche idee, poca verve, poca voglia di raccontare.
  • Archivio

    buona giornata recensioneBuona giornata

    di Costellato di innumerevoli episodi che vanno da Milano a Firenze, da Roma a Bari, da Napoli a Potenza, Buona giornata è una pochade che alterna pochissimi spunti divertenti a una sequela di retrive battute prive di qualità.
  • Archivio

    sotto il vestito niente - l'ultima sfilata recensioneSotto il vestito niente – L’ultima sfilata

    di A distanza di 26 anni dall'originale ecco che i fratelli Vanzina disegnano Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata; un film imperfetto ma che viene comunque naturale difendere, perché non rappresenta di certo il male della produzione nazionale.
  • In sala

    lockdown all'italiana recensioneLockdown all’italiana

    di Primo film del solo Enrico Vanzina, che firma anche la regia oltre al soggetto, primo film sul lockdown, primo film fatto dopo il lockdown. Un instant movie nel perfetto stile Vanzina bros, che vuole seguire anche dal titolo, la tradizione della commedia all'italiana.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento