Uscite in sala 20 ottobre 2022

Uscite in sala 20 ottobre 2022

Settimana stracolma di uscite, tra film passati alla Festa di Roma (Astolfo, My Soul Summer, Er gol de Turone era bono), coraggiose auto-distribuzioni (Lumina di Samuele Sestieri), recuperi della Mostra (Marcia su Roma), cinecomic sfiatati (Black Adam), documentari naturalistici (La pantera delle nevi), western emiliano-romagnoli (Brado, ritorno alla regia per Kim Rossi Stuart), e riedizioni di capolavori del cinema giapponese e non solo (Battle Royale). La proposta è vasta, ma basterà ad accontentare il pubblico?

BATTLE ROYALE
di Kinji Fukasaku

Di solito in questa rubrica settimanale i recuperi del passato che vengono riproposti in restauro digitale in sala vengono posti in fondo, perché si tratta di titoli storicizzati e non di opere della contemporaneità. Se per il capolavoro di Kinji Fukasaku si fa un’eccezione è perché all’epoca non arrivò nelle sale italiane, ma venne solo distribuito in VHS e poi in dvd. Per quanto la speranza sia che in molti sappiano della sua esistenza, è probabile che un’opera così centrale nell’immaginario del nuovo millennio (altro che Squid Games! Altro che Hunger Games!) rischi di passare in sordina nella sua riedizione in sala. Invece la meritoria scelta di CG Entertainment deve ricevere il risalto migliore. Andate in sala, godete di questa meraviglia sullo schermo, scoprite il cinema straordinario di Fukasaku. Non ve ne pentirete.

I giovani giapponesi sono troppo esagitati. Per disciplinarli viene emanato il Battle Royale Act: ogni anno una scolaresca viene estratta a sorte e catapultata su un’isola deserta. Sorvegliati dal prof. Takeshi e da un nucleo militare, gli studenti si giocano la “battaglia reale”: ognuno riceve un’arma diversa, che sia un bazooka o una pinza per le ciglia, e si dà alla macchia. Scopo del gioco: eliminare tutti gli altri entro tre giorni. Regole: nessuna. [sinossi]

LUMINA
di Samuele Sestieri

Dopo l’anteprima al Nuovo Sacher di Nanni Moretti inizia l’avventura in sala per il primo lungometraggio diretto in solitaria da Samuele Sestieri (il precedente I racconti dell’orso era in co-regia con Olmo Amato): un racconto sulla memoria, fisica e digitale, sull’immagine come fonte di salvezza, ma anche di ossessione, in un affascinante scenario post-apocalittico. La sfida di portarlo in sala – l’anno scorso fu a Rotterdam, e poi a Pesaro – è importante, non perdete le occasioni che vi saranno di vederlo sul grande schermo.

Una giovane donna si risveglia nuda su una spiaggia deserta. Rivestitasi con una rete prende a vagare imparando presente e passato attraverso oggetti a cui è in grado di ridare energia. Trovato uno smartphone inizia a vedere i video in esso contenuti e impara a conoscerne i soggetti. Sono una coppia di fidanzati: Arianna e Leonardo che hanno filmato i momenti più diversi della loro vita in comune. [sinossi]

BRADO
di Kim Rossi Stuart

Brado è il terzo film da regista in sedici anni per Kim Rossi Stuart, che torna a ragionare sul concetto di genitorialità attorno al quale ruotava lo splendido esordio Anche libero va bene. Qui l’attore e regista romano punta sul western contemporaneo, perdendosi nei paesaggi della campagna italiana dove un allevatore di cavalli non proprio in un buono stato di salute deve ritrovare il rapporto con il figlio ventenne. Un film costruito sui cliché del genere, e quindi meno libero dei precedenti, ma che consolida l’idea di un regista fuori dagli schemi produttivi italiani – film strutturati così sono protocollari in quel di Hollywood, non a Cinecittà -, alla ricerca di una pacificazione con il mondo che lo circonda. Probabilmente la critica “istituzionale” lo massacrerà, ma non merita un giudizio così severo.

Da tempo Tommaso non vede suo padre Renato, che vive in un ranch isolato da tutti. In quel ranch Tommaso è cresciuto insieme alla sorella Viola, ma da giovani adulti se ne sono allontanati, mentre il padre è rimasto lì a gestire una rustica scuola di equitazione, sempre più scorbutico e avulso dalla civiltà. La madre di Tommaso ha da tempo lasciato alle spalle la famiglia per circondarsi di fidanzati improbabili, e Renato ha cresciuto i due figli con l’intento di farli diventare “più forti di lui”. Ora Tommaso viene richiamato al ranch per aiutare il padre a domare un “cavallo matto” che Renato considera il suo veicolo di riscatto. Ma per il figlio quel cavallo è solo un’altra delle scommesse perse in partenza da quel genitore burbero e dispotico. [sinossi]

ASTOLFO
di Gianni Di Gregorio

Il cinema di Gianni Di Gregorio è sempre uguale a sé e quindi anche questa sua nuova avventura sullo schermo è gentile, minimale, elegante, divertita (e un po’ malinconica). Peccato però che in questo caso le idee inizino ben presto a scarseggiare, con tanto di parte rom-com che pare incollata a forza, e non possiede una sua identità riconoscibile. Solo per strenui cultori del regista e attore romano, che qui per la prima volta abbandona l’amata Trastevere.

Astolfo è un professore in pensione che vive a Roma in un vecchio appartamento da cui viene gentilente sfrattato. Gli affitti sono lievitati e il professore decide di tornare in provincia. L’amore per Stefania, una bella signora introdotta dal cugino farfallone, scuoterà l’ordinarietà del quotidiano e darà un senso nuovo alla sua esistenza. [sinossi]

BLACK ADAM
di Jaume Collet-Serra

Collet-Serra cerca di far convivere le tre anime estetico-narrative delle attuali produzioni Warner/DC: l’ironia e la pluralità dei personaggi di Suicide Squad; la componente fantasy e lo spirito anni Ottanta di Shazam; i toni cupi, che si riflettono anche nei cromatismi della cgi, dei film di Snyder. Alla fine, ahinoi, Black Adam sembra solo un maldestro patchwork, impalpabile quando vuole essere leggero e ancor più maldestro quando dovrebbe diventare drammatico o epico. Ci sarebbe molto da ragionare sul senso dei cinecomic, ma in pochi sembrano interessati a farlo.

Nell’antica Kahndaq a Teth-Adam furono conferiti gli onnipotenti poteri degli Dei. Una volta utilizzati i suoi poteri per vendetta, venne imprigionato e divenne Black Adam. Sono passati circa 5.000 anni e Black Adam è passato da uomo a mito, fino a diventare leggenda. Oggi libero, scopre che la sua unica forma di giustizia, nata dalla rabbia, è messa in pericolo dagli eroi dei nostri tempi: la Justice Society formata da Hawkman, Doctor Fate, Atom Smasher e Cyclone. [sinossi]

LA PANTERA DELLE NEVI
di Marie Amiguet, Vincent Munier

Da un punto di vista prettamente naturalistico il lavoro documentario di Amiguet e Munier, girato a cinquemila metri di altezza sull’altopiano tibetano, è splendido, e arriva a lasciare senza fiato in un paio di passaggi, quando ci si accorge che all’interno di un’inquadratura apparentemente concentrata solo sulle rocce della montagna vi sia in realtà la forma di un animale assorto, interessato a spiare quel teleobiettivo che dovrebbe proprio “scoprire” la fauna. Meno interessanti semmai le speculazioni filosofiche dei due fotografi in scena, impegnati a discettare sull’incapacità dell’uomo di compenetrarsi con la natura, durante le quali si rimpiange il nitore del pensiero di Werner Herzog ai tempi di Grizzly Man.

In alto sull’altopiano tibetano, tra valli inesplorate e inaccessibili si trova uno degli ultimi santuari del mondo selvaggio, dove vive una fauna rara e sconosciuta. [sinossi]

MARCIA SU ROMA
di Mark Cousins

Dei tre film di cui nei fatti si compone il nuovo lavoro di Cousins due lasciano enormi dubbi, vale a dire il monologo di Alba Rohrwacher che dovrebbe interpretare una popolana prima fascistissima e poi “pentita” (Cousins la riprende come fosse un’eroina di un film di Abel Gance) e la parte documentaristica contemporanea, che fa un gran papocchio infarcendo per di più la materia di cliché dialettici – l’EUR come retaggio del regime, per esempio. Poi – prima – c’è però l’analisi di A noi, il film/documento che Umberto Paradisi portò a termine nel 1922 per esaltare proprio la marcia su Roma. Lì Cousins dimostra di essere più a proprio agio e lavora nella lettura smitizzande del film e del suo artificio retorico propagandistico.

Il 28 ottobre del 1922 i fascisti marciano sulla capitale, nell’evento che segna l’avvio del ventennio mussoliniano. Mark Cousins ripercorre le cause e le tappe di quel momento storico attraverso materiali dell’Istituto Luce e film dell’epoca come A noi! di Umberto Paradisi, o È piccerella di Elvira Notari. Le libere associazioni tipiche del regista diventano una meditazione sul fascismo dal punto di vista della cultura dell’immagine. Un documentario su Roma, sull’Italia e sul fascismo che si interessa alla semiotica e alla psicologia dei simboli che li pervadono. [sinossi]

MY SOUL SUMMER
di Fabio Mollo

Fabio Mollo torna alla regia per lanciarsi in un coming of age non privo di asperità, in cui tuttavia ogni elemento sembra preordinato, giustapposto seguendo un canone preciso, senza un reale slancio vitale. Peccato, perché l’impressione è che lasciando la mano più libera il film ne avrebbe guadagnato. I fan di X Factor potranno almeno godere della presenza in scena di Elisa Coclite, in arte Casadilego: è senza dubbio lei l’unico vero elemento di forza del film. In sala a lunedì 24.

L’estate di Anita, 17 anni e tutto ancora da scoprire. L’incontro con un famoso cantante le farà conoscere il suo talento e la sua vera passione: la musica. [sinossi]

ER GOL DE TURONE ERA BONO
di Francesco Miccichè, Lorenzo Rossi Espagnet

A oltre quarant’anni di distanza nei salotti del calcio riecheggia ancora l’annosa questione: ma il gol di Turone che avrebbe indirizzato lo scudetto a favore della Roma nella stagione 1980-81 era da convalidare o in effetti il giocatore giallorosso si trovava in fuorigioco al momento del passaggio aereo di Pruzzo? Il documentario di Miccichè e Rossi Espagnet non pretende di dare risposte, ma tratta l’argomento come si trattasse di un mito contemporaneo, da studiare, temere, esaltare. Un lavoro che rinverdirà il magone del popolo romanista ma anche forse di tutti coloro che hanno nostalgia del calcio dell’epoca. In sala a mo’ di evento dal 24 al 27 ottobre.

Il 10 maggio 1981, al Comunale di Torino si gioca Juventus-Roma. C’è in ballo lo scudetto. Al 72° minuto, quando le due squadre sono ancora 0 a 0, Maurizio Turone della Roma fa un gol di testa. L’arbitro Paolo Bergamo convalida, ma immediatamente intercetta con lo sguardo la bandierina gialla del guardalinee Sancini, decreta il fuorigioco e annulla il gol. Restano 0 a 0 e la Juve vince lo scudetto. la polemica dilaga e l’episodio è visto e rivisto alla moviola… [sinossi]

Questa settimana escono anche Wild Men – Fuga dalla civiltà (2021) di Thomas Daneskov, Utama – Le terre dimenticate (2022) di Alejandro Loayza Grisi, Sergio Leone – L’uomo che inventò l’America (2022) di Francesco Zippel, l’animazione A spasso col panda – Missione bebè (2022) di Natalya Nilova, Vasiliy Rovenskiy. Sabato 22 è la volta di The Grand Bolero (2021) di Gabriele Fabbro, mentre lunedì 24 esce anche Franco Zeffirelli – Conformista ribelle (2022) di Anselma Dell’Olio. Buone visioni!

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