Uscite in sala 06 ottobre 2022

Uscite in sala 06 ottobre 2022

È la settimana in cui trova spazio in sala il nuovo film di Jafar Panahi, che molti indicavano a Venezia come preferito nella corsa al Leone d’Oro. Dal Lido arriva anche il lavoro che Gianfranco Rosi ha dedicato ai viaggi di Papa Bergoglio, ma ad attirare l’attenzione è soprattutto il folle pastiche superomistico-ultra-pop di Dan Kwan e Daniel Scheinert. Sempre ricordando che lunedì 10 torna sugli schermi Norman Bates: e di fronte a lui non ce n’è per nessuno.

GLI ORSI NON ESISTONO
di Jafar Panahi

In molti a Venezia hanno gridato al Leone d’Oro. Quale che sia il pensiero in tal senso non c’è dubbio che il nuovo lavoro di Jafar Panahi abbia rappresentato uno dei punti più alti del concorso lidense – in un’edizione, va detto, non certo memorabile da questo punto di vista. La riflessione poetica e politica del film non è nuova per gli amanti del cinema del regista iraniano, ma la parte ambientata nel villaggio è indubbiamente molto ispirata; un’opera stratificata che merita di essere vista sul grande schermo. Con la speranza che a Panahi sia presto restituita la libertà che merita, insieme agli altri artisti imprigionati.

Rifugiatosi in un remoto villaggio rurale dell’Iran a pochi chilometri dalla Turchia, il regista Jafar Panahi sta dirigendo a distanza le riprese di un film realizzato oltreconfine. Nel villaggio Panahi è amato e rispettato da tutti, e pure lui ha sviluppato una certa simpatia per il contesto di cui si trova ospite. Le cose iniziano a cambiare quando un fidanzato furibondo accusa il regista di aver scattato una foto in cui la sua donna promessa scambia effusioni con un altro uomo… [sinossi]

EVERYTHING EVERYWHERE ALL AT ONCE
di Dan Kwan, Daniel Scheinert

I due Dan, come amano firmarsi Kwan e Scheinert, firmano una totale follia che parte dal concetto del multiverso tanto caro ai cinecomic per trasformarsi in una deformazione compiuta, completa e continuata della prassi, della cosiddetta “realtà”. Ne viene fuori un pastiche volutamente esagerato, dirompente, senza dubbio divertente. Vuole essere un film di culto, riuscirà nell’intento?

Evelyn Quan Wang è una donna sino-americana che vive una situazione difficile: in ambito lavorativo, il fisco ha disposto un accertamento fiscale sulla lavanderia che gestisce insieme al marito, Waymond; nel campo familiare, suo marito Waymond ha invece deciso di divorziare, e contemporaneamente la loro figlia Joy si è scoperta lesbica. La cosa più incredibile per Evelyn è però il venire a conoscenza dell’esistenza di numerosi universi paralleli, e del fatto che solo lei può impedire la loro distruzione. [sinossi]

IN VIAGGIO
di Gianfranco Rosi

Nonostante scelga di lavorare soprattutto su materiale di repertorio (o forse proprio per questo), e nonostante una struttura che sembra guardare più al piccolo schermo che al cinema, Gianfranco Rosi riesce a costruire il suo film su un’idea dirompente: Papa Bergoglio, l’uomo che rappresenta centinaia di milioni di fedeli, è in realtà solo, sempre più emarginato dal centro del mondo. Un discorso affascinante e coraggioso, che si sviluppa progressivamente fino al finale del film.

Da Lampedusa al Brasile a Cuba. A partire dal 2013, anno della sua ascesa al soglio pontificio, il papa ha visitato 59 paesi, portando sempre la sua parola di speranza in un mondo che, però, lo ascolta sempre meno. [sinossi]

HATCHING – LA FORMA DEL MALE
di Hanna Bergholm

Hanna Bergholm dirige un horror sgradevole, a suo modo molto angosciante, che mette alla berlina la borghesia – tutt’altro che illuminata – finlandese e allo stesso tempo ragiona sull’identità materna, e sull’imprinting. Un’opera che può risultare molto disturbante, e questo è sempre un dettaglio colmo d’interesse quando si ha a che fare con il cinema dell’orrore.

Una ginnasta di 12 anni cerca disperatamente di compiacere la madre, una donna ossessionata dal mito della famiglia perfetta che pubblicizza sul suo blog popolare. Un giorno la ragazzina trova uno strano uovo, lo nasconde, lo tiene caldo. Quando l’uovo si schiude, ciò che emerge è oltre ogni immaginazione. [sinossi]

LA VITA È UNA DANZA
di Cédric Klapisch

Fin dall’esordio, trent’anni fa con Riens du tout, Cédric Klapisch si è interessato al tema del “rinnovamento”, del cambio di vita o di prospettiva: lo fa in maniera radicale con La vita è una danza, quattordicesimo lungometraggio da mettere nel carniere, dove fa recitare la bella e brava Marion Barbeau (prima ballerina all’Opéra) nel ruolo di una stella della danza che si procura un grave incidente sul palco che ne compromette la carriera. Commedia corale, appassionata, quella in cui si produce Klapisch. Qui più convincente che in altre occasioni.

Elise è una promettente ballerina di danza classica che vive a Parigi assieme al fidanzato. La sua vita perfetta viene però sconvolta il giorno in cui scopre che il ragazzo la tradisce e rimedia un brutto infortunio in scena. Il cammino per la guarigione fisica ed emotiva la porta fino in Bretagna, dove il calore dei suoi amici e un nuovo amore la mettono davanti alla possibilità di una rinascita. Armata di tenacia e determinazione, Elise non si lascerà sfuggire l’opportunità. [sinossi]

TICKET TO PARADISE
di Ol Parker

Convince invece pochissimo il ritorno in scena insieme di Julia Roberts e George Clooney, dove a essere inseguita non è tanto la figlia che vuole sposarsi a Bali con un emerito sconosciuto, ma l’idea di commedia che si respirava a pieni polmoni negli anni Novanta. Un’operazione nostalgia così costruita a tavolino da odorare di stantio.

Dopo aver scoperto che la figlia vuole sposare un ragazzo che ha appena incontrato, una coppia di divorziati parte per Bali per cercare di sabotare il matrimonio. [sinossi]

PSYCO
di Alfred Hitchcock

Qualcuno ha davvero bisogno di qualche riga per convincersi a correre nella sala più vicina e godere sul grande schermo – sarebbe stato il non plus ultra in 35mm, ma in quest’epoca mediocre è necessario accontentarsi – di un’opera superiore come quella di Alfred Hitchcock? Ovviamente no. Quindi staccate la faccia dal computer o dallo smartphone e catapultatevi al cinema.

Marion Crane ha un amante, che si trova a fronteggiare dei debiti; con la folle intenzione di aiutarlo, e di poterlo raggiungere in California per vivere insieme, la donna scappa da Phoenix (dove vive e lavora), con quarantamila dollari sottratti all’agenzia immobiliare di cui è segretaria. Sulla strada decide di fermarsi in un motel, e lì conosce il giovane proprietario, Norman Bates… [sinossi]

Questa settimana escono anche Mr Bachmann e la sua classe (2021) di Maria Speth, Quasi orfano (2022) di Umberto Riccioni Carteni, The Retaliators (2021) di Samuel Gonzalez Jr., Michael Lombardi, e Bridget Smith. Lunedì 10, insieme a Norman Bates, trova la via della sala anche Citto (2021) di Daniele Ceccarini, dedicato a Citto Maselli. Buone visioni!

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