Uscite in sala 30 luglio 2020

Uscite in sala 30 luglio 2020

A un passo dall’agosto le sale resistono ancora, pur nell’indifferenza della stragrande maggioranza dei media (perfino quelli che si dovrebbero occupare in modo specifico del cinema). Il merito va ovviamente ai coraggiosi esercenti, e anche ad alcune case di distribuzione, come ad esempio Movies Inspired, che vengono loro incontro offrendo i film. Questo giovedì trovano spazio in sala l’opera seconda del cinese Bi Gan, vista a Cannes nel 2018, un dramma giudiziario francese, l’affascinante Monos del colombiano Alejandro Landes, L del greco Babis Makridis e perfino Judd Apatow con il suo Il re di Staten Island. Quest’ultimo è disponibile anche in versione digitale, ma cercate in ogni caso sul grande schermo, dove merita di stare.

UN LUNGO VIAGGIO NELLA NOTTE
di Bi Gan

Il talento di Bi Gan è indiscutibile, ed era già palese nel suo folgorante esordio Kaili Blues (rimasto purtroppo inedito in Italia, dopo essere stato presentato a Locarno e Pesaro); Un lungo viaggio nella notte, sua opera seconda vista due anni fa a Cannes in Un certain regard, lo conferma, anche se si intravvede qualche rischio di maniera. Il film ha un’intera parte in stereoscopia, che probabilmente andrà perduta nella distribuzione italiana: peccato.

Luo Hongwu torna a Kaili, sua città natale, dopo esservi fuggito tanti anni prima. Si mette alla ricerca della donna che ha amato e che non ha mai cancellato dalla sua memoria… [sinossi]

IL RE DI STATEN ISLAND
di Judd Apatow

Il ritorno alla regia di Judd Apatow, a distanza di cinque anni da Un disastro di ragazza, si regge interamente o quasi sulle spalle (un po’ gracili) del suo protagonista, il giovane commediante televisivo Pete Davidson. Pur mantenendo intatta la grazia del cinema di Apatow, e garantendo alcune sequenze che scartano dalla prassi (spesso mediocre) del genere a Hollywood, questa nuova sortita registica appare meno compatta del solito. Interessante, in ogni caso, e con un finale molto dolce.

Scott Carlin ha pulsioni suicide, fa largo uso di marijuana, non ha un lavoro e frequenta amici altrettanto poco integrati. Ha una relazione per lo più sessuale con l’amica Kelsey ma preferisce rimanga segreta. Soprattutto vive ancora in casa con la madre nonostante sia un giovane americano bianco di ventiquattro anni. Quando sua sorella parte per il college, la madre inizia a guardare al di fuori del nucleo famigliare e trova presto una relazione che mette in crisi Scott, costringendolo a prendersi finalmente qualche responsabilità. [sinossi]

MONOS – UN GIOCO DA RAGAZZI
di Alejandro Landes

Un lavoro intenso e affascinante, per un thriller dai tratti “survivalistici” che mostra una certa consapevolezza autoriale e cinefila, e riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo. Il cinema colombiano negli ultimi anni sta dimostrando di essere in forma, e il nome di Alejandro Landes (nato in Brasile e di origini sia colombiane che ecuadoriane) è di quelli da appuntarsi sul taccuino.

Patagrande, Ramo, Leidi, Sueca, Pitufo, Perro e Bum Bum sono i nomi in codice di sette adolescenti isolati dal mondo, sperduti sui monti della Colombia, che si allenano e combattono. A prima vista potrebbe sembrare una specie di campo estivo, un bizzarro ritrovo di ragazzini che giocano a fare i soldati. Invece si tratta dello scenario iniziale di una missione delicatissima: i sette adolescenti hanno con sé una prigioniera, una donna americana che chiamano semplicemente “la dottoressa”. La debbono detenere per conto di una non meglio specificata Organizzazione. Debbono anche però mungere e trattare bene una mucca che si chiama Shakira. Quando quest’ultima muore i segnali di morte iniziano ad addensarsi sul gruppo. [sinossi]

UNA INTIMA CONVINZIONE
di Antoine Raimbault

Con Movies Inspired (distributore anche del film di Bi Gan, e una delle realtà più pronte a fornire film agli esercenti in questa difficile fase di riapertura: giusto sottolinearlo) arriva in sala anche questo dramma giudiziario con cui esordisce alla regia Antoine Raimbault. Un’opera solida, affida a interpreti sempre credibili, e che cerca di trovare soluzioni inedite – più psicologiche che narrative – al legal-thriller. Ne viene fuori un lavoro non privo di fascino che ragiona anche sulla colpevolezza preventiva con cui oramai vengono raccontate le vicende giudiziarie dal sistema mediatico.

Dopo aver assistito al processo di Jacques Viguier, accusato dell’omicidio della moglie (di cui non si è ritrovato il cadavere) ed assolto in seconda istanza, Nora, una madre e lavoratrice, decide di sostenerne la causa quando viene fatto ricorso contro la sentenza. La vicenda si trascina ormai da 10 anni e la donna riesce a convincere l’avvocato Dupont-Moretti, un principe del Foro, ad assumerne la difesa. L’avvocato accetta a patto che sia lei a sbobinare le innumerevoli ore di intercettazione del suo principale accusatore, l’amante della moglie. [sinossi]

L
di Babis Makridis

Babis Makridis è il regista di Miserere, che partecipò in concorso al Torino Film Festival nel 2018 per poi trovare (poco) spazio in sala con Tycoon Distribution. L invece esce con la Trent Film. Makridis si conferma in linea con il cinema greco contemporaneo, con le sue scelte grottesche a tratti un po’ forzate, con la visione politica scoperchiata di fronte agli occhi dello spettatore. Colpirà nel segno? Chissà.

Un quarantenne vive in macchina e consegna ogni giorno un vaso di miele a un narcolettico ossessionato dalla puntualità. Separato dalla moglie e dai figli, che vivono in un’altra macchina, sogna sovente un vecchio amico ucciso da un cacciatore che lo ha scambiato per un orso. La sua vita non conosce scarti fino a quando non perde il lavoro per aver consegnato in ritardo il miele. Umiliato da un automobilista più rapido di lui, sfascia la sua auto a colpi di pedale e si converte alla motocicletta. La moglie non apprezza il cambiamento e gli nega la custodia dei figli. Ma dietro alla curva c’è il mare. [sinossi]

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