Uscite in sala 18 giugno 2020

Uscite in sala 18 giugno 2020

Dopo oltre tre mesi le sale cinematografiche tornano ad accogliere spettatori, e con loro “nuovi” film (alcuni dei quali già reperibili su piattaforme). Se è vero che solo alcuni esercenti hanno deciso di tornare al lavoro in questo giugno, è doveroso per chi ha a cuore le sorti del cinema sostenerli in ogni modo, a partire ovviamente dalla presenza in sala, con sbigliettamento. È a suo modo emozionante, nonostante la situazione, poter tornare a questo appuntamento, che quasi sicuramente non riuscirà a essere settimanale (è improbabile che le distribuzioni spingano nuovi film in sala ogni sette giorni, in questo periodo) ma che testimonia la volontà di muoversi verso la fine del tunnel. Perché il cinema non può esistere se non esiste anche la sala, a nostro avviso.

FAVOLACCE
di Damiano e Fabio D’Innocenzo

Dopo l’acclamazione alla Berlinale, dove i gemelli sono stati premiati con il riconoscimento alla sceneggiatura, e dopo una non troppo fortunata sortita sulle piattaforme (per via di una compressione audio che rendeva quasi impossibile ascoltare alcuni dialoghi) il film dei D’Innocenzo sarà a disposizione nelle sale. Che lo abbiate visto o meno sicuramente sarete incappati in alcune discussioni sui social network, dato che il film ha smosso sentimenti quasi diametralmente opposti. L’occasione di vederlo sul grande schermo è ghiotta, perché l’immaginario dei due giovani cineasti lo merita, a prescindere dal giudizio finale.

Una favola nera che racconta senza filtri le dinamiche che legano i rapporti umani all’interno di una comunità di famiglie, in un mondo apparentemente normale dove la rabbia e la disperazione sono pronte ad esplodere. [sinossi]

I MISERABILI
di Ladj Ly

Altro film che era stato dirottato sulle piattaforme e che invece merita una visione in sala. Lo sguardo di Ladj Ly non sempre convince, e l’impressione è in parte quella di un Kassovitz 2.0 (meno potente, nel complesso), ma il film ha una sua vitalità e cerca almeno in parte di problematizzare un conflitto che, come si vede con chiarezza, non riguarda certo solo gli Stati Uniti d’America. Un po’ troppi i droni, male del cinema d’oggi, ma almeno hanno in parte un senso narrativo.

Stéphane, appena arrivato da Cherbourg, integra la brigata anti-criminalità di Montfermeil nella banlieu 93. Incontra i suoi nuovi compagni di pattuglia, Chris e Gwada, due uomini d’esperienza. Stéphane scopre rapidamente le tensioni montanti fra i differenti gruppi di quartiere. Quando si trovano sopraffatti durante un arresto Gwada compie un gesto insano, per di più ripreso da un drone. [sinossi]

L’UOMO INVISIBILE
di Leigh Whannell

Questo nuovo adattamento della celeberrima novella di H.G. Wells nell’era del #MeToo sarebbe dovuta uscire il 5 marzo, per poi passare sul video on demand quasi subito, una quindicina di giorni più tardi. È quindi davvero un film a suo modo vecchio, ma è anche uno dei pochi titoli davvero d’impatto commerciale che questa settimana gli esercenti avranno tra le mani. L’ipotesi di rovesciare il concetto dell’uomo invisibile, giocando sul thriller, sulla figura di uno stalker e sul femminicidio era davvero interessante; peccato che a Leigh Whannell manchi in parte lo sguardo (se si esclude il bell’incipit e qualche intuizione sparsa qua e là) e soprattutto l’etica. Per reagire a un modello d’immaginario considerato conservatore si risponde con un film che ha una morale altrettanto conservatrice, se non apertamente forcaiola. Qualche dubbio sull’operazione in sé e per sé viene. Ovviamente negli States sono andati tutti in brodo di giuggiole, ma non c’è da stupirsi.

Cecilia si sveglia nella notte e mette in atto la sua fuga dal compagno, il ricco Adrian Griffin, con cui ha una relazione abusiva. L’uomo la insegue persino nella foresta ma la sorella riesce a portare Cecilia in salvo. La donna, traumatizzata, continua a temere che Adrian si rifaccia vivo e l’incubo sembra finire solo quando arriva la notizia della morte di Adrian. La serenità però dura pochissimo, perché inspiegabili fatti avvengono in casa di Cecilia e lei si convince di essere ancora perseguitata da Adrian, divenuto misteriosamente invisibile. [sinossi]

BUIO
di Emanuela Rossi

Emanuela Rossi esordisce alla regia con una fiaba nera post-apocalittica, prossima all’horror e del tutto distante dalla maggior parte dei film italiani che trovano spazio in sala. Infatti, non a caso, è un’autoproduzione. Un lavoro magari imperfetto ma coraggioso, in grado di lavorare con molta accortezza con le sue protagoniste. A suo modo si tratta perfino di una riflessione (involontaria) sulla pandemia. Affascinante.

Tre sorelle (Stella, Aria e Luce) vivono rinchiuse in una casa dopo la morte della loro madre. Il padre esce ogni giorno per procurarsi il cibo in una realtà esterna che descrive come apocalittica in seguito ad una eruzione solare. Per loro e per le donne in genere il mondo sembra essere diventato off limits. [sinossi]

DIMMI CHI SONO
di Sergio Basso

Sergio Basso assume su di sé tutto l’armamentario del documentario sociale e prova a sminarne le retoriche melodrammatiche attraverso il ricorso al musical, traducendo la tragedia (senza mai svilirla) in oggetto d’immaginario pseudo-bollywoodiano. Teoria un po’ fragile alla distanza ma intelligente, e non banale. Un documentario piccolo, forse, ma non privo di pregi.

Nel 1990, un sesto della popolazione del Bhutan venne esiliato perché chiedeva maggiori diritti democratici al sovrano e da allora vive in un campo profughi in Nepal, nell’indifferenza totale della comunità internazionale. Ora verranno “ricollocati”. Migliaia di famiglie saranno costrette a emigrare e l’identità Lhotshampa scomparirà. Noi abbiamo vissuto con loro, a Khudunabari, e abbiamo raccolto le loro testimonianze. In particolare, quella di Sarita, una ragazza di 13 anni, nata nel campo profughi. [sinossi]

TORNARE
di Cristina Comencini

Schematico, semplicistico, raffazzonato. Il nuovo film di Cristina Comencini, che partecipò alla Festa di Roma oramai otto mesi fa, è il debole tentativo di raccontare la Napoli degli anni Novanta, ma si risolve in un predicozzo morale a pochi passi dalla misoginia inconscia. Un cinema che ha seri problemi con il proprio passato, e dunque anche con la capacità di confrontarsi con il presente.

Napoli, anni ’90. La quarantenne Alice rientra dall’America. È morto il padre. Alice si ferma nella casa di famiglia: ha deciso di venderla, e occorre svuotarla degli oggetti di una vita. Inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima. Con lei inizia un dialogo intenso, come il legame che si crea con Marc, un uomo affascinante e gentile. Per Alice si schiude un mondo nuovo, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza. [sinossi]

In questo giorno a suo modo storico escono anche Emma (2020) di Autumn de Wilde, Dopo il matrimonio (2019) di Bart Freundlich, 7 ore per farti innamorare (2020) di Giampaolo Morelli, Georgetown (2019) di Christoph Waltz, Trolls World Tour (2020) di Walt Dohrn, David P. Smith, Christo – Walking on Water (2018) di Andery Paounov, In viaggio verso un sogno – The Peanut Butter Falcon (2019) di Tyler Nilson, Michael Schwartz, Un pugno di amici (2020) di Sergio Colabona, D.N.A. – Decisamente non adatti (2020) di Claudio Gregori, Pasquale Petrolo. Buone visioni, e buon ritorno in sala!

Info
Il sito ufficiale di Emma.

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