Uscite in sala 10 novembre 2022

Uscite in sala 10 novembre 2022

La massa va in fibrillazione per conoscere i destini di Wakanda, ma l’interesse cinefilo dovrebbe spingersi altrove, schivando la gargantuesca mole marveliana. È infatti da difendere e proteggere Piove di Paolo Strippoli (su cui grava l’ingiustificabile divieto ai minori di 18 anni), così come il dramma intimo/universale di Isaki Lacuesta e il nuovo folle film di Gianni Zanasi.

PIOVE
di Paolo Strippoli

Il MIC, organo che a dire dell’ex ministro Franceschini aveva oramai “eliminato la censura” (che è un po’ come “abbiamo sconfitto la povertà”), pensa bene di apporre all’opera prima – in solitaria – di Paolo Strippoli il divieto ai 18 anni. Un danno enorme per un film così piccolo, oltre che ingiustificabile per quello che accade in scena: il consiglio è dunque di andare in sala – i sedicenni e diciassettenni possono accedere agli spettacoli che sono in compagnia di un genitore o di un adulto che ne fa le veci, giusto sottolinearlo – per difendere un horror melanconico, un film che guarda all’intimo dolore dei suoi protagonisti e cerca di raccontarlo ricorrendo al soprannaturale.

Da qualche giorno Roma è teatro di un evento singolare: quando piove condotti e tombini tracimano con una melma grigiastra ed esalano un vapore denso di cui non si conosce l’origine. Nessuno può immaginare che chiunque respiri questo misterioso vapore dovrà farà i conti con ciò che reprime, i suoi istinti più oscuri, la sua rabbia. Neanche la famiglia Morel. Dalla morte di Cristina, causata da un incidente un anno fa, per il marito Thomas e il figlio Enrico, l’amore ha ceduto il posto a una convivenza forzata, mentre la piccola di casa, Barbara, vorrebbe solo rivederli uniti come un tempo. L’incidente si poteva evitare, questo lo sa bene Thomas e anche Enrico. Invece di assumersi le proprie colpe e andare avanti, i due hanno smesso di parlarsi. Ora sono due anime cariche di rabbia, imprigionate in una Roma che assomiglia a loro: cupa, nervosa, sul punto di esplodere. [sinossi]

UN ANNO, UNA NOTTE
di Isaki Lacuesta

Isaki Lacuesta è un grande cineasta spagnolo, per quanto ancora pressoché ignoto alle platee italiane (chi fosse interessato si metta a ricercare almeno La leyenda del tiempo, Los pasos dobles, e Entre dos aguas); l’occasione per porre rimedio a questa mancanza di connessione la dà Un anno, una notte, accorato e doloroso lavoro già visto alla Berlinale. Partendo dal libro Paz, amor y death metal, in cui Ramón González racconta il trauma vissuto da lui e dalla sua fidanzata, usciti indenni dall’attentato al Bataclan, Lacuesta articola un discorso sulla memoria, sull’impossibilità di uscire indenni dallo choc, sul mondo che va avanti mentre la mente si muove a ritroso. Affascinante, forse a tratti ridondante ma denso e di grande potenza espressiva. Bravissimi i protagonisti Nahuel Pérez Biscayart e Noémie Merlant.

Céline e Ramon sono una giovane coppia sopravvissuta all’attacco al Bataclan di Parigi. Mentre lei vuole lasciarsi tutto alle spalle, lui torna ripetutamente con la memoria a quella fatidica notte per ricordare cosa è veramente accaduto. Il loro amore è ad un bivio: come rimanere uniti e andare avanti assieme? [sinossi]

BLACK PANTHER – WAKANDA FOREVER
di Ryan Coogler

Com’è ovvio che sia, vista la scomparsa prematura di Chadwick Boseman, il peso della gestione di Wakanda, e anche della narrazione, passa sulle spalle di Letitia Wright, vale a dire Shuri. Purtroppo si tratta di spalle assai gracili, che non reggono l’urto. A questo si aggiunge un antagonista non particolarmente interessante, e anche il sottotesto reazionario (scambiato per rivoluzionario solo per chi si accontenta della superficie) che già faceva storcere il naso all’epoca del primo capitolo. Evitabile, ma tanto farà sfracelli al botteghino.

La nazione del Wakanda si scontra con le potenze mondiali intervenute mentre piangono la perdita del loro re T’Challa. [sinossi]

WAR – LA GUERRA DESIDERATA
di Gianni Zanasi

Gianni Zanasi è un regista impossibile da contenere, uno dei pochi a muoversi in totale libertà, e nel totale sprezzo di ogni sintassi, quasi che il racconto fosse una tela su cui gettare in modo improvvisato colori e umori. War, già visto alla Festa di Roma, si muove ancora una volta in tale direzione, ed è dunque facile smarrirsi nel percorso, o anche stancarsi. Eppure in mezzo a questo bailamme di ipotesi e contro-ipotesi si riesce a percepire un’idea di cinema rara, non prona alla prassi del mercato, e dunque da trattare con una certa attenzione, e cura. A corollario di tutto ciò un cast altrettanto schizofrenico, e qualche citazione fin troppo palese e “ambiziosa”.

Tom, laureato in lingue romanze, alleva vongole. Lea, la figlia maggiore del sottosegretario alla Difesa, fa la terapeuta all’Asl. Al primo incontro è subito scontro. Ma non è nulla in confronto a ciò che succede intorno a loro: un tragico incidente diplomatico tra Spagna e Italia sta scatenando l’impensabile, una guerra nel cuore dell’Europa. E, per quanto incredibile, soltanto Tom e Lea sembrano poterla fermare. [sinossi]

BOILING POINT – IL DISASTRO È SERVITO
di Philip Barantini

Un lungo piano sequenza che sembra partire dalla consueta idea della “cena definitiva”, quella che può significare gloria o dannazione, e dunque anche dal concetto di commedia, e poi sceglie di prendere strade personali, che non evitano la trappola del dolore ma si immergono al contrario fino alle ossa dentro il subbuglio emotivo e psicologico dei suoi protagonisti, a partire ovviamente dallo Chef Andy interpretato dal bravo Stephen Graham (Snatch, Gangs of New York, This is England, Nemico pubblico, The Irishman)

Lo Chef Andy è sotto stress: è la vigilia di Natale e un ispettore sanitario arriva a sorpresa per controllare il suo ristorante, tra i più in voga di Londra. Il suo ex mentore, divenuto una super star televisiva, si presenta senza preavviso e accompagnato da un feroce critico gastronomico. Come se non bastasse, la pressione sta lentamente ma inesorabilmente portando gli animi della sua squadra a ribollire. Per quanto tempo Andy riuscirà a tenere il controllo? [sinossi]

IL PIACERE È TUTTO MIO
di Sophie Hyde

In molti si sono sperticati in lodi nei confronti di questa commedia che è a tutti gli effetti un ballo di coppia; lodi per le interpretazioni dei protagonisti, per la scelta dei dialoghi, ma soprattutto per ciò che racconta, vale a dire il diritto di una donna sessantenne di ritrovare una dimensione di piacere intimo e riscoprire il proprio corpo. Tutto giusto, per carità, ma cinematograficamente il film non aggiunge granché a questo schema, e sembra interessato solo a servire su un piatto d’argento ai suoi due interpreti (splendida Emma Thompson, adeguato Daryl McCormack) le battute per portare avanti la dialettica. Piacerà molto, ma al di là dei suoi reali meriti.

La storia ruota attorno alla vicenda personale di Nancy Stokes, un’insegnante in pensione, vedova, con alle spalle un matrimonio solido e rigoroso a cui però è sempre mancato un po’ di brivido. Ormai sola, Nancy decide di cercare quello che nella vita di coppia non ha mai trovato: una soddisfacente esperienza sessuale. Si rivolge così a un’agenzia di gigolò e sceglie di incontrare Leo Grande. Giovane e affascinante, Leo Grandesembra essere tutto quello per cui Nancy è pronta a pagare: un uomo in grado di realizzare le sue fantasie. Ma nel corso di tre incontri in una camera di hotel le dinamiche cambiano: Leo si dimostra non solo come un uomo con cui fare dell’ottimo sesso, ma anche una persona con cui parlare e nonostante la differenza d’età, tra i due nascerà un rapporto di fiducia che porterà Nancy a riscoprire se stessa… [sinossi]

THE LAND OF DREAMS
di Nicola Abbatangelo

A suo modo ha dell’incredibile un film come The Land of Dreams: è incredibile (in positivo) che qualcuno abbia osato muoversi nel campo del musical, ma è anche difficile da credere che si sia potuto incorrere in una ideazione così raffazzonata. C’è ben poco che funziona in questo film, se si esclude proprio l’utopia al limitar del titanico insita nel progetto. Ma tra l’idea e la realizzazione scorrono fiumi ben più ampi dell’Hudson; ben venga l’ambizione di Abbatangelo, ma da sola il timore è che non basti.

New York, 1922. Eva è una giovane immigrata italiana che lavora come lavapiatti nelle cucine del noto locale Choo Choo Train e che ha rinunciato al suo sogno più grande: diventare una cantante. Oggetto del desiderio di un boss mafioso, s’innamora dell’affascinante pianista Armie, reduce della Grande Guerra, che vive recluso nella sua casa insieme al fratello e che nasconde un potere molto speciale: viaggiare all’interno dei sogni… Eva e Armie scopriranno insieme che realtà e sogno possono mischiarsi e diventare la ricetta della felicità. [sinossi]

THE GREAT BUSTER
di Peter Bogdanovich

Peter Bogdanovich, la cui scomparsa è ancora fresca e dolorosa, non si tocca. Ancor meno si osi toccare il genio di Buster Keaton. Eppure questo documentario, già proiettato alla Mostra di Venezia oltre quattro anni fa, non aggiunge davvero nulla a quello che si può sapere del grandissimo comico statunitense; gli spezzoni tratti dalle sue opere sono strepitosi, ma li si conosce praticamente tutti, e gli interventi dei colleghi intervistati (tra questi Werner Herzog e Quentin Tarantino) non svelano nessuno sguardo particolare, solo tanta doverosa ammirazione. Da lunedì 14 è in sala.

The Great Buster celebra la vita e la carriera di uno dei cineasti più prolifici e influenti di Hollywood, Buster Keaton. Il restauro magistrale delle opere d’archivio fa vivere la magia di Keaton sul grande schermo, mentre le interviste ad amici, familiari, collaboratori e a uno stuolo di artisti profondamente influenzati dalla singolarità della sua visione ritraggono approfonditamente una vita e un personaggio la cui complessità, audacia e grazia furono eguagliate dalla grandezza delle opere da lui realizzate. L’excursus compiuto da Bogdanovich all’interno degli archivi di Keaton rivela un artista visionario che, per il gusto di una risata, mise in gioco tutto in film amati come The General (1926), Steamboat Bill Jr. (1928), Sherlock Jr. (1924) e molti altri. [sinossi]

LA TIMIDEZZA DELLE CHIOME
di Valentina Bertani

Interessante questo lavoro documentario di Valentina Bertani (alle Giornate degli Autori nella sezione Notti veneziane) che con grande semplicità e complicità racconta i suoi due protagonisti, arrivando a farli percepire al pubblico ben al di sotto della scorza dell’apparenza. Un lavoro forse un po’ schematico nello sviluppo ma sincero, e che dimostra di sapersi muovere con agilità anche tra diversi formati.

Benjamin e Joshua Israel sono due gemelli omozigoti di 19 anni di origine ebraica che hanno entrambi una disabilità intellettiva ma anche una grande caparbietà e carisma. Una volta terminata la scuola, si trovano davanti a un bivio. Cosa fare? [sinossi]

Questa settimana esce anche I racconti della domenica (2022) di Giovanni Virgilio. Lunedì, insieme al documentario su Buster Keaton trovano spazio in sala Sword Art Online: Progressive – Scherzo of Deep Night (2022) di Ayako Kawano e L’ultima vetta (2022) di Chris Terrill. Buone visioni!

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