Il Cinema Ritrovato 2020 – Presentazione

Il Cinema Ritrovato 2020 – Presentazione

Riparte anche il Cinema Ritrovato all’insegna del motto “W il cinema!”. In un’ultima settimana di agosto preveneziana, in cui si accavallano quelle manifestazioni cinematografiche che hanno preferito rimandare l’evento, all’insegna del cinema vero, quello in sala, o in un’arena estiva all’aperto, il cinema come evento collettivo, naturalmente con tutte le regole e cautele imposte dalla pandemia ancora non debellata.

Riparte anche il Cinema Ritrovato all’insegna del motto “W il cinema!”. In un’ultima settimana di agosto preveneziana, in cui si accavallano quelle manifestazioni cinematografiche che hanno preferito rimandare l’evento, all’insegna del cinema vero, quello in sala, o in un’arena estiva all’aperto, il cinema come evento collettivo, naturalmente con tutte le regole e cautele imposte dalla pandemia ancora non debellata. E non poteva essere altrimenti per un festival come quello della Cineteca di Bologna che è l’antitesi del cinema virtuale, che può esistere solo su grande schermo. L’edizione 2020 del Cinema Ritrovato, la 34esima, guidato da un board di direttori artistici (Cecilia Cenciarelli, Gian Luca Farinelli, Ehsan Khoshbakht, Mariann Lewinsky) risponde al covid e al distanziamento sociale aumentando le occasioni dal vivo, aggiungendo nuove sale e arene estive, per arrivare a un totale di dieci. Alle prime, rappresentate dai cinema Lumière, Jolly e Arlecchino, si aggiungeranno l’Odeon, il Manzoni e il Teatro Comunale. Alla Piazza Maggiore, da anni teatro del cinema sotto le stelle di Bologna, si affiancheranno la BarcArena e l’Arena Puccini.

Dal 25 al 31 agosto Bologna diventerà ancora una volta il paradiso dei cinefili, proponendo un totale di 394 film, da 29 paesi, il più antico del 1898, il più recente sarà finito per il giorno della proiezione. L’elenco di ciò che si potrà vedere, in questi sette giorni, è come sempre sterminato. Omaggi a figure di grandi cineasti, da Marco Ferreri al poco conosciuto Yuzo Kawashima, che è stato l’anello di congiunzione tra il cinema giapponese classico e la sua nouvelle vague, allievo di Keisuke Kinoshita e maestro di Shoei Imamura, alla retrospettiva combinata di Frank Tuttle e Stuart Heisler, cui si aggiunge, a proposito di Hollywood, una selezione di film interpretati da Henry Fonda, il volto buono, democratico, dell’America. Spazio ancora una volta per il cinema iraniano con il restauro di un film dimenticato come Shatranj-e Baad (Chess of the Wind, 1976) di Mohammad Reza Aslani, un’opera prerivoluzionaria, proiettata solo una volta e poi fatta sparire. Altro film da liberare è Xiao Wu (The Pickpoket, 1997), l’opera d’esordio di Jia Zhangke. Altro territorio esplorato dal festival è quello della ex-Unione Sovietica con una selezione di cinema al femminile, con opere degli anni trenta-quaranta di Elizaveta Svilova, Julija Solnceva, Vera Stroeva e Aleksandra Chochlova, con blockbuster comunisti d’epoca quali Arinka (1939), Zoluška (Cenerentola, 1947) di Nadežda Koševerova, o Podkidyš (La trovatella, 1939) di Tatjana Lukaševičin, una cinematografia dove le donne registe hanno storicamente svolto un ruolo non di secondo piano come altrove. Di formazione sovietica anche Konrad Wolf, ebreo tedesco riparato in URSS e reclutatosi nell’Armata rossa per liberare il suo paese, esperienza raccontata nel film Ich war neunzehn (1968).

Il Cinema Ritrovato si pone in questo anno difficile come trait d’union tra il Festival di Cannes, che è stato cancellato, presentando sei opere con bollino, e la Mostra di Venezia, invece confermata in presenza, della quale ospiterà, anticipandoli, i film di Venezia Classics. Una mossa comprensibile in ottica di mutuo soccorso, in una situazione difficile come quella attuale. Ma va detto che la presenza dei classici restaurati in digitale, mutuata con la stessa formula da Cannes Classics, all’interno del Ritrovato, stona. Non è vero difatti che entrambe le manifestazioni perseguano finalità analoghe, essendo una filologicamente curatissima e l’altra fatta di opere prese a caso nel cappello a cilindro dei film appena usciti da restauro. E ciò al netto dei bei film che passeranno tra i classici a Bologna e Venezia.

Info
Il sito del Cinema Ritrovato 2020.

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