Cairo International Film Festival 2020 – Presentazione
La 42esima edizione del Cairo International Film Festival, in corso fino al 10 dicembre, si è aperta con la proiezione – in forma fisica – di The Father, con protagonista Anthony Hopkins. In programma numerosi titoli, tra cui Shorta e Gaza mon amour, passati alla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Si apre, in forma fisica, la 42a edizione del Cairo International Film Festival (CIFF), con la proiezione di gala, alla Cairo Opera House, di The Father, esordio alla regia cinematografica del drammaturgo francese Florian Zeller, con protagonisti Anthony Hopkins e Olivia Colman. Il film ha già avuto anteprime al Sundance e a Toronto e si segnala per una grande prova dell’attore britannico nei panni di un uomo affetto da demenza senile. The Father è tratto da una pièce dello stesso Zeller adattata per il cinema dal suo collega inglese Christopher Hampton che per il cinema ha scritto sceneggiature per Il console onorario di John Mackenzie o Le relazioni pericolose di Stephen Frears. A Hampton il CIFF assegnerà la Golden Pyramid for lifetime achievement. L’altra principale onorificenza del festival, il Faten Hamama Award for Excellence, andrà all’attrice egiziana Mona Zaki.
La competizione internazionale prevede quindici lungometraggi tra cui il messicano 50 or Two Whales Meet on the Beach di Jorge Cuchi sul pericoloso gioco del blue whale, già passato alla recente Settimana della Critica, così come il danese Shorta di Frederik Louis Hviid e Anders Ølholmdi; Conference di Ivan I. Tverdovskiy visto invece alle Giornate degli Autori, come pure l’ungherese Preparations to be Together for an Unknown Period of Time di Lili Horvát; l’egiziano Curfew di Amir Ramses, storia ambientata durante il coprifuoco nel 2013; il francese Gagarine di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh, pluripremiato ad Alice nella città; Gaza Mon Amour di Arab Nasser e Tarzan Nasser, passato a Orizzonti, Lift Like a Girl di Mayye Zayed, documentario in anteprima a Toronto sulla campionessa di sollevamento pesi egiziana Nahla Ramadan; Limbo, commedia inglese di Ben Sharrock su dei richiedenti asilo, con il bollino di Cannes; il brasiliano Memory House di João Paulo Miranda Maria, reduce da Toronto e Torino; Nadia, Butterfly, film canadese di Pascal Plante con bollino di Cannes incentrato su una campionessa olimpica di nuoto; dal Giappone invece Under the Open Sky della regista Miwa Nishikawa. Fuori concorso opere che hanno avuto grande successo, ai festival e non solo, l’ultimo anno come Undine, Nomadland, Dear Comrades! di Andrey Konchalovskiy, Uppercase Print di Radu Jude, Guerra e pace di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Ulteriore concorso è quello dedicato ai film arabi, Horizons of Arab Cinema, con sei opere, documentari e fiction, da Egitto, Marocco, Arabia Saudita e Libano.
Il CIFF prevede poi una serie innumerevole di sezioni collaterali. Sette opere fanno parte dell’International Critics’ Week, tra le quali l’italiano Semina il vento di Danilo Caputo, storia che ha come sfondo la moria di ulivi in Puglia, e The Best Is Yet to Come di Jing Wang, film cinese sul giornalismo patrocinato da Jia Zhangke. Molto ricca anche la sezione dei corti, Cinema of Tomorrow, tra i quali verrà assegnato lo Youssef Chahine Award. Ulteriore sezione è quella degli Special Screenings dove spicca il venezuelano La Fortaleza di Jorge Thielen Armand che era stato apprezzato all’ultimo IFFR, cosi come El Father Plays Himself di Mo Scarpelli, che sfrutta il set del film precedente. Ad arricchire il programma anche il cinema di genere, i Midnight Screenings, ancora una volta di provenienza internazionale, come il thriller sudcoreano Beasts Clawing at Straws di Kim Yong-hoon, o la commedia britannica Sideshow di Adam Oldroyd, o l’horror fantascientifico canadese Come True di Anthony Scott Burns. L’International Panorama prevede invece film quali il giapponese Midnight Swan di Eiji Uchida, una storia di cambiamento di sesso, l’italiano Non odiare, film d’esordio di Mauro Mancini, oppure Servants di Ivan Ostrochovský passato anche alla Berlinale. Infine anche al Cairo si ricorda Fellini con una piccola selezione, 100 of Federico Fellini, dei suoi capolavori in copie restaurate. A ricordare il Maestro, con un discorso durante la cerimonia inaugurale, ci ha pensato Yousry Nasrallah, uno dei più importanti registi egiziani.

Non odiare
Gaza mon amour
The Pencil
Arab Stars of Tomorrow
Intervista a Terry Gilliam
The Fourth Wall
Beirut Terminus
The Blue Elephant 2
Cairo International Film Festival 2019 – Presentazione