Uscite in sala 27 ottobre 2022

Uscite in sala 27 ottobre 2022

Visto e considerato che si va incontro a un weekend lungo grazie a Ognissanti che cade di martedì, le distribuzioni hanno pensato bene di accumulare uscite nel corso della settimana. Ben 13 infatti i film che arriveranno in sala tra oggi e lunedì, con la schiera capitanata dalla Palma d’Oro di Ruben Östlund e dal nuovo film di David O. Russell.

TRIANGLE OF SADNESS
di Ruben Östlund

In molti a Cannes, dopo la proiezione, hanno storto il naso: troppo cattivo gusto, troppa asserzione, troppo di tutto. Proprio questi sono in realtà i meriti del nuovo film di Ruben Östlund, che guarda apertamente dalle parti di Marco Ferreri e Luis Buñuel e conferma l’acidissimo sarcasmo nei confronti del Capitale già avvertibile nelle opere precedenti. Il secondo segmento – il film è suddiviso in tre parti – è irresistibile. Seconda Palma d’Oro in pochi anni per il regista svedese, e questa è più meritata di quella ottenuta per The Square. Il film esce in sala a due mesi dalla morte prematura a soli trentadue anni di Charlbi Dean, qui splendida co-protagonista.

Carl e Yaya, una coppia di modelli e influencer, sono invitati su uno yacht per una crociera di lusso. Gli eventi prendono una svolta inaspettata quando si abbatte una tempesta e mette a rischio il comfort dei passeggeri. [sinossi]

AMSTERDAM
di David O. Russell

L’uscita è importante, il film atteso, gli esercenti sperano spinga il pubblico in sala. Purtroppo però il ritorno alla regia di Russell conferma tutti i limiti del suo cinema, e smarrisce la grande ambizione alla base del soggetto dentro una scenografia troppo ricercata. Anche l’abnorme cast appare sprecato. Peccato.

Nella New York del 1933 un medico e un avvocato, commilitoni in Francia durante la Prima guerra mondiale, si ritrovano invischiati in un complotto che potrebbe minare la stessa Repubblica statunitense. [sinossi]

MIRACLE – STORIA DI DESTINI INCROCIATI
di Bogdan George Apetri

Arriva in sala grazie alla piccola ma combattiva Trent Film il terzo lungometraggio del giovane regista rumeno Bogdan George Apetri, già visto a Venezia, nella sezione Orizzonti, poco più di un anno fa. Grande sfoggio registico per un thriller che ragiona in modo decisamente poco consono sul concetto di miracolo e che parla di sopraffazione, dominio, sofferenza. Forse a tratti l’estetica può apparire un po’ gratuita, ma il film è molto affascinante.

Una giovane suora esce di soppiatto dal monastero in cui si trova per sbrigare una faccenda urgente. Non fa più ritorno e la sua scomparsa fa partire le indagini della polizia. [sinossi]

LA STRANEZZA
di Roberto Andò

Come nacquero i “sei personaggi in cerca d’autore”? Questo, in buona sostanza, il quesito da cui è partito Roberto Andò per una ricognizione a pochi passi dal grottesco del pensiero pirandelliano. Il regista conferma il calligrafismo a tratti fin troppo evidente della sua messa in scena, e il film è corroborato soprattutto dall’ottima verve attoriale, sia di Toni Servillo che – e ancor più – di Ficarra e Picone.

Nel 1920 Luigi Pirandello fa ritorno in Sicilia in occasione dell’ottantesimo compleanno di Giuseppe Verga. Quando arriva ad Agrigento riceve una notizia che lo addolora profondamente: la balia Maria Stella, da lui tanto amata in gioventù, è morta. I due becchini che si occuperanno della bara, Nofrio e Bastiano, accompagnano Pirandello nei gironi infernali della corruzione degli addetti del cimitero, in un viaggio che giungeràò a Caos, nella celebre villa del grande scrittore. [sinossi]

DAMPYR
di Riccardo Chemello

È dunque arrivato il momento della nascita dell’UCB, acronimo che non sta per Unione Calcio Bisceglie ma per Universo Cinematografico Bonelli. Scritto a otto mani (quelle di Mauro Boselli, Giovanni Masi, Alberto Ostini, e Mauro Uzzeo), e diretto da Riccardo Chemello, l’esordio della storica casa editrice nel mondo del cinema in veste di produttrice si concentra su Harlan Draka, l’eroe/antieroe di Dampyr. Sul risultato estetico non si può ancora dir molto, visto che l’anteprima stampa è prevista per questa mattina (il film esce domani, venerdì 28), ma non si può nascondere che la curiosità sia davvero molta. Nel ruolo del protagonista il semi-sconosciuto Wade Briggs.

Durante la terribile guerra dei Balcani, nei primi anni Novanta, Harlan Draka si guadagna da vivere truffando gli abitanti dei piccoli villaggi che credendo alle storie del folclore locale pensano di essere infestati e che l’uomo, che si finge un dampyr (metà uomo metà vampiro), possa davvero aiutarli. Ma cosa succederebbe se Harlan scoprisse suo malgrado non solo che i vampiri e gli altri mostri leggendari esistono davvero, ma che lui è realmente un dampyr? [sinossi]

IO SONO L’ABISSO
di Donato Carrisi

Donato Carrisi torna alla regia adattando un suo romanzo del 2020 (fuori da qualsiasi ciclo narrativo, come già accaduto con l’esordio La ragazza nella nebbia), e confermando le atmosfere plumbee del suo approccio al thriller. Girato sulle rive del lago di Como Io sono l’abisso sembra purtroppo per lo più girare a vuoto, anche per la caratterizzazione in fin dei conti non particolarmente interessante dei tre protagonisti. Curiosa la richiesta fatta in maniera esplicita alla stampa da parte di Carrisi di non svelare i nomi degli attori presenti in scena: non c’è nessun problema a rispettare tale volontà ma sottovoce si può far notare come tali nomi siano presenti sia sulla locandina che al termine del trailer.

Il suo lavoro è occuparsi della spazzatura. La gente non pensa mai a ciò che getta via. Invece lui sa che proprio tra i rifiuti si nascondono i segreti delle persone. Ed è così che sceglie le sue vittime. «Le persone dicono bugie, ingannano. La spazzatura no, la spazzatura non mente.». Ma, nella sua esistenza ordinata e solitaria, un giorno irrompe una ragazzina. Si è gettata nel lago come un rifiuto e lui l’ha salvata. Ma lui non salva le persone. Per questo all’inizio scappa via. Però poi torna indietro e la osserva di nascosto. E capisce ciò che nessuno sa capire. Che la ragazzina ha un segreto e ha urgente bisogno di aiuto. Ma aiutarla metterà a rischio la sua invisibilità. Infatti, mentre tutto questo accade, la più improbabile delle cacciatrici intuisce che là fuori c’è qualcuno che uccide le donne sole dai capelli biondi. Sa che nessuno le crederà perché, per la gente del lago, lei è solo matta. Ma non può tirarsi indietro e ha poco tempo. E, se riuscirà a fermare il mostro, potrà liberarsi dalla maledizione del passato. Ci sono tre storie che scorrono nel buio. Tre anime che stanno per incontrarsi. Dentro l’abisso. [sinossi]

CUT – ZOMBI CONTRO ZOMBI
di Michel Hazanavicius

Si perdoni il giudizio tranchant, ma l’unico consiglio che viene da fare pensando al nuovo film di Michel Hazanavicius (titolo di apertura a Cannes, e nelle sale dal 31 ottobre) è quello di recuperare l’originale. Sì, perché come certifica senza indugi il sottotitolo scelto per l’uscita italiana, Cut! altro non è se non il remake dell’ottimo Zombi contro zombi – One Cut of the Dead, geniale pastiche tra horror, commedia e metalinguaggio del giapponese Shinichiro Ueda, visto nel 2018 dapprima al Far East di Udine e quindi in sala con Tucker Film. Ma remake è un termine fin troppo leggero: Hazanavicius copia l’originale quasi inquadratura per inquadratura, segno di una pigrizia intellettuale a dir poco preoccupante. Dispiace notare come gran parte della stampa fatichi, più per ignoranza che per malizia, a sottolineare questo punto.

Le riprese di un film horror si trasformano in un disastro. Il team tecnico è stanco e gli attori sono con la testa altrove. Nonostante un budget irrisorio, il regista sembra motivato a realizzare il suo film di zombi. Tuttavia, nel bel mezzo delle riprese, la troupe viene attaccata da veri non morti. La scalcinata troupe di un film di zombie a basso budget si trova alle prese con una vera apocalisse zombie… [sinossi]

FALL
di Scott Mann

A parte il fatto di vedere due ragazze a settecento metri di altezza su una piattaforma dove a malapena riescono a stare entrambe sdraiate non c’è molto da annotare in questo thriller ad altissima quota diretto da Scott Man. Ma probabilmente chi andrà in sala comprerà il biglietto solo per vedere due ragazze a settecento metri di altezza su una piattaforma dove a malapena riescono a stare entrambe sdraiate, e quindi non c’è granché da aggiungere.

Dopo la morte di Dan durante un’arrampicata sulle Montagne Rocciose, la fidanzata Becky e l’amica Hunter decidono di scalare una torre di trasmissione alta più di 700 metri per spargere le sue ceneri dalla vetta. Ma una volta giunte in cima, si ritrovano bloccate senza alcuna possibilità di discesa. Attorno a loro c’è solo il deserto e non c’è modo di chiamare i soccorsi. L’unica scelta è lottare per la sopravvivenza, anche se tutto è contro di loro. [sinossi]

Questa settimana escono anche Il talento di Mr. Crocodile (2022) di Josh Gordon e Will Speck, Questa notte parlami dell’Africa (2022) di Carolina Boco e Luca La Vopa, Il principe di Melchiorre Gioia (2022) di Andrea Castoldi, Amici per la pelle (2022) di Pierluigi Di Lallo. Insieme a Dampyr venerdì 28 esce The Grand Bolero (2021) di Gabriele Fabbro. Buone visioni!

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