The First Girl I Loved

The First Girl I Loved

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The First Girl I Loved segna l’esordio alla regia per gli hongkonghesi Candy Ng e Yeung Chiu-hoi, che si confrontano con il teen-drama raccontando il primo innamoramento tra due adolescenti. Il film si muove seguendo in tutto e per tutto i canoni del genere, ma è comunque apprezzabile la scelta di muoversi nel territorio della nostalgia. Al Far East 2022.

Per tutta la vita

Wing e Sylvia sono compagne di classe in una scuola superiore cattolica per sole femmine a Hong Kong. La loro amicizia, molto stretta, lentamente diventa un affetto più intenso e differente: sarà Sylvia a fare il primo passo, spiazzando Wing che però nel corso dei mesi scoprirà di ricambiare la coetanea. Ma un’amore tra due ragazze in una scuola cattolica non sarà semplice da vivere… [sinossi]

Esordio al lungometraggio per Candy Ng e Yeung Chiu-hoi, i due registi che co-firmano il film (e che hanno studiato assieme alla School of Creative Media di Hong Kong), The First Girl I loved è un teen drama romantico, di certo non originalissimo, ma dotato di un tocco delicato e nostalgico apprezzabile. Il film inizia quando le due protagoniste, Wing (Hedwig Tam) e Sylvia (Renci Yeung), sono già adulte e la seconda informa telefonicamente l’amica, che non sente né vede da anni, di essere in procinto di sposarsi. Venuta a conoscenza della notizia, Wing avvolge il nastro del tempo interiore e ricorda il rapporto che l’ha legata strettamente a Sylvia che, come informa la voce narrante di Wing, è stata “la prima persona che ha amato”. Una fotografia un po’ sognante, giocata sulla luminosità dei volti e degli ambienti, conduce quindi lo spettatore molti anni prima, quando le due erano alle superiori e il più classico rapporto tra “migliori amiche” si è trasformato in qualcosa di differente. La scuola che le due ragazze frequentano è solo femminile, oltre a essere cattolica, e l’assenza di ragazzi è di certo un fattore importante per far fiorire sentimenti più intensi tra compagne: Wing, d’altro canto, ha inizialmente una cotta per l’insegnante di arte, che piace a dire il vero un po’ a tutta la classe, unico uomo presente nella high school hongkonghese. Un po’ per gioco, un po’ per tastare il terreno, Sylvia si dichiara invece all’amica che resta, inizialmente, un po’ schoccata: lì per lì i rapporti si raffreddano, si mantiene una certa distanza, la questione non viene più affrontata e poi un po’ alla volta la frequentazione tra le due torna come prima. O forse no: in un classico ribaltamento di ruoli, sarà Wing a fare questa volta la mossa che rende le amiche due innamorate. E qui parte l’ancor più classico montaggio di momenti felici assieme: baci (ma nulla più in un film giocato soprattutto sulla tenerezza…), serate passate a guardare film, mattine a marinare le lezioni vengono messe i fila nella più tipica delle sequenze di montaggio della rom-com, quella in cui i due innamorati (o le due innamorate) cementano il loro sentimento finalmente fiorito.

Ma la scuola cattolica non perdona e le ragazze vengono colte in atteggiamenti che la preside ritiene non consoni. Da qui inizia l’allontanamento tra Wing e Sylvia, non tanto (anzi affatto) per la reazione dei genitori (in particolare i due padri, molto più tranquilli di sapere che le figlie non frequentano un ragazzo e, di conseguenza, non corrono il rischio di restare incinta) per i quali la questione non è certo tragica, ma per ragioni di vita pratica che sono, a ben vedere, il motivo più concreto per cui questo affetto non proseguirà negli anni. Qui inizia la parte più interessante del film che da un onirismo romantico nelle scene più dolci vira a una fotografia meno morbida e più realista, via via che emerge una complessità di fattori sottaciuti, mai palesati realmente ma non irrilevanti per le scelte delle persone. Sylvia vive solo con il padre che ha qualche problema economico e, per andare all’Università dove vuole studiare cinema, deve assolutamente ottenere una borsa di studio dunque deve “comportarsi bene”. Wing è invece di buona famiglia e la sua prospettiva – quella da cui viene narrato il film, come detto – è quella della pura crescita sentimentale, della conoscenza di sé senza inquietudini pragmatiche che non siano la presa d’atto di non essere probabilmente eterosessuale. Sarà infatti Sylvia, dopo aver baciato Wing davanti a tutti nel cortile della scuola rivendicando il proprio sentimento, ad allontanarsi definitivamente dall’amica. In seguito The First Girl I Loved racconta il lutto amoroso di Wing e il suo non semplice adattamento all’Università, dove la ragazza fatica a rapportarsi con naturalezza con l’altro sesso. Nel corso degli anni ci sono poche ma significative occasioni per rivedere Sylvia, rinsaldare i rapporti e anzi capire che il tempo non ha mutato la natura dei sentimenti reciproci. Eppure Sylvia, che a causa della morte del padre si trova costretta a lavorare lasciando gli studi, rifugge assolutamente e tencamente un legame duraturo con Wing, forse optando per una vita più “alla sua portata”. Sarà infatti Wing a diventare regista, a raccontare questa storia, a non indossare più una gonna o un vestito, a non avere relazioni con il maschile, a scegliere chi essere realmente. Cosa che forse non può fare realmente la meno abbiente e meno libera Sylvia che, appunto, sta per sposarsi e vuole che l’amica sia sua damigella (e di fatto è come se si sposasse con Wing, visto che del marito non viene inquadrata neppure la faccia).

The First Girl I Loved è un racconto lineare, semplice, senza pretese altisonanti, eppure con la crescita delle due protagoniste – cui viene dedicato meno spazio rispetto alla conoscenza liceale – aumentano i momenti dolorosi, quelli di solitudine, il sentore crudele dell’irripetibilità del passato. “Passiamo gli anni delle superiori aspettando l’Università e quelli dell’Università aspettando la vita adulta; quando questa arriva, passiamo tutta la vita a ricordare la giovinezza”: nelle parole di Wing ormai trentenne c’è la sfumatura nostalgica che, alla fine, lascia un film che nella sua ora e mezza diventa qualcosa di più rispetto a un teen drama. Come l’amicizia tra le due protagoniste diviene amore, gli intensi momenti delle superiori con i legami indelebili che si creano tra le persone diventano nel tempo l’ideale irraggiungibile e mai più raggiunto nelle vite. Questa sfumatura dolente e consapevole rende l’esordio di Candy Ng e Yeung Chiu-hoi meno ovvio di quanto nella prima parte “teen” ci si aspetterebbe.

Info
The First Girl I Loved sul sito del Far East.

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