Uscite in sala 03 novembre 2022

Uscite in sala 03 novembre 2022

Tra rom-com, riflessi caravaggeschi, dramedy “hitleriane”, e via discorrendo l’interrogativo che alberga nella mente è sempre lo stesso: tornerà il pubblico a riempire le sale? Forse con questi titoli è difficile che accada.

BROS
di Nicholas Stoller

Il londinese Nicholas Stoller è un vecchio marpione della commedia romantica (The Five-Year Engagement, Non mi scaricare) e colpisce ancora il bersaglio con una scrittura brillante, che guarda a classici del genere come Harry ti presento Sally. Ovviamente l’interesse mediatico si è mosso soprattutto in direzione della “prima rom-com omosessuale di una major hollywoodiana”, ma sarebbe da sottolineare soprattutto come il film funzioni alla perfezione nel suo meccanismo, semplice ma oliato nei mini dettagli. Bravi i protagonisti Billy Eichner (anche co-sceneggiatore) e Luke Macfarlane. Produce Judd Apatow, e si vede.

Bobby Lieber è un conduttore radiofonico che rivendica con orgoglio la sua condizione di “celibe”, e che ha da poco accettato una posizione come curatore per il National LGBTQ+ History Museum di Manhattan. Apparentemente Aaron Shepard è esattamente all’opposto di Bobby, tanto sotto il profilo fisico quanto nel modo in cui affronta la quotidianità. I due si incontrano in una discoteca e flirtano, ma nonostante trascorrano alcuni giorni in compagnia l’uno dell’altro, sembra non esserci sintonia. Sarà proprio così? [sinossi]

L’OMBRA DI CARAVAGGIO
di Michele Placido

Potrà piacere o meno, ma non sono molti i registi italiani con il coraggio di Michele Placido, che qui si lancia in un film biografico molto sui generis incentrato su Caravaggio, e posto in forma di vera e propria indagine. Un progetto ambizioso, con protagonisti Riccardo Scamarcio e Louis Garrel. Incontrerà i desideri del pubblico?

Papa Paolo V nel 1610, cinque anni dopo l’elezione a Romano Pontefice, dà disposizione di indagare su Caravaggio condannato a morte per omicidio. Le indagini vengono condotte da un uomo conosciuto come “L’Ombra”. [sinossi]

IL MIO VICINO ADOLF
di Leo Prudovsky

Le ambizioni non mancano neanche a questa commedia puntellata di dramma in cui Leo Prudovsky torna su una leggenda vecchia come il cucco e che ha sempre affascinato il cinema: e se Hitler non fosse morto ma si fosse rifugiato in sud America? Qui in particolare viene alla mente un cortometraggio visto a Venezia nel 2002, Mrs. Meitlemeihr di Graham Rose, dove peraltro il führer in incognito era sempre interpretato da Udo Kier. Ed è proprio Kier il vero valore aggiunto di un film che per il resto inanella una lunga serie di sketch – troppo lunga – sui difficoltosi rapporti tra due anziani burberi.

Colombia, maggio del 1960. Il signor Polsky è un sopravvissuto all’Olocausto dal carattere scontroso, che vive in solitaria in una sperduta casa nel bel mezzo della campagna colombiana. L’uomo trascorre le sue giornate a giocare a scacchi e a prendersi cura dei suoi cespugli di rose.
Un giorno accanto alla sua abitazione si trasferisce un misterioso anziano di origine tedesca e Polsky si convince che il suo nuovo vicino sia proprio Adolf Hitler. Sapendo che nessuno gli crederebbe, decide di investigare per conto proprio e trovare le prove a sostegno della sua tesi. Per riuscire a portare a termine la sua missione investigativa, Polsky è costretto ad avvicinarsi il più possibile all’uomo, così vicino da diventare forse anche suo amico…
[sinossi]

SANTA LUCIA
di Marco Chiappetta

Già visto dodici mesi fa al Torino Film Festival, l’esordio di Marco Chiappetta si fa ricordare per più motivi, a partire dall’eccezionale interpretazione di Renato Carpentieri (non che questa sia una novità, ovviamente), per arrivare a un discorso sulla memoria che è anche discorso sul cinema, e sul concetto di vedere. Opera affascinante, che arricchisce il già ricco carniere della giovane e battagliera casa di distribuzione Double Line.

La storia di uno scrittore cieco che dopo quaranta anni di esilio in Argentina, torna a Napoli per la morte della madre e intraprende col fratello musicista un viaggio della memoria nei luoghi della sua giovinezza che non può più vedere, alla ricerca del vero motivo del suo addio. [sinossi]

ACQUA E ANICE
di Corrado Ceron

Sarebbe già dovuto uscire a fine settembre l’esordio alla regia di Corrado Ceron, visto alle Giornate degli Autori a Venezia. Tutto abbastanza prevedibile, anche se la costruzione dei personaggi mostra una vicinanza sincera a queste figure un po’ sconfitte un po’ ardimentose nel suo girovagare per l’Italia. Stefania Sandrelli vale da sola il prezzo del biglietto.

Acqua e anice è un “road movie da balera” che racconta la storia di Olimpia, una leggenda del liscio che a settant’anni suonati decide di rimettere in strada il furgone della sua orchestra: stavolta, però, non si tratta di partire in tournée, ma di intraprendere un viaggio dalle persone che l’hanno amata e nei luoghi che l’hanno resa una star. Con lei, una giovane donna, Maria, timida e impacciata, appena ingaggiata per farle da autista. [sinossi]

TANGO CON PUTIN
di Vera Krichevskaya

Natalya Sindeyeva, che dirige la russa Dozhd TV (decisamente non filo-governativa), è una grande appassionata di ballo. Ciò detto sarebbe stato molto meglio se si fosse lasciato il titolo originale, F@ck This Job, che rende in modo molto più forte e preciso l’idea alla base di questo film. Un documentario che documenta, per l’appunto, una forma di resistenza e lo fa in un momento chiave della nostra contemporaneità: tutto molto preciso, accorato, lineare, diretto. Poco cinematografico (e poco forse è un eufemismo) ma non è quello a cui Vera Krichevskaya puntava.

Russia 2022. Mentre la guerra sconvolge il mondo, uno dei primi gesti di Putin è la chiusura, il 4 marzo, dell’unica televisione indipendente russa: “Dozhd TV – Il canale dell’ottimismo”, un’isola di libertà politica e di attenzione ai diritti civili, l’ultima rimasta a dare voce alle minoranze, nota come Rain TV. Dozhd infatti significa pioggia. “Tango con Putin” racconta l’ascesa e il declino di questa emittente e della coraggiosa giornalista che l’ha fondata e l’amministra: Natasha Sindeeva. [sinossi]

LO SCHIACCIANOCI E IL FLAUTO MAGICO
di Georgi Gitis

Lo schiaccianoci è un classico, anche nelle riproposizioni cinematografiche. In questo caso viene naturale sorvolare sul film di Georgi Gitis, una co-produzione russo-magiara che mette in campo un’animazione raffazzonata, mediocre, del tutto priva di profondità, e per di più interviene sul “testo” di partenza semplificandolo con una certa rozzezza e puntando tutto su una comicità grezza. Di certo non se ne sentiva la mancanza.

Ispirato al grande classico di Alexandre Dumas e con le celebri musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, il film racconta la storia di Marie, una ragazza che ama danzare ed è molto affezionata ai suoi giocattoli. Alla morte del padre, Marie esprime un desiderio e, come per magia, i suoi amici giocattoli prendono vita e scopre che il suo schiaccianoci è in realtà l’amato principe George. Inizia così un’avventura incredibile, tutta al femminile, piena di colpi di scena, fatta di divertenti peripezie, amore e tanta magia. [sinossi]

UNA DONNA SPOSATA
di Jean-Luc Godard

Movies Inspired porta in sala il restauro digitale già visto alla Festa del Cinema di Roma di uno dei molti capolavori godardiani, un’opera della prima fase tra le meno viste, e dunque l’operazione distributiva è ancor più meritevole. Da lunedì potrete goderne sul grande schermo, la speranza è che decidiate di farlo, perché questo (insieme al film di Jacques Becker di cui si scrive qui sotto) è il vero titolo di punta della settimana.

Ventiquattro ore nella vita di Charlotte, sposata con un figlioletto e che ha una relazione extraconiugale: il marito fa il pilota d’aereo, l’amante l’attore di teatro. [sinossi]

CASCO D’ORO
di Jacques Becker

Sempre lunedì Cineteca di Bologna risponde a Movies Inspired con uno dei grandi classici del cinema francese, amato alla follia da François Truffaut (tra gli altri). Essendo oramai dimenticato dai cinefili si tratta di un’altra uscita particolarmente apprezzabile, quindi lanciatevi in sala!

Il falegname Manda conosce e si innamora di Maria, una prostituta conosciuta col nome di Casco d’oro, già legata allo scassinatore Roland e insidiata dal suo capobanda Leca. [sinossi]

Questa settimana escono anche Maria e l’amore (2022) di Lauriane Escaffre e Yvo Muller, Ragazzaccio (2022) di Paolo Ruffini. Lunedì 7 novembre, insieme ai capolavori di Godard e Becker, escono anche i documentari Nel nostro cielo un rombo di tuono (2022) di Riccardo Milani, e Munch – Amori, fantasmi e donne vampiro (2022) di Michele Mally. Buone visioni!

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