Uscite in sala 10 giugno 2021

Uscite in sala 10 giugno 2021

Dopo Wong Kar-wai è la volta di Park Chan-wook, che torna sul grande schermo con la versione restaurata in 4K di Old Boy. Con lui in sala troverete da questa settimana il nuovo documentario di Patricio Guzmán, il documentario di Francesca Mazzoleni sull’idroscalo di Ostia, e poi i film di Gabriele Salvatores, Aneesh Chaganty, e Caroline Vignal. I documentari di Balsamo/Del Grosso sui fotografi di guerra ed Elisabetta Sgarbi sugli Extraliscio (quest’ultimo da lunedì) completano il quadro.

OLD BOY
di Park Chan-wook

Inutile girarci troppo attorno: questo è il film della settimana, così come è capitato di recente con le nuove edizioni restaurate di Wong Kar-wai portate in sala dalla Tucker. Qui è da lodare invece Lucky Red, che restituisce agli occhi del pubblico sul grande schermo un’opera totale, spiazzante, goduriosa come poche eppure colma di strazio. Forse tutt’oggi il capolavoro di un regista che fu seminale per la rinascita del cinema sudcoreano. Imperdibile.

Oh Dae-su è un uomo comune che il giorno del quarto compleanno di sua figlia, dopo essere stato rilasciato dalla polizia (che lo aveva arrestato per ubriachezza molesta), viene rapito. L’uomo si risveglia e scopre di essere rinchiuso in una piccola e squallida cella-appartamento, dalla quale è impossibile fuggire: è dotata di un letto, un bagno ed una vecchia TV. È proprio guardando il telegiornale che Dae-su, intrappolato e sconvolto, apprende dell’omicidio della moglie che viene attribuito proprio a lui. Logorato dalla prigionia, l’uomo, ignaro delle ragioni di questa tortura psicologica, tenta il suicidio due volte, ma viene sempre salvato dai suoi misteriosi carcerieri. Gli anni passano: per non impazzire Dae-su impegna il tempo scrivendo un’autobiografia, allenandosi nella shadowboxing contro il muro e cercando di capire chi possa odiarlo a tal punto da fargli questo. Trascorsi quindici anni, Dae-su viene narcotizzato e si risveglia in una valigia: fuoriuscendone scopre di esser stato liberato e di trovarsi sul tetto di un palazzo. Vagando per la città, incontra un barbone che gli si avvicina e gli consegna un portafoglio pieno di banconote di grosso taglio e un cellulare, che lo mette in contatto con il suo misterioso rapitore. L’uomo lo sfida: se vuole sapere chi è e perché lo ha imprigionato, ha cinque giorni di tempo per trovarlo, trascorsi i quali sparirà per sempre. [sinossi]

LA CORDIGLIERA DEI SOGNI
di Patricio Guzmán

La catena montuosa andina con la sua eterna e inenarrabile bellezza/potenza. Parte da qui il nuovo viaggio documentaristico di Patricio Guzmán, fondamentale cineasta cileno, che affronta una volta di più la memoria fisica, sociale e politica del suo Paese. Un’opera preziosa, proprio come il suo regista.

Il racconto della memoria di un paese, il Cile, che ha perduto la memoria e che ha come possibile sponda di salvezza la Cordillera, catena montuosa andina che sorveglia i suoi abitanti e li imprigiona, e che è un immane e silenzioso simbolo di bellezza… [sinossi]

PUNTA SACRA
di Francesca Mazzoleni

Francesca Mazzoleni punta l’occhio della videocamera sulla foce del Tevere, e su quell’idroscalo di Ostia a cui è legata parte della storia del cinema italiano – anche per vicende tragiche. Lo fa con l’intenzione di raccontare una comunità, il suo senso, la sua dispersione, la sua voglia di (r)esistere. Un lavoro che punta molto anche sulla componente estetica e fotografica, e che si muove nel solco del cosiddetto “cinema del reale”. La speranza (leggasi anche “utopia”) è che sia facile da rintracciare in sala.

L’ultimo triangolo di spazio abitabile alla foce del Tevere: le persone che ci vivono lo chiamano Punta Sacra. Il film racconta la vita della comunità dell’idroscalo di Ostia, oggi composto da cinquecento famiglie. Su tutte, quella di Franca, a capo di una famiglia completamente al femminile, narratrice e motore delle storie che rendono vivo quel lembo di terra. [sinossi]

COMEDIANS
di Gabriele Salvatores

C’era una volta Kamikazen – Ultima notte a Milano, nel quale un giovane Gabriele Salvatores adattava a modo suo, in completa libertà, una pièce di Trevor Griffiths. Oltre trent’anni dopo il regista torna sul luogo del delitto ma stavolta cerca un’aderenza al testo teatrale che finisce ben presto per depotenziare in modo anche estremo le velleità del racconto, che si riduce a una reprimenda nei confronti di una società e di un’umanità mediocri. Tutto giusto, per carità, il problema è che Salvatores non sa trasformare in cinema questo testo, e si adatta a giocare di montaggio. Un po’ poco, e senza l’estremismo che invece avrebbe giovato a un’operazione simile. Però Natalino Balasso è proprio bravo.

Il proprietario di un club di periferia, un agente immobiliare e suo fratello, un muratore e un impiegato delle ferrovie si incontrano al corso serale di stand-up comedy di Eddie Barni per prepararsi ad un’entrata in scena da tempo attesa. Verrà ad assistere allo spettacolo Bernardo Celli, il talent scout che offrirà ad uno di loro un ingaggio nella sua agenzia Artisti e manager e un contratto per il suo programma comico in prima serata televisiva. Quei 58 minuti prima del debutto saranno l’occasione per confrontarsi sulla reciproca idea di ciò che fa ridere e ciò per cui vale la pena intraprendere il mestiere di comico. [sinossi]

RUN
di Aneesh Chaganty

L’idea di partenza dell’indo-statunitense Aneesh Chaganty (qualcuno forse ricorderà l’esordio Searching, thriller interamente giocato sull’utilizzo dei dispositivi elettronici contemporanei, dalle app ai social network) è brillante, ma in questo caso lo sviluppo del thriller si aggroviglia tutto sulle spalle delle due protagoniste, senza che il cinema riesca davvero a far capolino dall’intrico della narrazione. Può facilmente trovare adepti, ma in realtà è un’opera seconda troppo canonica per non deludere, almeno in parte.

Diane è una madre dedita ad accudire la figlia Chloe, una adolescente disabile. Il comportamento morboso, inquietante ed invadente della donna pone dei sospetti a Chloe che la porta a mettere in discussione il suo rapporto con la madre. Quando emerge il conflitto il focolare domestico va assomigliando sempre più ad una prigione, svelando tetri segreti. [sinossi]

IO, LUI, LEI E L’ASINO
di Caroline Vignal

Il titolo italiano è a dir poco demente nella sua postura quasi “greenawayana”, ma questa commedia riesce a cogliere nel segno in più modi, dimostrando una chiarezza tanto espressiva quanto narrativa pur in uno schema decisamente semplice. Un’opera puramente francese, ben recitata e accurata nei dettagli.

Antoinette è un’insegnate di Parigi che ha una relazione con il padre di una sua alunna. Lasciata sola dall’amante, che in estate non può esimersi dall’accompagnare moglie e figlia nelle Cévennes, catena montuosa nel sud della Francia, Antoinette decide di recarsi anche lei nelle località di vacanza e qui provare a insediare l’uomo che ama. In attesa del suo arrivo, passa le giornate facendo lunghe escursioni in compagnia di un asino chiamato Patrick e poco alla volta si affezione al luogo e alla propria indipendenza. L’incontro con la famiglia dell’uomo e le inevitabili tensioni della situazione la aiuteranno a dare un nuovo senso alla sua vita. [sinossi]

EXTRALISCIO – PUNK DA BALERA
di Elisabetta Sgarbi

Gli Extraliscio, dopo l’avventura sul palco dell’Ariston a Sanremo, non sono più una novità da scoprire per il grande pubblico. Cade dunque a fagiolo il documentario che ha dedicato loro Elisabetta Sgarbi – girato prima del successo alla kermesse ligure, era già alle Giornate degli Autori la scorsa Venezia – e che con grande onestà e linearità traccia l’esperienza di questa bizzarra combo che mette insieme la musica da balera romagnola (quella che discende dalle origini del liscio tracciate dal mitologico E’ Zaclén) e il post-punk anni Ottanta. Divertente. In sala da lunedì 14.

Da qualche parte non lontano dalla Romagna… Ci si divertiva con “poco, gnente e fantasia”, diceva l’etnomusicologo Gianluigi Secco. L’Italia era senz’altro più felice quando andava al ritmo del leggendario ottimismo di Raoul Casadei e di una tradizione musicale che si è trasformata nel tempo. Di quella evoluzione, riferisce Elisabetta Sgarbi attraverso la presenza lunare di Ermanno Cavazzoni, voce narrante del film. [sinossi]

IN PRIMA LINEA
di Matteo Balsamo, Francesco Del Grosso

Il lavoro di Balsamo e Del Grosso è lineare, netto, chiaro; le sue velleità non sono puramente cinematografiche, ma semmai dimostrative, documentarie nel senso più cronachistico del termine. In quest’ottica l’obiettivo non può che essere considerato perfettamente centrato, e senza dubbio interessante.

La front line raccontata attraverso l’obiettivo di tredici fotoreporter, che con i loro scatti hanno mostrato l’inferno, gli orrori, le sofferenze e le cicatrici indelebili della guerra. Le voci, le fotografie e i ricordi di uomini e donne diventano le tappe di un viaggio fisico ed emozionale tra passato e presente. Perché la prima linea non è solo dove si spara e cadono le bombe, ma ovunque si “combatte” quotidianamente per la sopravvivenza. [sinossi]

Oggi escono anche I profumi di madame Walberg (2020) di Grégory Magne, Lassie torna a casa (2020) di Hanno Olderdissen, Fellinopolis (2020) di Silvia Giulietti, il concerto di Bon Jovi (2021). Lunedì 14, insieme agli Extraliscio, invade le sale anche Aretha Franklin immortalata in Amazing Grace (2018) nel concerto diretto da Sydney Pollack nel 1972. Buona visione!

Info
Old Boy sul sito ufficiale della Lucky Red.

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