XX secolo. L’invenzione più bella
Si inaugura oggi a Roma XX secolo. L’invenzione più bella, una rassegna promossa da CSC – Cineteca Nazionale con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con Circuito Cinema, che si terrà al cinema Quattro Fontane di Roma fino alla fine di giugno 2022. Sette mesi di programmazione per 150 film, molti dei quali presentati in copie 35mm. Si parte con Robert Altman, e con il suo capolavoro insuperabile: Nashville.
Ha davvero una mole monumentale XX secolo. L’invenzione più bella, la rassegna che si inaugura oggi al Quattro Fontane e che terrà compagnia alla cinefilia romana per i prossimi sette mesi, fino al 29 giugno del 2022. Promossa dal CSC – Cineteca Nazionale grazie al sostegno del Ministero della Cultura e alla collaborazione di Circuito Cinema, che non a caso mette a disposizione la sala (a poche centinaia di metri da piazza della Repubblica, tra piazza Barberini e la stazione Termini), la rassegna si inserisce in un contesto, quello degli eventi retrospettivi e del recupero del cinema del passato sul grande schermo, che negli ultimi anni era stato portato a termine in particolar modo dall’associazione culturale La farfalla sul mirino – è ancora in corso la retrospettiva dedicata ad Andrej Tarkovskij, con le proiezioni al Palazzo delle Esposizioni – e aveva avuto come suo altro polo d’attrazione la sala Deluxe della Casa del Cinema a villa Borghese. Fino alla prossima estate, per trenta settimane, tutti i lunedì e martedì, e la domenica mattina, gli spettatori capitolini potranno confrontarsi in una sala cinematografica con opere divenute iconiche all’interno della storia della Settima Arte, e con piccole personali di autori o interpreti: si inizia infatti, per restare ai primi due mesi di programmazione, con Robert Altman, Jack Nicholson, François Truffaut, Barbara Stanwyck, Ernst Lubitsch, Carole Lombard e Valerio Zurlini, in un percorso tra stili, momenti storico-produttivi, sguardi sul mondo che appare fin dalla scelta dei titoli fertile. La programmazione prevede in buona parte la proiezione di pellicole 35mm, di quando in quando sostituite da DCP, sempre nella versione originale con sottotitoli italiani. La curatela di Cesare Petrillo, co-fondatore insieme a Vieri Razzini di Teodora Film – da sempre una delle realtà più attente alla diffusione culturale del cinema -, testimonia la qualità di un’iniziativa lodevole, che per di più riporta il cinema del passato in sala non in luoghi prettamente istituzionali o museali ma in un contesto in cui le pellicole potranno dialogare a breve distanza con i film contemporanei che si trovano in sala (il Quattro Fontane è un multisala), spingendo magari spettatori che di solito sarebbero refrattari a un percorso volto all’indietro nel tempo a rientrare in sala per poter godere de La fiamma del peccato o Scrivimi fermo posta, Estate violenta o La mia droga si chiama Julie, Il re dei giardini di Marvin o California Poker.
In un momento storico come quello che si sta vivendo, e che sta intaccando in modo molto preoccupante il rapporto dello spettatore medio con la visione condivisa, appare encomiabile credere ancora così ciecamente nel cinema e nel suo potere collettivo da organizzare una rassegna monstre, in grado di articolarsi per mesi come un appuntamento settimanale, e dunque abitudinario, in un’ottica che riporta alla mente il lavoro fondamentale compiuto nei decenni passati dai cineclub e dai cineforum. E per quanto appaia abbastanza ironico che il primo titolo scelto per la rassegna sia Il lungo addio (si parte infatti con cinque film di Robert Altman), quasi a testimoniare un paradossale distacco dal concetto storico di cinema, la serata di oggi si chiude con uno dei grandi capolavori della Settima Arte, quel Nashville che ancora oggi non esiste in dvd o in bluray in Italia ed è praticamente invisibile in televisione – qualcuno ancora ricorderà la preziosa vhs che uscì nel ciclo “americana” con L’Unità alla metà degli anni Novanta – e che i fortunati spettatori che riempiranno la sala del Quattro Fontane potranno godere sul grande schermo, dove merita di essere proiettato. A questo link è possibile invece leggere il programma fino alla fine di gennaio.


Non cadranno foglie stasera – Il cinema di Andrej Tarkovskij
Nashville