Uscite in sala 22 ottobre 2020

Uscite in sala 22 ottobre 2020

Settimana assai inusuale per quanto riguarda le uscite in sala, in pratica spalmate tra ieri e lunedì anche per andare incontro, come nel caso di Cosa sarà di Francesco Bruni, alle esigenze della Festa del Cinema di Roma, in svolgimento all’Auditorium. Con Bruni in sala arriva l’atteso Palm Springs, che ha mandato in sollucchero i critici statunitensi, e anche l’esordio di Pietro Castellitto – I predatori – già visto (e premiato) a Venezia. Sempre dal Lido arriva anche The Rossellinis, viaggio negli eredi di Roberto Rossellini compiuto dal nipote Alessandro.

COSA SARÀ
di Francesco Bruni

È uno dei film più attesi del cinema italiano del 2020, Cosa sarà di Francesco Bruni, sia perché il suo autore torna alla regia a distanza di tre anni dal precedente Tutto quello che vuoi (lavorando a un soggetto che parte da una dolorosa esperienza personale), sia perché il film sarebbe dovuto già uscire lo scorso marzo con il titolo Andrà tutto bene. Il lockdown lo fece slittare e il titolo inevitabilmente cambiò – sarebbe stato fin troppo facile fraintenderne il senso e trovarlo inappropriato. Ora finalmente si scoprirà cosa ha regalato agli spettatori uno degli sceneggiatori centrali per comprendere il cinema italiano dell’ultimo trentennio. Qui non si può ancora dare un giudizio, perché l’uscita – come la prima assoluta alla Festa del Cinema di Roma – è prevista sabato prossimo. Cosa sarà dunque? Lo si scoprirà tra qualche giorno.

Bruno Salvati conduce una vita poco soddisfacente: di lavoro fa il regista (non uno di quelli con la carriera sfavillante) e si è appena separato dalla moglie Anna, madre dei suoi due figli adolescenti. Dopo aver accusato un malore, Bruno scopre di essere affetto da una patologia e ha bisogno di un donatore. La rivelazione del suo stato di salute porta il regista a rivalutare i legami familiari, soprattutto con suo padre Umberto. Sarà proprio suo padre a rivelargli un segreto che porterà il figlio a viaggiare alla ricerca di qualcuno che potrà aiutarlo. [sinossi]

PALM SPRINGS – VIVI COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI
di Max Barbakow

Oltreoceano sono letteralmente impazziti per questa commedia indipendente sfrontata, libera da legacci apparenti, surreale il giusto, in grado di rielaborare in modi anche personali un tema abusato come quello del loop temporale. Barbakow dirige un film che pur non dimenticando la lezione di Ricomincio da capo di Harold Ramis (e anche Auguri per la tua morte di Christopher Landon) riesce a trovare strade personali, a partire dal fatto che per la prima volta più di un personaggio è imprigionato nel loop temporale; in questo modo la riflessione sul tempo che passa si allarga alla costruzione/creazione dei sentimenti, allo sviluppo di una vita nella non-vita replicata all’infinito. A tratti spassoso, soprattutto nella prima parte, Palm Springs potrebbe diventare un piccolo cult-movie, grazie anche alle interpretazioni di Andry Samberg e Cristin Milioti.

La mattina del 9 novembre, per Nyles, inizia svegliandosi di fianco alla fidanzata Misty, con la prospettiva di una giornata da trascorrere tra piscina e celebrazioni in un resort nel deserto di Palm Springs. La coppia è lì per partecipare al matrimonio tra Abe e Tala, un’amica di Misty. Un momento speciale che però Nyles sembra trattare con fin troppa svagatezza, brindando agli sposi in camicia hawaiana e salvando Sarah, sorella di Tala, da un discorso pubblico che la ragazza non vuole fare. Scappati insieme verso il deserto, Sarah vedrà Nyles trascinato in una grotta misteriosa, che ormai da tempo immemore lo costringe a rivivere la giornata del matrimonio senza soluzione di continuità. [sinossi]

I PREDATORI
di Pietro Castellitto

L’esordio di Pietro Castellitto al Lido di Venezia ha rischiato di far parlare di sé più per lo strano discorso in cui il giovane regista si è imbarcato durante la cerimonia di premiazione della Mostra che per le sue qualità. Che ci sono, e anche evidenti, quasi sparate in faccia allo spettatore. Il grottesco è un’arma propria della commedia, e Castellitto la usa a volte con precisione a volte sparando a casaccio, come il bombarolo improvvisato che interpreta all’interno del film. Nel complesso un’esordio senza dubbio non privo di fascino, ma ancora non del maturo.

Pierpaolo è un medico sposato con Ludovica, affermata regista. Il loro figlio Federico è un laureando in filosofia tiranneggiato da un barone universitario che gli preferisce qualunque altro studente. Le loro vicende si incrociano con quelle di Bruno, primario amico di Pierpaolo, e di sua moglie Gaia, nonché con quelle di Claudio e Carlo, due fratelli che gestiscono un’armeria e fanno parte di un gruppo neofascista. Completano il quadro le moglie i figli di Carlo e Claudio, e un sulfureo personaggio che resterà (di fatto) innominato e che compare solo all’inizio e alla fine. [sinossi]

THE ROSSELLINIS
di Alessandro Rossellini

Film di chiusura della Settimana della Critica di Venezia, The Rossellinis è il viaggio del nipote di Roberto Rossellini, Alessandro (è figlio di Renzo), all’interno della variegata e composita famiglia lasciata da quello che può essere considerato il capostipite del cinema italiano moderno. Un lavoro divertente, ricco di suggestioni, tutt’altro che banale, e che sarebbe delittuoso lasciarsi sfuggire. Uscirà in sala lunedì 26 e vi resterà solo per tre giorni, e forse è il caso di segnarsi bene la data. E poi di ripartire dagli esordi di Roberto, e compiere anche un viaggio cinematografico, ancor più indispensabile.

Roberto Rossellini è stato un genio del cinema e un padre spiccatamente anticonformista. I suoi amori hanno riempito le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, scandalizzando la rigida morale degli anni Cinquanta e dando alla luce una famiglia numerosa, orgogliosamente multietnica e decisamente allargata. Alessandro, primo nipote del grande regista, ha avuto una carriera traballante da fotografo e un lungo passato di tossicodipendenza. Come primo nipote di un genio non si sente all’altezza del cognome. Decide così di girare a 55 anni il suo primo film, affrontando con ironia la saga dei Rossellini e obbligando i parenti ad un’impossibile terapia familiare davanti alla macchina da presa. [sinossi]

PALAZZO DI GIUSTIZIA
di Chiara Bellosi

Quasi una riedizione di Un giorno in pretura in ottica arthouse questo esordio di Chiara Bellosi, prodotto da Carlo Cresto-Dina e già visto in Generation alla Berlinale lo scorso febbraio (l’ha poi ripreso Alice nella Città in questi giorni alla Festa di Roma). Un legal-movie che si disinteressa completamente dell’aspetto puramente giudiziario ma si concentra sugli esseri umani che occupano le aule del palazzo di giustizia. Nulla di sorprendente, ma un lavoro solido, intelligente, che cerca strade alternative alla prassi.

Interno del tribunale di una grande città italiana. In Corte d’Assise, sezione penale, è in corso un’udienza. Il caso è quello di un benzinaio che ha ucciso uno dei suoi due rapinatori. L’altro rapinatore assiste da dietro le sbarre, mentre la sua compagna Angelina segue i procedimenti. Fuori, nel corridoio del tribunale, restano in attesa due minorenni: Domenica, la figlia dell’imputato per omicidio, e Luce, la figlia del condannato per rapina. Intorno a loro il via vai del personale, degli avvocati e di chi è coinvolto in altri processi. E un giovane operaio chiamato a riparare un termosifone guasto. [sinossi]

LA FRECCIA AZZURRA
di Enzo d’Alò

Torna in sala l’ottimo esordio alla regia di Enzo d’Alò, a oggi una delle più rilevanti opere d’animazione prodotte nel cinema italiano. Un lavoro prezioso, che può trovare nuovi adepti nei bimbi di oggi nonostante la sua posa orgogliosamente d’antan (o forse proprio a causa di questo). Giusto e doveroso in ogni caso celebrare questo piccolo grande film, da godere necessariamente sul grande schermo nella versione restaurata in 2K. Da venerdì in sala.

Nel suo negozio la Befana riceve gli ordini per i doni della notte del 6 gennaio. Il suo assistente, il perfido dottor Scarafoni, la costringe a letto con una falsa influenza per prendere in mano la situazione. Il suo scopo è di arricchirsi servendo solo i figli dei clienti facoltosi. Francesco, povero ed orfano, sa che non vedrà esaudito il suo desiderio di avere in dono il trenino “Freccia Azzurra”. Ma nel negozio i giocattoli, capita la situazione, decidono di agire. [sinossi]

Questa settimana escono anche Sul più bello (2020) di Alice Filippi, Una classe per i ribelli (2019) di Michel Leclerc, #Unfit – La psicologia di Donald Trump (2020) di Dan Partland. Domenica 25 è la volta di We Are the Thousand – L’incredibile storia di Rockin’1000 (2020) di Anita Rivaroli. Lunedì invece ricco di uscite, con il documentario sulla famiglia Rossellini sarà possibile trovare anche La belva (2020) di Ludovico Di Martino, Banksy – L’arte della ribellione (2020) di Elio Espana, e Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown (2020) di Gabriele Salvatores. Buona visione!

Articoli correlati

  • News

    Uscite in sala 15 ottobre 2020

    Settimana di commedie, tra il nuovo film dell'affermata coppia Delépine/Kervern (già visto alla Berlinale), l'esordio da regista per Enrico Vanzina e la rilettura che lo scozzese Armando Iannucci fa di Dickens. Ma l'accoppiata più bizzara la si ha lunedì, con Werner Herzog e Francesco Totti.
  • News

    Uscite in sala 08 ottobre 2020

    In attesa che si affronti in modo compiuto e organico il problema relativo ai film "disponibili", dopo la ritirata di tutte le major hollywoodiane, le uscite in sala in Italia proseguono cercando linfa vitale nel cinema d'autore europeo (in questo caso Roy Andersson) e nel prodotto italiano.
  • News

    Uscite in sala 01 ottobre 2020

    È sempre un piacere poter incontrare sul grande schermo il cinema di Arnaud Desplechin, che arriva in sala con Roubaix, une lumière, ingiustamente snobbato un anno fa a Cannes. Con lui questa settimana Aaron Sorkin che rilegge il processo ai "Chicago 7", e Lacci di Daniele Luchetti.
  • News

    Uscite in sala 24 settembre 2020

    Dell'altalena emotiva, sanitaria e sociale dell'avanzare del Covid risente ovviamente anche la distribuzione, che pure resiste indefessa cercando di convincere il pubblico a tornare in sala. La parte del leone questa settimana la fanno Christian Petzold e Ciro Guerra.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento