Goodbye Mister Wong

Goodbye Mister Wong

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Presentato in concorso al 31° FID Marseille, Goodbye Mister Wong rappresenta l’esordio al lungometraggio di fiction per il regista indipendente marsigliese Kiyé Simon Luang che torna alle proprie origini, nel Laos, in un territorio lacustre dove, sulla superficie acquatica piatta, sono ambientate storie tra vecchi e nuovi colonialismi.

Storie di un mondo fluttuante

Laos, alcune storie si succedono in una località lacustre. France aiuta sua madre a portare avanti l’azienda di famiglia. Il signor Wong, un miliardario cinese, ha in programma di trasformare il lago in una grande località turistica. Ha anche in programma di sposare France, di cui è innamorato. Ma lei ama Xana, un dipendente del signor Wong. Nel frattempo Hugo, un signore francese, è tornato in quei luoghi per poter finalmente raggiungere l’amore della sua vita Nadine. [sinossi]

Storie di un mondo fluttuante, che sono ambientate in un mondo lacustre, sulla superficie piatta di un grande distesa acquatica, solcata da barche e con chiatte e capanne galleggianti. Un paesaggio caro a tanto cinema orientale, pensiamo solo al primo Kim Ki-duk de L’isola, dove tutto avviene su supporti galleggianti, alla deriva, dove si perdono i punti saldi di riferimento, o anche a certe opere cinesi come Lake August di Heng Yang o Dwelling in the Fuchun Mountains di Gu Xiaogang. È la dimensione anche di un sorprendente esordio, scoperto grazie al FID Marseille, Goodbye Mister Wong, primo lungometraggio di finzione per Kiyé Simon Luang, che fa parte di un coraggioso collettivo di filmmaker indipendenti, Film flamme, che ha sede a Marsiglia. Goodbye Mister Wong ci porta in Laos, la prima heimat del regista che si è trasferito in Francia all’età di dieci anni.

Nel paesaggio laotiano lacustre del film, i destini incrociati di varie anime in pena si svolgono sul pelo dell’acqua. France e sua madre gestiscono un locale galleggiante di karaoke, Nadine, una donna francese, vive pure su una chiatta, ben decorata dai suoi vasi di fiori, dove verrà raggiunta dall’amore della sua vita, Hugo, che per tanto tempo ha vissuto lontano da lei. Il mondo fluttuante è in realtà un mondo artificiale, obbligato, creato da una diga, una delle tante che hanno stravolto il paesaggio naturale originale del paese. La diga del Nam Ngum eretta nel 1971, pochi anni prima che Kiyé Simon Luang abbandonasse il paese per trasferirsi in Francia. Il regista mostra fuggevolmente due sequenze di repertorio del sistema fluviale originale. Sappiamo quanto anche il fiume sia importante nella simbologia di varie culture dell’estremo oriente, rappresentando il corso, il fluire inesorabile della vita che scorre in una direzione.

Se Nadine e Hugo sono rappresentanti di un vecchio colonialismo, quello francese, il magnate cinese mister Wong, rappresenta quello nuovo, il capitalismo predatorio della nuova Cina. L’imprenditore vorrebbe realizzare sulle rive del lago una serie di hotel di lusso stravolgendo ulteriormente quell’equilibrio che si era creato nel bacino acquatico con la popolazione locale. Mister Wong che viaggia con grandi macchinoni al seguito, segnando così la sua estraneità anche “ecologica” a quel mondo fluttuante. Mister Wong, la cui ambizione di possesso si estende anche alla bella France, ragazza dal nome simbolico, a sua volta di padre francese e madre laotiana. France è contesa tra il ricco imprenditore e un suo dipendente. Non avrà esitazione a scegliere il secondo, rifiutando una nuova vita agiata per quel mondo il cui equilibrio non può essere nuovamente stravolto. E il film si concluderà con un coloratissimo matrimonio tradizionale.

La calma piatta del lago è resa coerentemente con una regia statica fatta di long shot: tutto concorre a tenere il delicato equilibrio di quell’ecosistema umano. E ancora lo stile, anche narrativo, ci porta a tanto cinema orientale che passa anche per un minimalismo formale ozuiano, una cui tipica composizione dell’immagine è riconoscibile nella scena, con le due figure umane in campo lunghissimo, in un contesto naturale, in cui France rifiuta le profferte amorose del signor Wong.

Info
Goodbye Mister Wong sul sito del FID Marseille.

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