The Treasure of His Youth: The Photographs of Paolo Di Paolo
di Bruce Weber
L’Italia del dopoguerra agli anni Sessanta è passata sotto l’obiettivo della Leica del fotografo Paolo Di Paolo, raccontato ora nel documentario di Bruce Weber The Treasure of His Youth: The Photographs of Paolo Di Paolo, presentato al CPH:DOX.
Mondo perduto
Per cinquant’anni gli scatti del fotografo italiano Paolo Di Paolo sono rimasti nascosti. Nemmeno sua figlia sapeva che suo padre era stato un fotografo. Finché un giorno non trovò una scatola con il suo incredibile archivio fotografico, scoprendo che aveva ritratto alcune delle persone più importanti della storia dell’Italia, come Pasolini, Mastroianni, Anna Magnani, Bernando Bertolucci e Alberto Moravia. E così persuase il padre a mostrare le immagini al mondo. [sinossi]
Bambini che giocano per strada nei borghi italiani, feste esclusive dell’alta società, il Duomo di Milano, l’EUR a Roma, gli operai della Ferrari, Pier Paolo Pasolini, Anna Magnani, Marcello Mastroianni. L’Italia del dopoguerra, l’Italia contadina e quella del boom economico, la dolce vita. L’Italia a due o più velocità. Con una sequela di fotografie in elegante bianco e nero il racconto in pillole del ventennio del dopoguerra. Sono immagini del grande fotografo Paolo Di Paolo, che fanno da inizio al documentario su di lui The Treasure of His Youth: The Photographs of Paolo Di Paolo, di Bruce Weber, presentato al CPH:DOX 2022 dopo l’anteprima alla Festa di Roma 2021.
Il film ripercorre la vita professionale del fotografo e della sua collaborazione con Il Mondo di Mario Pannunzio, e poi con Il Tempo Illustrato. Era un’epoca, e uno stile, in cui la fotografia non rappresentava un semplice corredo d’immagine al testo di un articolo, ma era essa stessa un testo, un racconto. L’archivio fotografico di Di Paolo è la storia di un’epoca. I bambini poveri delle borgate, la festa principesca dei nobili Pallavicini, con immagini di sfarzo che verosimilmente furono d’ispirazione a Visconti per Il Gattopardo. E poi i protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo, Gina Lollobrigida e Giorgio de Chirico, ritratti insieme in uno scatto per la serie degli incontri impossibili. Tutto finiva nell’obiettivo della sua Leica. L’incontro più importante del fotografo è stato quello con Pasolini, rievocato dallo stesso a casa della produttrice Marina Cicogna. Immagini come quella sulla tomba di Gramsci o al Monte de’ Cocci fanno parte dell’iconografia dell’intellettuale friulano.
Il giornalismo cambia, perde quella sua discrezione e quel suo buon gusto, per inseguire gli scoop anche in modo pruriginoso e indiscreto. Nascono i paparazzi. Così, negli anni Sessanta, Di Paolo decide di lasciare e di ritirarsi a vivere in campagna, un’epoca è finita. Su questo passaggio il documentario è molto chiaro. Lasciato in ombra invece uno dei fatti più oscuri e degni di approfondimento. Ovvero il fatto che la figlia Silvia fosse stata tenuta all’oscuro di quella precedente attività del padre. Finché lei stessa non si imbattè, per caso, nel suo sterminato archivio di negativi in una cassettiera in cantina. Da lì il rilancio dell’opera del padre, da lei stessa promosso, passato per una mostra al MAXXI e per questo stesso film. Triste il finale, ancorché senza dissociazioni né del regista né della figlia, che vede lo storico fotografo, novantacinquenne, ingaggiato, in chiave di omaggio-revival, per una, ultrapacchiana, sfilata di moda parigina. Dopo sessant’anni cerca l’eleganza in un mondo che ne ormai del tutto privo.
Bruce Weber, a sua volta fotografo affermato oltre che filmmaker, lavora con grande rispetto dell’opera di Paolo Di Paolo, ragionando sul confronto e dialogo tra l’immagine filmata in movimento e gli splendidi scatti del fotografo. Uniforma tutto allo stesso tipo di bianco e nero, dove quindi le storiche fotografie si inseriscono in un flusso visivo omogeneo. Le uniche immagini a colori sono quelle, poche, dei filmati di repertorio a colori. E il regista rispetta anche i formati delle pellicole del materiale di repertorio, gli angoli smussati e i contorni incerti come se fossero proiettate e non semplicemente digitalizzate. Il volto dell’anziano personaggio, scavato dalle rughe, diventa così un mosaico di scale di grigi. Omaggiandolo con il suo stesso mezzo espressivo.
Info
The Treasure of His Youth: The Photographs of Paolo Di Paolo sul sito del CPH:DOX.
- Genere: documentario
- Titolo originale: The Treasure of His Youth: The Photographs of Paolo Di Paolo
- Paese/Anno: USA | 2021
- Regia: Bruce Weber
- Sceneggiatura: Bruce Weber
- Fotografia: Theodore Stanley
- Montaggio: Antonio Sanchez
- Produzione: Little Bear
- Durata: 109'



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