Uscite in sala 24 settembre 2020

Uscite in sala 24 settembre 2020

Dell’altalena emotiva, sanitaria e sociale dell’avanzare del Covid risente ovviamente anche la distribuzione, che pure resiste indefessa cercando di convincere il pubblico a tornare in sala. La parte del leone questa settimana la fanno Christian Petzold, con l’ottimo Undine (già visto alla Berlinale) e Ciro Guerra e il suo Waiting for the Barbarians, che invece concorse l’anno scorso a Venezia. Dalla kermesse lidense di quest’anno arrivano invece i film di Claudio Noce e Giorgia Farina, oltre al documentario di Giorgio Verdelli dedicato a Paolo Conte.

UNDINE – UN AMORE PER SEMPRE
di Christian Petzold

Christian Petzold si sta dimostrando, film dopo film, uno degli autori più preziosi in giro per l’Europa. Lo testimonia con forza anche questa storia d’amore che sprofonda nella fiaba, nel mito, e allo stesso tempo riesce a parlare della Germania, di oggi e di ieri. Ammaliante e disperato, dolcissimo e pronto a cadere in frantumi, con una eccellente Paula Beer.

Undine è una giovane storica che lavora come guida museale a Berlino. All’Humboldt Forum, il luogo che conosce meglio in città, sta svolgendo le sue mansioni con l’angoscia che Johannes, che ha intenzione di lasciarla, se ne sia andato dal caffè del museo. Infatti non c’è più. Ma fa la sua apparizione Christoph, un palombaro venuto a visitare il museo… [sinossi]

WAITING FOR THE BARBARIANS
di Ciro Guerra

A Venezia lo scorso anno, presentato in concorso, ha sollevato ben più di un mugugno. Peccato, perché in verità Ciro Guerra dimostra di non cedere pezzi della sua poetica neanche quando si deve confrontare con una produzione apertamente mainstream, e rilegge il romanzo di Coetzee, che guarda dalle parti di Buzzati e de Il deserto dei tartari, con una grande propensione al racconto epico e alla costruzione dell’atmosfera. Cinema classico, che non ha alcuna intenzione di negare la propria identità. E per questo oggi rischia di essere poco compreso.

Un magistrato amministra un avamposto di frontiera, in mezzo al deserto, oltre il quale vivono popoli genericamente chiamate “barbari”. La sua indole saggia mantiene un equilibrio di giustizia e tolleranza, ma un giorno nel villaggio arriva il Colonnello Joll che con metodi feroci inizia a dare la caccia agli “stranieri” e a sottoporli a violentissimi interrogatori. L’equilibrio si rompe e tutto sarà destinato a cambiare… [sinossi]

PADRENOSTRO
di Claudio Noce

Noce invece in concorso a Venezia c’era quest’anno, appena un paio di settimane fa, e anche lui non è stato accolto con chissà quali peana. Difficile però in questo caso trovare argomenti forti per difendere un’opera ambiziosissima e al contempo sbalestrata, dominata da una messa in scena non troppo lucida e da cadute nel cattivo gusto che lasciano interdetti. Pierfrancesco Favino è ovviamente bravo e in parte (e per questo è stato premiato un po’ generosamente dalla giuria veneziana), ma può bastare?

Roma, 1976. Valerio ha dieci anni e una fervida immaginazione. La sua vita di bambino viene sconvolta quando, insieme alla madre Gina, assiste all’attentato ai danni di suo padre Alfonso da parte di un commando di terroristi. Da quel momento, la paura e il senso di vulnerabilità segnano drammaticamente i sentimenti di tutta la famiglia. Ma è proprio in quei giorni difficili che Valerio conosce Christian, un ragazzino poco più grande di lui. Solitario, ribelle e sfrontato, sembra arrivato dal nulla. Quell’incontro, in un’estate carica di scoperte, cambierà per sempre le loro vite. [sinossi]

GUIDA ROMANTICA A POSTI PERDUTI
di Giorgia Farina

Punta sul road movie, Giorgia Farina. Un film di viaggio semplice, senza troppe sovrastrutture, scritto puntando sull’effetto immediato, e quindi ricorrendo a stratagemmi narrativi abbastanza consoni. Potrebbe anche piacere al grande e medio pubblico, chissà. Nulla di fondamentale da segnalare, in ogni caso.

Benno e Allegra, lui ha superato i cinquanta, è inglese e beve come un dannato, lei, vent’anni di meno è una blogger di viaggi, con molta fantasia. Entrambi vivono mentendo e non hanno alcuna intenzione di cambiare. Vicini di casa senza essersi mai conosciuti, fino al giorno in cui lui sbaglia pianerottolo e tutto cambia. Il caso porta la strana coppia in una fuga verso posti perduti o dimenticati dove sostenendosi a vicenda i due si riscoprono l’una grazie all’altro. [sinossi]

GENESIS 2.0
di Christian Frei, Maxim Arbugaev

Ambizioni a iosa ne mettono in campo Frei e Arbugaev, per questo documentario giocato su immagini potentissime e paesaggi mozzafiato. Se si scende in profondità al di là dello spettacolo non è che si rintracci chissà quale senso del lavoro, ma sul grande schermo può dare senza dubbio il meglio di sé.

Mare Artico, Isole della Nuova Siberia: una spedizione di soli uomini in arrivo dal Nord della Sasha-Jakuzia si accampa su quella terraferma affascinante e disabitata. Sono cacciatori in cerca delle preziose zanne di mammut da vendere a mille dollari al chilo ai mercanti di avorio cinesi. Nel gruppo, la macchina da presa segue prevalentemente tre personaggi: Peter, cacciatore di zanne, testimone consapevole dell’avidità umana; suo fratello Semyon, direttore del Mammut Museum aperto nel 1991 a Yakutsk, in Siberia, alla ricerca di un esemplare di quella specie estinta che sia conservato così perfettamente da permettere di ricrearne uno in laboratorio. E infine Spira, padre di famiglia che affida a quell’attività la sopravvivenza della propria famiglia. Del resto, se già la scienza è in grado di dare vita a incroci di specie animali (come il “geep”, incrocio tra capra e pecora), perché non tentare? [sinossi]

PAOLO CONTE, VIA CON ME
di Giorgio Verdelli

Nulla da eccepire su Paolo Conte, ovviamente, uno dei più grandi cantautori della musica italiana, autore per sé e per altri di capolavori racchiusi in tre o quattro minuti. Ma come difendere il lavoro di Giorgio Verdelli, dominato da una sciatteria sorprendente, tanto nel racconto quanto sotto il profilo strettamente tecnico? Un’operazione fallimentare, purtroppo. In sala per soli tre giorni, dal 28 al 30 settembre.

Un itinerario ideale con la voce narrante di Luca Zingaretti per raccontare un personaggio eclettico e, per certi versi, misterioso. Una grande storia, non soltanto musicale. È un intreccio di parole, versi e musiche che scattano foto del nostro immaginario attraverso le canzoni, i concerti, gli amici e le riflessioni del grande artista astigiano. Verdelli ha attinto all’immenso patrimonio dell’archivio personale di Conte, unendolo a materiale realizzato ad hoc: interviste, riprese dei tour internazionali e occasioni di una carriera unica. Con una straordinaria carrellata di testimonianze, il film si inoltra nel labirinto delle canzoni di Conte, anche quelle scritte per gli interpreti più diversi, oltre che nel labirinto delle sue passioni. Alla base del progetto c’è una lunga intervista “intima” di Verdelli a Paolo Conte, in cui i racconti di personaggi, canzoni e vicende umane mescolano tenerezza, ironia e charme tipici dell’avvocato di Asti che ci accompagnano in una scoperta continua tra il noto e l’inedito, tra le storie, i versi e le canzoni di quello straordinario altrove che è il mondo di Conte. [sinossi]

EASY LIVING – LA VITA FACILE
di Orso Miyakawa, Peter Miyakawa

Ancor meno difendibile è putroppo il film dei Miyakawa, già visto a Torino nel tardo autunno dell’anno scorso. Malestro, inutilmente rocambolesco, pretenziosissimo. E la tematica migratoria è utilizzata in modo davvero discutibile.

Un ragazzino di quattordici anni, una giovane universitaria che contrabbanda medicine sulla frontiera italofrancese e un bizzarro maestro di tennis americano che sogna di fare il pittore. Le loro vite vengono scombussolate dall’incontro con un migrante clandestino. Tutti insieme organizzano un piano rocambolesco per aiutarlo a varcare il confine. [sinossi]

Questa settimana escono anche Il giorno sbagliato (2020) di Derrick Borte, Endless (2020) di Scott Speer, Mai per sempre (2020) di Fabio Massa. Martedì 29 è la volta del bergamasco Il condominio inclinato (2020) di Alberto Valtellina. Buone visioni!

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