Uscite in sala 08 settembre 2022

Uscite in sala 08 settembre 2022

Nel giorno in cui si commemora l’armistizio del 1943, e di fatto l’inizio della fase della Resistenza, in sala trovano spazio alcuni titoli veneziani (tra i quali il Gianni Amelio dedicato al “caso Braibanti”), ma anche ad esempio l’interessante thriller d’ambientazione rumena Watcher.

IL SIGNORE DELLE FORMICHE
di Gianni Amelio

La solidità nella messa in scena, qualche ricorso a memorie cinefile (Federico Fellini, Bernardo Bertolucci, Luchino Visconti), alcuni interpreti in grado di calarsi bene nell’agone, una storia di sicuro interesse. Eppure non sono pochi i dubbi che solleva il nuovo lavoro registico di Gianni Amelio, a partire da una riscrittura arbitraria e difficile da giustificare di interi pezzi di ricostruzione storica – il ruolo de L’Unità fu praticamente l’opposto di quello che si vede sullo schermo -, fino ad arrivare a una sovrapposizione tra le figure di Braibanti e Pasolini che in tutta franchezza non sembra così calzante.

Alla fine degli anni 60 si celebrò a Roma un processo che fece scalpore. Il drammaturgo e poeta Aldo Braibanti fu condannato a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio, cioè di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Il ragazzo, per volere della famiglia, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a una serie di devastanti elettroshock, perché “guarisse” da quell’influsso “diabolico”. Alcuni anni dopo, il reato di plagio venne cancellato dal codice penale. Ma in realtà era servito per mettere sotto accusa i “diversi” di ogni genere, i fuorilegge della norma. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, il film racconta una storia a più voci, dove, accanto all’imputato, prendono corpo i famigliari e gli amici, gli accusatori e i sostenitori, e un’opinione pubblica per lo più distratta o indifferente. Solo un giornalista s’impegna a ricostruire la verità, affrontando sospetti e censure. [sinossi]

MARGINI
di Niccolò Falsetti

Falsetti esordisce alla regia con un racconto in buona parte autobiografico, che narra di provincia, punk, voglia di fuggire dallo standard borghese. Presentato alla SIC è nonostante qualche ridondanza e debolezza uno dei migliori esordi italiani dell’anno. Di culto la colonna sonora, interamente affidata a brani dell’underground punk e hardcore italiano.

Fine estate 2008. Edoardo, Iacopo e Michele sono i membri di un gruppo punk di Grosseto, nella Maremma Toscana. Stanchi di suonare tra sagre e feste dell’Unità, hanno finalmente l’opportunità di andare a Bologna ad aprire il concerto di una famosa band hardcore americana. È tutto pronto, ma il giorno della partenza ricevono una chiamata dagli organizzatori: il concerto è annullato. Ma i tre non si danno per vinti: se non possono suonare a Bologna, saranno i Defense a venire a Grosseto! I paradossi della provincia e la grottesca mentalità dei suoi abitanti, renderanno l’organizzazione del concerto decisamente più ardua del previsto, trasformando ogni piccolo dettaglio in un problema. L’arrivo degli americani si avvicina inesorabilmente e, insieme alla riuscita dell’impresa, viene messo in discussione ogni punto fermo della vita dei tre ragazzi, rischiando di fargli perdere ciò che hanno sempre dato per scontato: la loro indistruttibile amicizia. [sinossi]

LOVE LIFE
di Kōji Fukada

Ribadisce il suo amore per il minimale, Kōji Fukada, e lo ragionando sul trauma, sul lutto più doloroso, sulla necessità di mettere in dubbio il senso della propria vita. La profonda sensibilità dell’autore si esprime in un racconto sulla vita e sulla morte, sulla crisi, e sul concetto di famiglia.

Taeko conduce una vita tranquilla accanto al marito Jiro e al figlio Keita, finché un tragico incidente non riporta nella sua vita Park, padre biologico del bambino, di cui non si avevano notizie da anni. Per affrontare il dolore e il senso di colpa, Taeko decide di aiutare l’uomo, sordo e senza casa. [sinossi]

WATCHER
di Chloe Okuno

Per buona parte del suo sviluppo il film di Chloe Okuno si segnala come uno dei migliori thriller visti negli ultimi anni all’interno della produzione statunitense. Anche l’ambientazione rumena, in quel di Bucarest, funziona benissimo nel suo valore perturbante. Dispiace semmai che si arrivi a una soluzione forse troppo facile, che depotenzia gli ultimi venti minuti. Resta comunque una visione affascinante, grazie anche alla credibile interpretazione di Maika Monroe.

Trasferitasi a Bucarest, Julia comincia a sviluppare una crescente paranoia: si sente costantemente osservata da un uomo che vive nel palazzo di fronte e che sembra stare sempre alla finestra. [sinossi]

THE HANGING SUN – SOLE DI MEZZANOTTE
di Francesco Carrozzini

Il romanzo di successo di Jo Nesbø diventa un film per mano di Francesco Carrozzini, che cerca di riprodurre i ritmi e le luci tipiche dello scrittore norvegese. Ne viene fuori però un prodotto costruito a tavolino, un po’ anonimo, che non lascia molta traccia di sé al di là della solidità produttiva. Bravo Alessandro Borghi, per quanto già di maniera. Film di chiusura – passato praticamente sotto silenzio critico – a Venezia.

John ha deciso che non ucciderà più, contro il volere del padre e del fratello Michael. Ha lasciato la casa paterna ed è fuggito nel nord della Norvegia, ai confini del mondo. Ma il padre lo vuole indietro, e manda Michael a cercarlo affinché lo riporti da lui. Il paesino dove John si è rifugiato è una comunità fortemente religiosa guidata da un pastore convinto che “la paura ci protegge dal male che portiamo dentro”. Ma la figlia del pastore, Lea, e suo figlio Caleb il Male l’hanno già in casa, nella persona del marito e padre Aaron. John si imbatterà in loro e non riuscirà più a mantenere quel distacco dal mondo che si era augurato. [sinossi]

Questa settimana escono anche Rumba Therapy (2022) di Franck Dubosc, Vengeance (2022) di B.J. Novak. Lunedì 12 è invece la volta di Evangelion 3.0+1.01 – Thrice Upon A Time (2021) di Hideaki Anno. Buone visioni!

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