Tiepide acque di primavera

Tiepide acque di primavera

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Esce in sala, con il titolo Tiepide acque di primavera, l’opera prima del filmmaker cinese Gu Xiaogang, che prende il nome, Dwelling in the Fuchun Mountains, da una importante opera della pittura cinese del Trecento. Un film che registra le profonde e vertiginose trasformazioni, sociali, industriali, ambientali e urbanistiche, che sta vivendo il paese, dove affiorano sempre memorie di una cultura ancestrale.

Fiumi e montagne

Alla festa per il suo 70 ° compleanno, l’anziana matriarca della famiglia Gu viene colpita da un ictus, inizio del suo declino verso la demenza. Chi si prenderà cura di lei? I quattro fratelli affrontano cambiamenti cruciali nelle loro relazioni, mentre affrontano i propri problemi familiari. Il destino della famiglia, ritmato dal corso della natura, dal ciclo delle stagioni, dalla vita di un fiume. [sinossi]

Ozu e Mizoguchi, i due capisaldi del cinema classico giapponese, trovano eco in un film cinese del 2019, ora in uscita nelle sale italiane con i titolo Tiepide acque di primavera (il titolo internazionale in inglese, su cui avremo modo di tornare, è Dwelling in the Fuchun Mountains), opera prima del filmmaker Gu Xiaogang. Una derivazione involontaria, a quanto dice lo stesso cineasta cinese, verosimilmente frutto di una comune sensibilità e cultura classica orientali. Come Ozu faceva per la società giapponese prima e dopo la guerra, Gu Xiaogang registra le profonde trasformazioni del suo paese, il processo di industrializzazione, di mutazione del paesaggio e dello sviluppo urbanistico, la perdita dei valori tradizionali in favore di una mentalità capitalistica occidentale. Una sensibilità che peraltro è comune a tanto cinema cinese contemporaneo, a partire da Jia Zhangke. Gu Xiaogang assume il baricentro nelle dinamiche di una grande e numerosa famiglia, come nei tempi precedenti la legge sul figlio unico, con i suoi momenti di riunificazione, per matrimoni, compleanni dell’anziana matriarca. In quel contesto uno snodo cruciale, tra tradizione e progresso, sta in quel conflitto, di ozuiana memoria, tra matrimonio d’amore e matrimonio combinato, che si propone in diverse situazioni del film.

Tiepide acque di primavera racconta un vecchio mondo al suo tramonto. Sono in atto demolizioni dei vecchi edifici e avidi immobiliaristi stanno ridisegnando una città di grattacieli, come si vede nella rappresentazione di un plastico. Trapela anche che quel sacco della città avviene senza rispettare le normative di sicurezza per i lavoratori. Il grande fiume, culla della città e fonte di sostentamento, è sempre più inquinato. L’attività della pesca si fa sempre meno redditizia e i pescatori ricordano con nostalgia i tempi in cui quelle acque azzurre erano ricchissime di pesci e granchi. Si diffonde ovunque il gioco d’azzardo. La cittadina di Fuyang, dove si svolge il film e che ha dato i natali al regista, è stata di recente inglobata come municipalità dell’area metropolitana di Hangzhou e interessata ai grandi lavori per il G20 del 2016, e in previsione dei Giochi asiatici del 2022. L’aspetto autobiografico della vicenda è segnalato dal fatto che il cognome della famiglia è lo stesso del regista.

Come Mizoguchi, Gu Xiaogang possiede un forte senso classicista e costruisce il film sul dipinto “Abitare nelle montagne di Fuchun” (富春山居圖), un caposaldo della pittura cinese, opera di Huang Gongwang realizzata tra il 1348 e il 1350. L’opera rappresenta il paesaggio fluviale e montuoso corrispondente ai luoghi del film, ed è un tradizionale dipinto su rotolo. Si può quindi fruire con il movimento dello sguardo in orizzontale, mentre i punti focali cambiano, aggiustati al punto di vista dell’osservatore. Un’opera pittorica che contiene quindi le dimensioni del movimento e del tempo, e in qualche modo l’idea di cinema. Ancora come i famosi plan rouleau di Mizoguchi, basati sugli emaki-mono giapponesi, Gu Xiaogang usa spesso lunghissimi piani sequenza fatti di carrellate laterali che ripropongono il senso della visualizzazione dell’arte su rotolo. Spesso riprendendo passeggiate sulle rive del fiume, e quindi da un punto di vista nelle acque fluviali stesse, a loro volta elemento chiave della civiltà cinese. Piani sequenza che accarezzano il paesaggio, che accompagnano in genere l’affiorare di elementi ancestrali. Succede in uno dei primi che segue la nuotata del ragazzo e la successiva passeggiata, una volta tornato a riva, ricongiungendosi alla ragazza cui racconta della sua tesi su un altro celebre dipinto su rotoli, a tema fluviale, “Dieci miglia lungo il Fiume Giallo” (黃河萬里圖), di autore anonimo, datato tra il 1690 e il 1722. Vederemo poi lo stesso personaggio impegnato in una lezione a scuola, invece su Abitare nelle montagne di Fuchun, momento topico del film in cui la mdp carrella proprio sull’immagine del rotolo seguendone lo svolgimento. Ancora un piano sequenza sulle rive del fiume, in un paesaggio stavolta innevato, accompagna una discussione su yin e yang e il ritorno dell’anima.

Gli elementi della cultura classica tornano ancora nel film, come la calligrafia che esegue il ragazzino down, mentre riproduzioni di dipinti abbondano sui muri del ristorante o nella sauna. La cittadina di Fuyang è intrisa di quella cultura millenaria che il nuovo skyline di grattacieli non riuscirà a cancellare. E citato nel film è anche il poeta locale, del XX secolo, Yu Dafu, nel testo di una canzone celebrativa del fiume Fuchun cantata durante un matrimonio, ancora una cerimonia famigliare ma stavolta su una chiatta galleggiante sulle acque del fiume stesso. Un matrimonio fluttuante, convergenza delle poetiche del film. Tiepide acque di primavera è un’opera contemplativa ambiziosa, con qualche scaduta didattica evitabile, ed è concepita come prima parte di un trittico: gli altri film saranno ancora ispirati ad altrettante antiche pitture su rotolo sempre a soggetto fluviale.

Info
Il trailer di Tiepide acque di primavera.

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