Nheengatu – A Língua da Amazónia

Nheengatu – A Língua da Amazónia

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Film d’apertura della 18esima edizione di Doclisboa, Nheengatu – A Língua da Amazónia di José Barahona è un viaggio antropologico e linguistico tra le popolazioni di nativi amazzonici che vivono lungo il corso del Rio Negro. Per trovare nella stessa lingua parlata dagli indigeni un segno indelebile della colonizzazione portoghese.

Addio al linguaggio

Percorrendo in battello il Rio Negro, nel pieno della foresta amazzonica, un regista portoghese fa ricerche su una lingua che è stata imposta ai nativi dai suoi antenati. Attraverso questo linguaggio meticcio, il nheengatu, e condividendo le riprese con la popolazione locale, il film prende forma mentre questi due mondi si uniscono. [sinossi]

La gran quantità di idiomi inglesi che si sentono in un film di Bollywood, piuttosto che le espressioni spagnole nella lingua tagalog in un film filippino, tanto per citare esperienze frequenti ai cinefili, rilevano il segno lasciato dai decenni di occupazione coloniale, il marchio linguistico non più cancellabile anche dopo la decolonizzazione. Tutto ciò è valido anche per la lingua nheengatu parlata ancora oggi dalle popolazioni indigene della foresta amazzonica che vivono nel bacino del Rio Negro, tanto in Brasile quanto in Colombia e Venezuela. Si tratta di un idioma creato dai missionari gesuiti nel XVII secolo, adattando la lingua dei Tupi alla grammatica portoghese. Un viaggio lungo il fiume in battello del documentarista portoghese José Barahona per il Rio Negro, facendo tappe in corrispondenza di vari villaggi per intervistare la popolazione, diventa un modo per la nazione che rappresenta di fare i conti col proprio passato storico coloniale, con l’egemonia culturale imposta da chi si ergeva come un popolo superiore, con la sua religione pure da imporre.

Con Nheengatu – A Língua da Amazónia di José Barahona, film che ha aperto la 18a edizione di Doclisboa, José Barahona si confronta, da portoghese con chi parla quella lingua meticcia, e mette il dito nella piaga di un argomento che nel suo paese è ancora difficile da affrontare. Vuole un assioma del cinema del reale che anche il documentario televisivo didattico più rigoroso e apparentemente asettico non possa rifuggire alla parzialità, riflettendo comunque sempre un’opinione, un punto di vista, una visione del mondo. José Barahona lavora in ogni momento di Nheengatu – A Língua da Amazónia, per cercare di scardinare questo dogma attraverso la decostruzione del linguaggio del documentario, in modo da restituire la sua esperienza come tale, quello che ha scoperto incontrando queste popolazioni, senza preconcetti e senza didascalie. Ogni riflessione, ogni presa di posizione morale è lasciata allo spettatore. Barahona procede in diversi modi. Moltiplica prima di tutto i punti di vista interni, consegnando dei cellulari per fare riprese tanto agli indigeni quanto ai membri della sua troupe. Così il flusso di immagini è insertato da numerose riprese, nel formato rettangolare verticale dei telefonini, fatte da una pluralità di soggetti.

Questo dare lo strumento ci porta al lavoro, discutibile, di Agostino Ferrente in Selfie, ma Barahona evita tutte le ipocrisie del film italiano, esibendo questa consegna e usando immagini vere, di qualità scadente come si conviene a quel tipo di riprese effettuate da persone qualunque. Il secondo escamotage di Nheengatu – A Língua da Amazónia è quello di esibire sempre il backstage, di mostrare il documentario e il suo farsi, il prodotto ma anche il suo processo. Ogni intervista per esempio, prevede anche un’inquadratura della troupe, con apparecchiature, camera e microfoni, che la sta realizzando. Anche per le stesse riprese del battello in navigazione, si esibisce anche l’altra barca da cui viene ripreso. Il risultato è un mettersi a nudo dell’atto di filmare, un’esibizione di verità che mette al riparo da ogni sospetto di manipolazione. E già da subito il regista dà disposizione all’interprete di tradurre solo le domande dell’intervista, lasciando le risposte nella loro genuina forma linguistica. Il giudizio, come si diceva, spetta allo spettatore. Di empatizzare per esempio, nelle parti di filmati di repertorio che documentano il processo di ‘civilizzazione’, con quei bambini in fila ordinata, espiantati dai loro villaggi, per ricevere un’educazione cattolica sotto lo sguardo severo dei missionari portoghesi. Immagini che vedono anche i fucili, armi che sembrano imprescindibili nelle azioni di evangelizzazione della storia portoghese.

José Barahona agisce come uno psicologo nei confronti di un’intera comunità linguistica, cercando di far emergere dall’inconscio i traumi rimossi, e, proprio come un analista, non dà mai giudizi. Emerge per esempio come il capitalismo, al pari della modernità, sia incompatibile con la cultura, collettivistica, tradizionale, di quelle popolazioni. Emergono i sorrisi, la serenità di una vita di sopravvivenza, nella rassegnazione di raccontare sorridendo del proprio figlio scomparso nella giungla a otto anni. Il sacerdote indio, che celebra messa come una forma di spiritual, rievoca il momento in cui il cristianesimo è stato loro introdotto, rivendicando un sincretismo, come se i valori della nuova religione non fossero incompatibili con la loro cultura ancestrale. Ma c’è anche chi invece ricorda la propria divinità primordiale, Jurupari, resa malvagia dall’insegnamento della Bibbia, con un potere di condizionamento in vigore ancora oggi, come dimostra quell’indigeno che esalta il grande sforzo di Lula per le popolazioni indigene, ma riconosce anche che l’ex-presidente sia stato giustamente esautorato perché corrotto, come ha appreso dai giornali. Ci sono poi le donne che producono in casa la cachaça, eludendo il divieto di consumare alcolici, che rivela problemi di etilismo diffusi ma anche la creatività di aggirare i divieti imposti dall’alto. Con Nheengatu – A Língua da Amazónia José Barahona fotografa un meticciato anarchico che non è solo linguistico, filmando popolazioni dove i laptop, gli orologi digitali, i simboli religiosi cristiani coesistono con cerbottane con le frecce avvelenate per la caccia.

Info
La scheda di Nheengatu – A Língua da Amazónia sul sito di Doclisboa

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1 Commento

  1. Graça Barahona 30/10/2020
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    Muitos e muitos parabéns querido artista !!! É mais uma crítica que apreciei!!!

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