By Flávio

By Flávio

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Presentato tra i Berlinale Shorts, By Flávio è opera del filmmaker portoghese Pedro Cabeleira, che era stato apprezzato a Locarno 2017 con Verão Danado. Ancora una volta sono le giovani generazioni, sue contemporanee, a essere oggetto del suo sguardo, che in questo caso esplora la cultura hip-hop e il linguaggio dei social media.

Life of a portuguese influencer

Márcia, un’aspirante influncer, conosce tutte le pose e i filtri migliori per selfie perfetti. Suo figlio Flávio, di dieci anni, la aiuta a fotografarsi. È così che riesce a entrare in contatto con il famoso rapper Da Reel Chullz su Instagram. Accetta di uscire con lui, anche se non si riesce a trovare nessuno che si prenda cura di Flávio, che porterà con sé lasciandolo andare a svagarsi nel centro commerciale. [sinossi]

Pedro Cabeleira si era fatto conoscere e apprezzare con Verão Danado, visto ai Cineasti del Presente a Locarno 2017, ritratto di una gioventù portoghese frenetica e annoiata durante la recessione economica. Tra i Berlinale Shorts, all’interno della Berlinale 2022, è stato possibile vedere la sua ultima opera, il cortometraggio By Flávio. Ancora un ritratto della generazione a lui contemporanea, immersa nel linguaggio dei social media e nella cultura hip-hop. Protagonista del corto è Márcia, una ragazza madre, che di mestiere fa la commessa all’interno di un centro commerciale, e che vive con il proprio figlio, e complice social, Flávio, nella provincia portoghese, nella cittadina di Torres Novas.

Fin dalla prima scena, su una spiaggia, Cabeleira traduce e inserisce nel formato cinematografico, il linguaggio visivo dei social che ha ormai colonizzato il nostro immaginario. Con immagini interne di forma ovale, e perlopiù in verticale, sviluppa una narrazione parallela come quella che si svolge abitualmente nelle nostre vite nella dimensione dei social media. L’idea figurativa è espressamente un riferimento ai balloon onirici di un film del 1903, Life of an American Fireman, a sottolineare un grado primigenio di linguaggio delle immagini. All’inizio, mentre il figlio costruisce un castello di sabbia sulla spiaggia, Márcia ha corretto, sistemato e postato la sua foto su Instagram, e, tra un like e l’altro, è riuscita a farsi notare da un noto rapper. Ancora una volta senza giudizi né moralismi, Cabeleira cattura un’ossessione esibizionista e di superficialità, che è un’ossessione compulsiva a catturare e fissare le immagini, soprattutto le proprie.

Nell’ambiente asettico, illuminato al neon, di un centro commerciale, tra videogiochi e divertimentifici vari, si muovono i protagonisti, sempre smartphone alla mano, vera e propria estroflessione dei loro corpi. E la storia di Márcia e del rapper Chullz si costruisce su un conflitto in cui ognuno vorrebbe filmare l’altro contro la sua volontà. Lui desidererebbe che lei partecipasse al suo videoclip e qui abbiamo un conflitto che è anche di medium. Lei, pur così esibizionista nel postare le sue foto, corrette con i dovuti filtri, su Instagram, proverebbe imbarazzo a mostrare il corpo in un video più tradizionale. Lei vorrebbe invece scattare un selfie insieme a lui, anche per guadagnarsi il suo quarto d’ora di popolarità insieme a un personaggio famoso, in un contesto dove la fama è sempre più fluida e sembra alla portata di tutti. E il rifiuto di Chullz sembra proprio un rifiuto di inclusione nella sua sfera di popolarità. Sarà la donna a spuntarla e la foto finale sarà ancora scattata, come all’inizio, da un punto di vista terzo, non un selfie, quello del figlio. Flávio, che dà il titolo a film, è il regista della prima e dell’ultima immagine, rappresentando uno sguardo infantile, uno sguardo proteso al futuro.

Info
By Flávio sul sito della Berlinale.

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