Uscite in sala 08 ottobre 2020

Uscite in sala 08 ottobre 2020

In attesa che si affronti in modo compiuto e organico il problema relativo ai film “disponibili”, dopo la ritirata di tutte le major hollywoodiane, le uscite in sala in Italia proseguono cercando linfa vitale nel cinema d’autore europeo (in questo caso Roy Andersson) e nel prodotto italiano, da Stefano Mordini a Davide Del Degan fino a ripescare, lunedì prossimo, Caro diario di Nanni Moretti.

SULL’INFINITEZZA
di Roy Andersson

Lo schema espressivo di Roy Andersson, si sa, è sempre lo stesso: quadri fissi, scene statiche che fanno gradualmente entrare il surreale fino a fargli prendere il predominio sulla logica, squadernando il tutto e sottolineando il cinismo delle umane genti. Non c’è novità, in Sull’infinitezza, passato nel 2019 in concorso alla Mostra di Venezia, e chi ha già frequentato il cinema del regista svedese sa già cosa aspettarsi. Eppure di questi tempi è un lusso potersi imbattere in sala in un film così, e nonostante non si tratti dell’opera più rilevante della filmografia di Andersson viene da tenerselo stretto, e proteggerlo dalle tempeste odierne.

Una coppia fluttua nel cielo sopra una Colonia devastata dalla guerra; delle ragazze adolescenti ballano fuori da un bar; un esercito sconfitto marcia verso un campo di prigionia; un uomo giovane non ha ancora incontrato l’amore; un altro si esprime in alti concetti scientifici; un prete che ha perso fede e vocazione, cerca aiuto da uno psicologo, che non lavora gratis e non può perdere l’autobus per casa. [sinossi]

GREENLAND
di Ric Roman Waugh

L’eccezione che conferma la regola. Perché nel fuggi fuggi generale dei blockbuster statunitensi Universal Pictures si è lasciata alle spalle il film di Ric Roman Waugh – in Italia è comprato dalla Lucky Red -, che per di più (ironia della sorte) volge al catastrofico e racconta di una famiglia che vuole mettersi in salvo in Groenlandia. Si può apprezzare la timbrica intimista della vicenda, lontana dal tonitruante incedere del genere, ma non è che ci sia molto di più da rintracciare in questo onesto intrattenimento da fiato sospeso. I fan e le fan di Gerard Butler gongoleranno. Almeno loro.

Un ingegnere edile in crisi con la moglie torna a casa per la festa del figlio e cerca di riconquistare la compagna ma lei, pur apprezzandolo come padre, rimane fredda verso il marito. Nel mentre una cometa si avvicina alla Terra e l’uomo è raggiunto da un’allerta presidenziale al telefono, che gli dice di recarsi presso un aeroporto militare con la famiglia. La festa del bambino viene così interrotta, i vicini si allarmano per non aver ricevuto la stessa allerta e la Florida viene colpita e devastata da un frammento della meteora, grande come uno stadio da baseball. Arrivare all’aeroporto militare non sarà però facile e a complicare ulteriormente le cose c’è la condizione diabetica del figlio… [sinossi]

LASCIAMI ANDARE
di Stefano Mordini

Bisogna riconoscere a Stefano Mordini un certo coraggio, perché provare a rinverdire le atmosfere del miracoloso A Venezia… un dicembre rosso shocking è un’operazione a dir poco ardimentosa. Torna al thriller, Mordini, a due anni di distanza da Il testimone invisibile, che fu altrettanto invisibile in sala nonostante tentasse una struttura narrativa interessante. Questo Lasciami andare, scelto addirittura come titolo di chiusura della Mostra, è invece un mezzo disastro, a partire da una scrittura che caratterizza male i suoi personaggi spingendo gli attori in scena a una recitazione ai limiti dello schizofrenico. E così questa storia di fantasmi (veri o presunti tali) finisce per scivolare ben presto non in laguna, ma nel ridicolo involontario.

Marco e Clara erano una coppia felice il giorno in cui si sono trasferiti con il loro figlioletto Leo in una bella casa veneziana con una caratteristica incantevole: una delle stanze si trasforma in una camera oscura che proietta sule pareti le immagini fluttuanti del Canal Grande. Purtroppo però quella casa si trasforma in un luogo davvero buio quando Leo muore a soli cinque anni. Passa il tempo e Marco, divorziato da Clara e trasferitosi in una nuova casa, ha ritrovato una misura di serenità con Anita, che aspetta un figlio da lui. Ma una misteriosa imprenditrice, Perla Gallo, avvicina l’uomo per dirgli che ha comprato la sua vecchia casa e che suo figlio avverte la presenza di Leo nella sua stanza. Da lì per Marco e Clara inizia la ricerca di una verità seppellita nella memoria. [sinossi]

PARADISE – UNA NUOVA VITA
di Davide Del Degan

Inizia molto male, Paradise – Una nuova vita di Davide Del Degan, già visto lo scorso autunno al Torino Film Festival, perché cerca in continuazione di muovere il dramma naturale che sta raccontando in direzione di una commedia forzosa, poco compiuta e poco riuscita. Quando però il regista abbandona quella timbrica espressiva il film inizia ad acquisire una propria forza, crescendo gradualmente di fronte agli occhi dello spettatore. Nulla per cui valga la pena scorticarsi le mani dagli applausi, ma un tentativo interessante di ragionare sul concetto intimo e universale di solitudine che si permette, rarità nel cinema italiano, un finale scopertamente ambiguo.

Calogero, venditore di granite, è dovuto scappare dalla Sicilia con il suo carretto perché ha voluto fare la cosa giusta, cioè testimoniare contro un killer della mafia. Il programma di protezione testimoni gli ha trovato un appartamento in un residence, il Paradise: peccato che il residence sia abbandonato e che si trovi a Sauris, paesino del Friuli dove nevica sempre e si balla lo Schuhplattler tirolese prendendosi a sganassoni. A Calogero mancano la moglie Lucia e la figlia che stava per nascere, e della Sicilia gli è rimasto solo un puzzle che perde i pezzi con l’andare dei giorni. Ma al Paradise arriva proprio dalla Trinacria un altro inquilino, e la vita di entrambi sarà destinata a cambiare. [sinossi]

CREATORS – THE PAST
di Piergiuseppe Zaia

Smuove non poca curiosità questo kolossal fantascientifico con cast capitanato da Gérard Depardieu e William Shatner prodotto in Italia dalla semisconosciuta Artuniverse e diretto da Piergiuseppe Zaia: un’opera ambiziosissima, che vorrebbe addirittura essere il primo capitolo di una trilogia. Ci riuscirà? Al pubblico l’ardua sentenza. Viene naturale, al di là del valore intrinseco dell’opera (che non ha avuto attività stampa: il trailer dal canto suo dice poco, e le scelte estetiche a tratti sembrano preoccupanti), provare simpatia per un film italiano che prova a muoversi su territori poco battuti, o addirittura abbandonati completamente come la fantascienza.

Un imponente allineamento galattico si sta realizzando ed i suoi effetti influenzeranno ogni forma di vita nel cosmo. Otto dei governano l’universo: sono i Creators. In un’epoca lontana, essi forgiarono uno strumento che avrebbe custodito il sapere divino della creazione: la Lens; otto Lens per otto creatori. Ognuno di loro diede vita al suo pianeta racchiudendone i segreti e la chiave della sua essenza all’interno della Lens stessa. [sinossi]

CARO DIARIO
di Nanni Moretti

Non ha ovviamente bisogno di presentazioni Caro diario, forse il film più celebre e celebrato dell’intera carriera di Nanni Moretti, in particolar modo per il segmento iniziale in cui il regista attraversa in vespa le vie di Roma, da Garbatella a Prati. Il suo ritorno in sala a partire da lunedì 12 è da salutare con soddisfazione, anche se sarebbe stato preferibile poter vedere il suo nuovo film, anche senza il passaggio a Cannes o ad altri festival. Da uno dei più importanti e apprezzati registi italiani sarebbe stato lecito attendersi un gesto forte in soccorso del sistema distributivo e dell’esercenza. Così non è stato, e Tre piani uscirà nei primi mesi del 2021, puntando alla Berlinale o a Cannes. Al pubblico non resta che tornare al 1993, quando Moretti era ancora uno splendido quarantenne. E accontentarsi.

Tre storie: 1) “In Vespa”: traversata di Roma, semideserta in agosto, che termina a Ostia là dove fu ucciso P.P. Pasolini; 2) “Isole”: gita alle Eolie (Lipari, Salina, sosta fugace a Panarea, Alicudi); 3) “Medici”: rapporto su un’odissea sanitaria che N. Moretti ha vissuto a causa di un morbo di Hodgkin (sistema linfatico) che una catena di medici aveva diagnosticato in altro modo. [sinossi]

Questa settimana escono anche Un divano a Tunisi (2019) di Manele Labidi Labbé, Divorzio a Las Vegas (2020) di Umberto Riccioni Carteni, Tutto il mondo è palese (2020) di Dado Martino. Lunedì 12 ottobre, oltre alla riedizione in sala del classico morettiano, ecco Maledetto Modigliani (2020) di Valeria Parisi, e Il caso Pantani – L’omicidio di un campione (2020) di Domenico Ciolfi. Buone visioni!

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