The Prestige

The Prestige

di

Si nutre di dualismi The Prestige, offrendosi allo spettatore come puro prodotto d’intrattenimento come certosino manifesto teorico. Fedele alla circolarità narrativa, Nolan riassume e anticipa il suo cinema futuro, confezionando una sorta di eterno ritorno della propria poetica. Illusionista della settima arte, Nolan è un ingénieur dallo sguardo stratificato, tanto minimalista quanto spettacolare, teso verso la stessa perfezione inseguita da Borden.

Are you watching closely?

Londra, fine Ottocento. L’illusionista Alfred Borden è rinchiuso in galera, accusato dell’omicidio del suo collega e rivale Robert Angier. Entrato in possesso del diario del defunto Angier, Borden ripercorre gli anni della loro lunga rivalità, da quando erano giovani e ambiziosi assistenti di Cutter, uno scenografo votato all’arte dell’illusionismo, presso il teatro Orpheum di Londra… [sinossi]
Quello che fanno i maghi e i registi è molto simile,
nel modo in cui fanno avere le loro informazioni,
scelgono cosa raccontare al pubblico e quando,
e sanno attirare gli spettatori grazie a punti di vista precisi.
Noi usiamo le nostre tecniche, vicoli ciechi e false piste,
per ingannare il pubblico e creare uno spettacolo soddisfacente.
– Christopher Nolan [1]

Non poteva che essere lungo e faticoso il lavoro di scrittura e riscrittura di The Prestige, adattamento non semplice dell’omonimo romanzo di Christopher Priest. Come spesso accade nell’industria dei sogni, avremmo potuto vedere molto prima o molto dopo il quinto lungometraggio diretto da Christopher Nolan. La genesi di una pellicola dipende da molteplici fattori, a volte dal battito d’ali di una farfalla, dal successo o insuccesso di un altro film, dal deflagrare o meno delle idee altrui. Ad esempio, quali traiettorie avrebbe seguito Inception (2010) se Paprika (2006) fosse stato un debordante trionfo planetario? E, alla luce del lavoro di Satoshi Kon, dovremmo considerare Nolan più vicino ad Alfred Borden o a Robert Angier?

Cutter, singolo e indivisibile in un universo di dualismi e alterità, è il personaggio che illustra nel prologo la tripartizione del prestigio, che manda Borden da Chung Ling Soo, che comprende la semplicità scenica del Trasporto Umano e che distrugge l’invenzione di Tesla. È lui il deus ex machina dell’intreccio. [2]

Alle continue contrapposizioni e al gioco dei doppi di The Prestige sfugge il personaggio di Cutter (Michael Caine), deus ex machina che inevitabilmente riflette l’immagine del regista, che ha anche i contorni dell’osservatore super partes, di uno spettatore privilegiato che riesce a mantenere una lucida distanza dai labirinti della poetica nolaniana. Cutter è Nolan, è Nolan che guarda se stesso. Un gioco di specchi e di riflessi, di scatole cinesi, di maschere: torniamo a Satoshi Kon, a Paprika (ma anche a Paranoia Agent, Tokyo Godfathers, Millennium Actress e Perfect Blue), al continuo generarsi e rigenerarsi del cinema, all’immortalità di Borden, alla sottile ma fondamentale differenza tra gemello e clone.
Torniamo al battito d’ali della farfalla e alla collocazione (a)temporale di The Prestige, coevo di Paprika, ai vasi comunicanti di poetiche distanti eppure sovrapponibili. Il prestigio nolaniano vive infatti di un continuo ritorno, di un farsi e disfarsi: The Prestige è Inception, è Interstellar, è Dunkirk. The Prestige è e sarà Tenet, perché il prestigio è l’humus nolaniano, è la sua chiave di lettura, è il suo traguardo. Al di là dell’apprezzamento o meno della pellicola di Nolan, e più in generale della sua poetica/filmografia, è difficile negare il suo minuzioso lavoro da ingénieur, il cristallino equilibrio tra propositi e risultati.

Dal gioco dei dualismi e dei rimandi, da Harvey Dent/Due Facce de Il cavaliere oscuro al trittico dei ritorni paterni (The Prestige, Inception, Interstellar), passando per la continua e sistematica manipolazione del Tempo, non possiamo escludere il lavoro e il rapporto dei fratelli Christopher e Jonathan Nolan, regista e sceneggiatore, entrambi illusionisti. Borden/Fallon, Borden/Angier, Cutter/Tesla, Sarah/Olivia. La complessità di The Prestige è anche nella sua dimensione personale, analitica, strettamente privata. Pur non scambiandosi i ruoli, i due Nolan sono entrambi Christopher, sono entrambi Jonathan.

Ogni numero di magia è composto da tre parti o atti. La prima parte è chiamata la promessa. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino o un uomo. […] Il secondo atto è chiamato la svolta. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. […] Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Ecco perché ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo il prestigio.
– Cutter

La magia, il cinema, la narrazione e l’illusione, i rigidi meccanismi e la vita pulsante. The Prestige, come tutto il cinema nolaniano, riesce a controllare la smisurata grandeur, riesce a non soffocare i personaggi. Dietro l’artificio e le speculazioni teoriche, anche tra le minacciose scariche elettriche dei macchinari di Tesla, troviamo sempre dei volti umanissimi che catturano il nostro sguardo. La dimensione umana, anche a un passo dalla morte, persino nell’istante della definitiva sconfitta, non viene mai sopraffatta. Ed è forse questo il vero prestigio di Nolan.

Note
1.
Tratto dal pressbook di The Prestige, riportato in Massimo Zanichelli, Christopher Nolan. Il tempo, la maschera, il labirinto, Edizioni Bietti, Milano 2015, pag. 177.
2. op. cit, pag. 196.
Info
Il trailer originale di The Prestige.
The Prestige sul canale YouTube Movies.

  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-01.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-02.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-03.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-04.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-05.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-06.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-07.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-08.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-09.jpg
  • The-Prestige-2006-Christopher-Nolan-10.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    Dunkirk RecensioneDunkirk

    di Nolan aggiusta e sposta i tasselli della Storia (e delle storie) per trascinarci per terra, cielo e mare sui campi di battaglia, nella acque annerite di carburante, gelide e infuocate, tra placidi venti e gragnuole di impietosi proiettili.
  • Archivio

    Interstellar RecensioneInterstellar

    di Interstellar declina le teorie di Thorne in chiave umanista e sentimentale, mettendo in scena un futuro prossimo intriso di doloroso realismo. La conferma delle dimensioni gargantuesche dell'immaginario di Christopher Nolan.
  • Archivio

    Il cavaliere oscuro - Il ritorno RecensioneIl cavaliere oscuro – Il ritorno

    di Sono trascorsi otto anni da quando Batman è svanito nella notte, trasformandosi da eroe a fuggitivo. Prendendosi la colpa della morte del procuratore Dent, il Cavaliere oscuro ha sacrificato tutto ciò per cui che lui e il Commissario Gordon avevano lavorato...
  • Archivio

    Inception RecensioneInception

    di La deflagrazione ultima e irrefrenabile dell'immateriale, l'apologia del cinema come macchinario teso all'accumulo di immaginario, prima ancora che alla sua spiegazione.
  • Notizie

    Addio a Satoshi Kon

    A soli quarantasette anni se ne va Satoshi Kon, maestro del cinema d'animazione giapponese.
  • Archivio

    Il cavaliere oscuro RecensioneIl cavaliere oscuro

    di Un film che rappresenta uno dei connubi più riusciti negli ultimi anni tra spirito autoriale ed esigenze mainstream, capace di evitare compromessi sia con l'aspetto più direttamente introspettivo della vicenda che con quello spettacolare...
  • Animazione

    Paprika – Sognando un sogno

    di Il cinema di Kon si conferma un raffinato e complesso gioco d’incastri, un flusso continuo di immagini spesso sorprendenti...
  • Serie

    Paranoia Agent [2]

    di La giovane Sagi Tsukiko, divenuta popolare grazie al pupazzo Maromi, viene aggredita da un misterioso ragazzino, armato di mazza da baseball e con un paio di rollerblade ai piedi...
  • Serie

    Paranoia Agent

    di La giovane Sagi Tsukiko, divenuta popolare grazie al pupazzo Maromi, viene aggredita da un misterioso ragazzino, armato di mazza da baseball e con un paio di rollerblade ai piedi...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento