Next Sohee

Next Sohee

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Presentato al Red Sea International Film Festival 2022, Next Sohee è il secondo lungometraggio della regista sudcoreana July Jung, un film di denuncia sociale di un sistema di precariato incoraggiato finanche dalla scuola. Un’opera che funziona secondo uno shift narrativo passando da una protagonista all’altra, entrambe donne che cercano invano di farsi strada nella società.

Sohee balla da sola

Sohee è una studentessa appassionata di danza. Il suo liceo le assegna, come percorso formativo al mondo del lavoro, un posto in un call center. I suoi nuovi datori di lavoro non hanno alcun interesse per lei: l’azienda raccoglie manodopera a basso costo. A metà del film il suicidio della ragazza. La storia è ripresa dalla detective Oh Yoo-jin che sfida l’indifferenza dei suoi superiori e gli ostacoli posti dai datori di lavoro di Sohee per scoprire dove risiedano le responsabilità. [sinossi]

L’alternanza scuola-lavoro è un concetto arrivato anche alle nostre latitudini. Una possibilità di fornire a uno studente un’esperienza professionale per superare il proprio percorso formativo ed essere pronto per il mondo del lavoro? Oppure un modo per imprenditori senza scrupoli di garantirsi mano d’opera giovane a basso costo? Se poi il posto di lavoro è in un call center, internazionalmente simbolo di sfruttamento e di spregio per i diritti dei lavoratori, allora il sistema è messo a nudo in tutto il suo cinismo. È il soggetto di Next Sohee (il titolo originale è traslitterato come Da-eum So-hee), secondo lungometraggio per la regista sudcoreana July Jung, presentato nel concorso internazionale del Red Sea International Film Festival 2022, dopo l’anteprima alla Semaine de la Critique di Cannes.

Dopo A Girl at My Door, il suo primo lungometraggio, July Jung torna a indagare la condizione femminile e giovanile nella società sudcoreana, ancora con un’ambientazione rurale, lontana dalla vita metropolitana. E torna a lavorare con l’attrice Bae Doona, qui protagonista della seconda parte del film, grande interprete del cinema sudcoreano e anche giapponese, che molti ricordano come la ragazza coreana del gruppo liceale di Linda Linda Linda. Tratto da una storia reale, di cronaca, Next Sohee mette a nudo un sistema cinico e ipocrita, dove tutti si coprono e rifiutano ogni responsabilità, un sistema capitalista spinto che tarpa le ali ai giovani, che prepara già a scuola una classe lavorativa di sfruttati. Una saldatura spietata tra un sistema che si dice educativo e un mondo imprenditoriale che fa carne da macello delle persone che vogliono avviarsi al lavoro. Sohee viene assegnata a un call center come stage finale del suo percorso scolastico. Ma l’istituzione scolastica specifica subito, nel contratto di assegnazione, di declinare ogni responsabilità circa ogni eventuale problema che potrebbe insorgere in quell’ambiente di lavoro. Il clima che si respira nel call center è l’antitesi dei valori che dovrebbero fondare un sistema educativo. Si fanno corsi motivazionali ai nuovi dipendenti, pagati a provvigione, e addestrati a diventare perfetti imbonitori, alla Wanna Marchi. Si fanno le classifiche dei centralinisti più produttivi generando un’ansia competitiva. Si promettono incentivi che poi non arrivano.

Sohee è una ragazza dolce e solare, amante della danza aerobica, e delle passeggiate in natura, che finisce tritata in un meccanismo più grande di lei. Ama filmare i propri esercizi in video che rimarranno il suo testamento. Il suicidio improvviso, a metà film, è girato evitando qualsiasi punta melodrammatica. Nemmeno lo si vede: è la superficie increspata del lago, che lei guarda, a occupare l’immagine, mentre lei si toglie la vita fuori campo. L’acqua, un principio naturale che ingloba la sua esistenza. La narrazione di Next Sohee funziona con un inaspettato shift a metà film: la protagonista scompare improvvisamente per fare staffetta a un’altra protagonista. Un meccanismo come quelli di Psyco o L’avventura con un repentino cambio di rotta. La nuova protagonista è l’investigatrice Oh Yoo-jin che indaga sulla morte della ragazza cercando le responsabilità. Si trova davanti a un muro d’omertà, da un lato, dall’altro anche le istituzioni della giustizia, per cui lavora, la ostacolano in quell’inchiesta. July Jung evidenzia così i tratti in comune delle due protagoniste, realizzando due ritratti femminili, di due esistente schiacciate da un mondo maschilista e dominato dall’imperativo del profitto.

Info
Next Sohee sul sito del Red Sea.

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