I premi del Ca’ Foscari Short Film Festival 2020

I premi del Ca’ Foscari Short Film Festival 2020

Si è conclusa, nella serata di sabato 10 ottobre, la decima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, la manifestazione universitaria veneziana ideata e curata da Maria Roberta Novielli. La giuria, composta dall’attrice di origine giapponese ma naturalizzata italiana Jun Ichikawa, dall’animatrice e videoartista siriana con base in Germania Sulafa Hijazi e dall’attrice polacca Maria Mamona, ha decretato il trionfo del cortometraggio ceco di animazione a passo uno Dcera – Daughter di Daria Kashcheeva.

Si è conclusa, nella serata di sabato 10 ottobre, la decima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, la manifestazione universitaria veneziana ideata e curata da Maria Roberta Novielli. La giuria, composta dall’attrice di origine giapponese ma naturalizzata italiana Jun Ichikawa, dall’animatrice e videoartista siriana con base in Germania Sulafa Hijazi e dall’attrice polacca Maria Mamona, ha decretato il trionfo del cortometraggio ceco di animazione a passo uno DceraDaughter di Daria Kashcheeva. La regista è allieva della FAMU – Film and TV School of the Academy of Performing Arts in Prague, da quella Praga che tanto ha dato al cinema d’animazione con artisti del calibro di Jiří Trnka e Jan Švankmajer. Daughter, che pure ha vinto un premio al festival di Annecy 2019 ed è stato tra i cinque candidati all’Oscar per il miglior corto d’animazione, racconta di una ragazza al capezzale del padre e dei ricordi di vita, spesso conflittuale, con il genitore. Daria Kashcheeva ha usato dei pupazzi in carta dipinta con cui ha creato delle figure oscure, reminiscenti delle famose maschere teatrali di Tadeusz Kantor. L’animazione è davvero raffinata con punte che quasi sono esibizioni di stile, giocandosi tra l’iperrealismo, la corsa della protagonista sulle scale, l’acqua bollente che straborda dalla pentola, e momenti allegorici e di surrealismo dal sapore kafkiano, l’uccello che muore schiantandosi sul vetro della finestra, il nido, la metamorfosi. E ancora la studentessa filmmaker sa usare degli effetti fotografici come un cambio di fuoco che evidenzia l’interno e poi l’esterno da una finestra. Ostenta anche il trucco da mastro burattinaio nel momento in cui la figlia si ‘traveste’ da uccellino ferito, piazzando una sagoma rossa accanto al suo corpo per terra, per simulare una chiazza di sangue. Daria Kashcheeva sa usare meravigliosamente le specificità dei puppet animati, basta pensare al volto incartapecorito del vecchio padre nel letto d’ospedale e tratta il tema della morte nel momento in cui dà vita, imprime il soffio vitale dell’animazione, ai suoi pupazzi.

Al cortometraggio belga Mother’s di Hippolyte Leibovici dell’Institut National Supérieur des Arts, è stata conferita la Menzione speciale Volumina, per l’opera che offre il miglior contributo al cinema come arte. Leibovici, un giovane fillmaker franco-belga che ha inviato uno spassoso videomessaggio alla premiazione, fa cinema dall’età di 13 anni, per specializzarsi ora in documentari a tematiche LGTB. Mother’s è un affettuoso ritratto del mondo delle drag queen, riprendendo quattro di queste artiste mentre in camerino si truccano, prima dello spettacolo. Il trucco quindi che sanziona il passaggio dalle sembianze maschili a quelle femminili, il passaggio alla loro autentica identità di genere. A fare da madre è la più anziana tra loro, la capostipite della dinastia artistica. Leibovici le scruta, le riprende, mentre si imbellettano e incipriano, esclusivamente con primi piani e close up, mentre uno o più specchi ne moltiplicano l’immagine del viso. Emergono le loro personalità intime, i rapporti con le proprie madri, il desiderio di avere figli, il coming out, che solo qualcuna ha fatto, la differenza generazionale (la drag anziana confessa anche un tentato suicidio in gioventù). L’esibizione da drag è per qualcuna la sublimazione della propria omosessualità, ma c’è chi invece la vive con straniamento. Lo sguardo del regista è delicato, coglie anche una lacrima. Al procedere del film cominciano ad apparire più volti nella stessa inquadratura facendo dei piccoli carrelli. La seconda parte del corto è lo spettacolo delle drag virato in luce blu. E qui il campo si allarga prima a inquadrare il corpo delle artiste, per poi espandersi e includere altri personaggi in una, un po’ forzata a dir la verità, rappresentazione sacra.

Altri premi, di giurie collaterali, sono stati attribuiti nel Ca’ Foscari Short Film Festival 2020. Il Premio Levi per la miglior colonna sonora (musica, parola, rumore), a cura della Fondazione Ugo e Olga Levi, deciso da una giuria formata da Roberto Calabretto, Paolo Troncon, Daniele Furlati e Marco Tutino, è andato all’estone Värvid Must-ValgelBlack and White Colours di German Golub della BFM – Baltic Film, Media, Arts and Communication School. Un’opera che usa il passaggio della televisione degli anni Settanta, da bianco e nero a colori, per contestualizzare i cambiamenti di vita della protagonista, una speaker di un telegiornale. Il Premio “Pateh Sabally”, della Municipalità di Venezia, Murano, Burano, dedicato alla memoria di un ragazzo del Gambia tragicamente affogato nel Canal Grande nel gennaio del 2017, è stato assegnato al corto svizzero Therese della regista tedesco-brasiliana Fabiana Serpa del ZHdK – Zurich University of the Arts. Si tratta di un racconto di fine Ottocento di una botanica bavarese e della sua emancipazione, rispetto alla popolazione locale, durante una spedizione in Brasile. Assegnato anche il Premio “Olga Brunner Levi” della Fondazione Ugo e Olga Levi dedicato al miglior cortometraggio realizzato da studenti delle scuole superiori di secondo grado di tutto il mondo, avente per soggetto la performance musicale femminile o il rapporto tra condizione femminile e la musica nella storia. La giuria, composta da Roberto Calabretto, Cosetta Saba e Marco Fedarlo, lo ha attribuito all’israeliano HedEcho di Eli Bleier dalla Zomer High School, un film in stop motion che si ispira all’universo dello scrittore Haruki Murakami. Da ricordare infine il vincitore della quarta edizione del Music Video Competition, riservata a videoclip musicali di studenti di cinema o di università da tutto il mondo: MTV is My Friend del moldavo Radu Popovici, della West University Timișoara, dove la musica di una canzone della rock band rumena Sarmale Reci diventa la colonna sonora del riscatto della vita di un ragazzo.

Info
Il sito del Ca’ Foscari Short Film Festival 2020

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