Été 85

Été 85

di

Pluriaccessoriato, cerebrale e inevitabilmente poco romantico, Été 85 di François Ozon è un teen movie estivo che ha scarsa fiducia in se stesso e pertanto si circonda di feticci e tediose elucubrazioni intellettuali. Alla Festa del Cinema di Roma.

Nel corso dell’estate del 1985, l’estate dei suoi sedici anni, Alexis si salva dall’annegamento grazie a un atto eroico del diciottenne David: ha appena incontrato l’amico che ha sempre sognato di avere. Ma questo sogno realizzato riuscirà a durare più di un’estate? [sinossi]

Amarsi un po’

Dopo il misurato e potente Grazie a Dio, dedicato al recente scandalo di un prete pedofilo a lungo coperto dal silenzio della Chiesa, François Ozon con Été 85 torna a ricalcare i temi classici della sua filmografia ricercando una nuova declinazione per la sua innegabile natura di autore pop-colto. Inizialmente selezionato per il mancato Festival di Cannes 2020 e ora presentato alla 15esima Festa del Cinema di Roma, Été 85 è un teen movie estivo dalle venature noir che snocciola Robert Smith e Paul Verlaine, discoteche e falò estivi, walkman e montagne russe, dark lady al maschile e madri agghindate in abiti anni ’50. Il tutto sullo sfondo del verticale biancore delle scogliere della Normandia.

Il film si apre trionfante sulle note di In Between Days dei Cure per introdurci al meglio nel clima spensierato di un’estate pulsante di vitalità adolescenziale, poi però si sposta subito sul versante crime-noir lasciando che la voice over del protagonista ci confessi il suo interesse per la morte e guardandoci negli occhi ci dica che questa “è la storia di un cadavere”. Ma no, Été 85 non è Viale del tramonto, né d’altronde il cadavere in questione appartiene a chi ci sta parlando. Sedicenne inquieto e con un talento per la scrittura ancora tutto da dimostrare, Alexis (Félix Lefebvre) ha l’impellente bisogno di un amore estivo, com’è naturale che sia alla sua età. L’occasione gli capita quando naufraga nel corso di un temporale a largo delle coste della cittadina della Normandia in cui si è da poco trasferito con i genitori. A trarlo in salvo è il diciottenne David (Benjamin Voisin), esperto di navigazione nonché gestore, insieme alla madre (Valeria Bruni Tedeschi), del negozio di nautica locale. Sorta di dark lady virile, David trascina Alexis nella sua tela fatta di seduzione e menzogne, promesse e vanità. Amici, complici e poi amanti, Alexis e David sono dunque destinati a essere separati prima dal tradimento e poi dalla morte improvvisa di David. A rimpolpare questa esile trama concorrono le scorribande estive, con le corse in moto, l’amicizia con una ragazza inglese, il petulare chioccio della madre di David, gli interventi sporadici e poco illuminanti di un professore di letteratura. Ulteriore condimento non necessario è poi una metanarrazione ridondante, che scaturisce dal memoriale che Alexis sta scrivendo.

Tratto dal romanzo Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers, Été 85 dimostra dunque fin da subito scarsa fiducia nella storia d’amore che racconta, dato che sente il bisogno, costantemente, di nobilitarla con innesti di natura intellettuale, siano essi cinefili (il noir serpeggiante) o letterari (la scrittura e il prof di letteratura). Pertanto, anche le energiche interpretazioni dei due protagonisti, finiscono qui sotto il rullo compressore di un intellettualismo ricercato e pop, che tra citazioni de Il tempo delle mele (il walkman in discoteca con Sailing di Rod Stewart), pettini a serramanico per aggiustarsi il ciuffo, salopette di jeans e Self control di Raf a tutto volume, raggiunge anche l’autocitazione quando Ozon estrae dal suo baule personale i variopinti abiti anni ’50 già usati in 8 donne e un mistero, per metterli in dosso al personaggio della Bruni Tedeschi.

È un film fatto di numerosi, allettanti accessori Été 85, nessuno veramente necessario al progredire del racconto né a corroborare quello che sembra essere, alla fine dei giochi – e del gioco di Ozon – il senso ultimo del film, ovvero che tutti, ogni volta, “inventiamo le persone che amiamo”. Grazioso e futile, appesantito da dialoghi poco brillanti e ripetitivi Été 85 è dunque un divertissement manierista, indirizzato da Ozon apparentemente a un pubblico adolescenziale ma in realtà a se stesso, quasi fosse un monito che, mentre ribadisce gli elementi chiave e i feticci del suo cinema, prelude, si spera, a rielaborazioni più brillanti e auspicabilmente originali, rimandate al prossimo film.

Info:
La scheda di Été 85 sul sito della Festa del Cinema di Roma.

  • ete-85-2020-francois-ozon-01.jpg
  • ete-85-2020-francois-ozon-02.jpeg
  • ete-85-2020-francois-ozon-03.jpg
  • ete-85-2020-francois-ozon-04.jpg
  • ete-85-2020-francois-ozon-05.jpg
  • ete-85-2020-francois-ozon-06.jpg

Articoli correlati

  • Berlinale 2019

    Grâce à Dieu RecensioneGrazie a Dio

    di In concorso alla Berlinale, Grazie a Dio non cavalca un facile sensazionalismo, non cede al liberatorio atto d'accusa, ma cerca di ripercorrere in punta di piedi la genesi del caso Preynat, focalizzandosi piuttosto sul silenzio colpevole della Chiesa e sul dolore celato dalle vittime.
  • Cannes 2017

    Doppio amore RecensioneDoppio amore

    di Giochino ombelicale, ultra-citazionista, levigato e trash: Doppio amore di François Ozon, in concorso alla 70esima edizione del Festival di Cannes, è un thriller che si scardina da solo e che ammicca alla sua stessa auto-parodia.
  • Venezia 2016

    FrantzFrantz

    di Presentato in concorso a Venezia, Frantz rappresenta un grande passo in avanti e una sfida nella filmografia di François Ozon. Film di ambientazione storica, in costume, calligrafico, per buona parte in bianco e nero. Ma soprattutto opera che declina in forme inedite le poetiche dell’autore francese.
  • Archivio

    Una nuova amica

    di Un racconto inquieto e liberatorio, pieno di suspense e di erotismo. In Una nuova amica François Ozon, finalmente, non si lascia suggestionare dagli abituali giochi di specchi del suo cinema e si identifica appieno con i suoi protagonisti.
  • Archivio

    Giovane e bella RecensioneGiovane e bella

    di Con Giovane e bella François Ozon mette a punto un'altra delle sue macchine oliate, apparentemente perfette, impeccabili. Ma, nella maggior parte dei casi, vuote...
  • Archivio

    Nella casa

    di Un ragazzo di sedici anni si insinua nella casa di un suo compagno di classe per trovare ispirazione per i suoi componimenti scolastici...
  • Archivio

    Il rifugio

    di Mousse viene ricoverata in ospedale dopo un’overdose. Al risveglio scopre che Louis, il suo uomo, è morto e che lei è incinta. La ricca famiglia di Louis la spinge ad abortire...
  • Archivio

    Ricky – Una storia d’amore e libertà

    di Inizia come un film dei Dardenne, poi sembra potersi trasformare in melodramma domestico, quindi in horror quotidiano e infine in libera favola fantastica: è Ricky di François Ozon che, come al solito, riesce a spiazzare lo spettatore.
  • Archivio

    CinquePerDue recensioneCinquePerDue – Frammenti di vita amorosa

    di Un percorso inverso. 5X2, CinquePerDue. Due anime che si prosciugano, si inaridiscono. Ozon decide di partire dalla fine, dall'odio, per mostrarci le dinamiche che trascinano verso l'azzeramento della passione, dei sentimenti, del rispetto e della fiducia.

2 Commenti

  1. ANNALISA Tosi 19/10/2020
    Rispondi

    Sono contenta che le critiche italiane siamo negative, è l ‘ ennesima dimostrazione di come ormai questo paese sia totalmente legato ai media e a cio’ che fa tendenza ” di cui si parli molto e male” per cui il pessimo precedente film di Ozono,il più brutto in assoluto era stato esaltato per argomento e non per qualità estetica.In questo ce ne sono molte ma chi magari e’ abituato allo sciatto sentimentalismo di Muccino ben diverso dal romanticismo che l ‘ Italia non ha mai neanche sfiorato,o dall’ algido tecnicismo di Sorrentino,non può vedere. E’ forse il miglior film di Ozono intriso di romanticismo che è cerebrale ed intellettuale,i termini non si sono mai esclusi,riesce a rendere poetiche scene che in qualsiasi film italiano o yankee sarebbero risultate comiche se non ridicole,ricrea perfettamente un mondo che io bambina in Normandia,ricordo benissimo,intriso di forti riferimenti.letterari,da Proust a Celine perché non è stato considerato un elemento.

  2. ANNALISA Tosi 19/10/2020
    Rispondi

    l azione e’ vista da Ozon al passato ,mentre Chambers l’ ha scritta nel momento in cui l’ ha sentita o vissuto. L elemento ricordo contribuisce a rendere il senso del film completamente diverso dal testo.La base crebrale,intellettualistica, psicanalitica gioca un ruolo fondamentale rispetto ad una visione contemporanea della storia.Un film che entra dentro come le musiche di chi ha vissuto quel tempo. Imperdibile.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento