Fantafestival 2020 – Presentazione

Fantafestival 2020 – Presentazione

Il Fantafestival 2020, quarantesima edizione dello storico evento capitolino dedicato al cinema del fantastico, si sposta interamente in rete perché la pandemia, spesso evocata nei titoli presentati nella kermesse, è diventata tragica realtà. Dall’11 al 15 novembre verranno presentati online lungometraggi e corti, di giovani di belle speranze quanto di conclamati autori (da Jonathan Glazer al folle brasiliano Ivan Cardoso). Il sottotitolo scelto per l’edizione, Antiviral, è lì a sottolineare la funzione terapeutica del cinema e dell’arte.

L’orrore, la fantascienza più o meno distopica, il fantastico spesso e volentieri, tanto in letteratura quanto al cinema, hanno cercato di rappresentare le distonie del presente ricorrendo al tema pandemico, raccontando la malattia virale che distrugge intere società e fa ritornare l’umanità a epoche bestiali, dove il “mors tua vita mea” era l’adagio più apprezzato e conosciuto. Ora che il Covid-19 ha preso piede tragicamente a livello mondiale, irrompendo in modo brutale all’interno delle società e sconvolgendone la prassi, chi si occupa di cinema di genere non può esimersi dal riflettere anche questa condizione, e i modi per affrontarla. Si intitola Antiviral (in omaggio forse anche al misconosciuto esordio di Brandon Cronenberg, figlio mediano di David, che venne ingiustamente bistrattato dai più nel 2012 sulla Croisette) l’edizione numero quaranta del Fantafestival, storico appuntamento capitolino che dall’anno scorso è diretto a quattro mani da Michele De Angelis e Simone Starace. Antivirale, termine che ha acquisito in questi mesi un valore poche volte attribuitogli in precedenza. Antivirale, come la funzione stessa del cinema e dell’arte: quella di combattere il virus non sotto il versante medico – e ci mancherebbe altro – ma sotto quello sociale, contribuendo a non disperdere il senso critico, la riflessione sul tempo e sulla storia, lo spazio condiviso. Quello spazio che oggi non può essere la sala (luogo in cui sarà necessario e salvifico tornare, nonostante le petulanti cassandre che vorrebbero convincere del contrario): ecco dunque che il Fantafestival 2020 si sposta online, seguendo la linea già scelta da altri eventi coevi – Trieste Science+Fiction, MedFilm, Torino Film Festival, tra gli altri –, e svolge la sua programmazione in cinque giornate, dall’11 al 15 novembre. I film saranno visionabili gratuitamente su piattaforma (qui il link) seguendo le linee del palinsesto – il link nelle info alla fine dell’articolo.

C’è l’Apocalisse fin dal poster lavorato da Mariano Baino, con la Lupa Capitolina sotto attacco (alieno?), e se ne trovano tracce anche all’interno della programmazione, a partire da Abisso nero di Ronald Russo, fino ad arrivare all’atteso Curse of the Blind Dead, con cui Raffaele Picchio omaggia la celeberrima saga di Amando de Ossorio. Tra il concorso dei lungometraggi e dei corti, gli eventi speciali e gli omaggi il Fantafestival 2020 si propone di mettere molta carne al fuoco, muovendosi sul prodotto indie italiano quanto sul proscenio internazionale, scommettendo sui giovani di belle speranze e trovando certezze sia nel passato che nei nomi di autori conclamati – nella programmazione c’è spazio per due cortometraggi di Jonathan Glazer e Yorgos Lanthimos, The Fall (che guarda alla pittura di Goya) e Nimic. Tra gli omaggi da rimarcare la presenza di un piccolo focus dedicato a Jeff Lieberman, che terrà un masterclass e del quale verrà programmato Remote Control, vale a dire Videokiller, a trentadue anni dalla sua realizzazione. Colpisce poi la presenza de La guerra dei mondi di Piotr Szulkin, rilettura polacca del 1981 del romanzo di H.G. Wells che in realtà si avvale dell’esperimento di Orson Welles del 1938: diretto nel pieno dei tumulti che seguirono la nascita di Solidarność, con Jaruzelski che sostituisce Stanisław Kania alla guida della Polonia e la Dottrina Brežnev come spada di Damocle sulla testa polacca, questo adattamento mostra la straordinaria classe registica di Szulkin, autore poco noto – scomparso ad appena sessantotto anni nel 2018 – ma centrale nello sviluppo del cinema fantastico europeo, come testimoniano tra gli altri i suoi Golem e O-bi, o-ba.

Si potrà poi viaggiare in Giappone, da dove provengono Tezuka’s Barbara di Makoto Tezuka (o Macoto Tezka che dir si voglia) e l’ultrapop Wild Virgins di Kenichi Ugana, o lanciarsi a briglia sciolta nell’immaginario salvifico di due maestri assoluti del genere. Con Corman’s Eyedrops Got Me Too Crazy il brasiliano Ivan Cardoso, autore sotterraneo di culto che venne riscoperto in Italia da Roberto Turigliatto durante le sue direzioni di Torino insieme a Giulia D’Agnolo Vallan, filma il suo personalissimo omaggio a Roger Corman e al di lui geniale L’uomo dagli occhi a raggi X. Già visto a Rotterdam lo scorso gennaio – nel giorno in cui la direttrice del festival olandese Vanja Kaludjercic propone soluzioni alternative per l’edizione 2021 – il cortometraggio di Cardoso testimonia la vitalità del cinema, la sua capacità di rileggere il passato senza asservirvisi e la necessità dell’onirico e del fantastico per accedere alla lettura e all’interpretazione del reale. In attesa di tornare in presenza a occupare le seggioline dei cinema e a godere del grande schermo, il Fantafestival è lì pronto, per la quarantesima volta, a ricordarlo ai suoi spettatori.

Info
Il programma del Fantafestival 2020.

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