Uscite in sala 19 gennaio 2023

Uscite in sala 19 gennaio 2023

L’attenzione è catalizzata dall’uscita in sala del nuovo “colossale” film di Damien Chazelle, ma c’è spazio anche per l’ottima commedia di Louis Garrel, il dramma famigliare di Ursula Meier, l’esordio alla regia di Giuseppe Battiston. Lunedì 23 poi arriva sul grande schermo Audition di Takashi Miike, che ha 24 anni ma non li dimostra, al punto che la cecità del MIC gli ha affibbiato un ridicolo divieto ai minori di 18 anni.

BABYLON
di Damien Chazelle

Damien Chazelle affronta di petto il sogno/incubo hollywoodiano, abitato da stelle e mostri e da mostri/stella. Lo fa con lo stile che gli è proprio e che non ha paura di tentare l’inosabile, pur sapendo benissimo come nell’industria di oggi non sia possibile rintracciare la libertà espressiva di alcuni decenni or sono. Un film magari imperfetto ma vivo, che trabocca talento e che non merita l’insuccesso d’oltreoceano (dove Hollywood è assai meno viva di quanto ami pensare di se stessa).

La vispa e ambiziosa Nellie LaRoy arriva a Hollywood con l’intenzione di diventare una stella del cinema. Anche il suo amico Manuel Torres, aspirante attore messicano, vuole seguire la stessa strada, ma accetta di cominciare come assistente di regia. I due giovani, entrando a contatto con lo showbiz americano, conoscono star del calibro di Jack Conrad e sono presto chiamati a destreggiarsi tra gli scandali, le droghe, gli abusi sessuali, i vizi, le denunce, gli eccessi, gli sperperi e i misteri che si verificano nell’ambiente. [sinossi]

L’INNOCENTE
di Louis Garrel

Di talento ne ha da vendere anche Louis Garrel, sia come interprete che come regista (e non lo si scopre di certo oggi). Questa sua nuova incursione dietro la camera, già vista e apprezzata a Cannes otto mesi fa non fa che testimoniare tale verità: una commedia non priva di melanconia che si muove anche nel campo del genere, il noir per l’esattezza, per descrivere una volta di più la fragilità degli esseri umani e il desiderio di sentirsi “protetti”, e innocenti.

In quel di Lione, Abel lavora come guida in un acquario e non si è ancora ripreso dalla prematura scomparsa della moglie. Anche la madre Sylvie gli dà pensiero, visto che continua a sposare detenuti in serie. L’ultimo della lista è l’ex-rapinatore Michel, il quale appena uscito di prigione apre un negozio di fiori assieme a Sylvie. Abel però è convinto che ci sia sotto qualcosa di losco. Preoccupato per la madre, si mette a pedinarlo coinvolgendo un’amica, Clémence. [sinossi]

LA LIGNE – LA LINEA INVISIBILE
di Ursula Meier

Ursula Meier è una regista sempre interessante, con uno sguardo personale e non condiscendente, un po’ come le personalità delle figure umane che porta in scena. Un’indole che si rintraccia anche in questa storia di strappi familiari, di contatti umani vietati dalla rabbia personale ma anche dalla “legge”. Un cast in forma smagliante accompagna il tumultuoso svolgersi degli eventi: ma se Valeria Bruni Tedeschi non è certo una novità, rapisce lo sguardo l’interpretazione di Stéphanie Blanchoud.

Durante un furioso litigio, la trentenne Margaret ferisce la madre Christina e viene per questo condannata a restare per tre mesi lontana dalla donna, ad almeno cento metri di distanza dalla sua abitazione. Molto legata alla sorellina Marion, Margaret accetta di tenere all’aperto le lezioni di musica per la ragazzina, restando al di qua di una linea tracciata sul terreno e impossibile da superare. [sinossi]

TRE MINUTI
di Bianca Stigter

A un anno e mezzo dall’anteprima mondiale alle Giornate degli Autori di Venezia arriva in sala lunedì prossimo con Mescalito Film (subito prima della “Giornata della Memoria” per ricordare le vittime della Shoah) questo affascinante lavoro di Bianca Stigter, che parte da tre minuti di riprese amatoriali risalenti al 1938 per tracciare il quadro di un’analisi sui volti, le epsressioni, le facce, il mondo che sarebbe stato di lì a pochissimo spazzato via dal nazismo.

Un filmato amatoriale di poco più di 3 minuti viene ritrovato da Glenn Kurtz in un armadio a casa dei suoi genitori in Florida. Risulta essere il frutto di riprese realizzate dal nonno David, un ebreo che aveva fatto fortuna negli Stati Uniti e che era tornato nel 1938 con la moglie in quella parte di Europa che aveva dato loro i natali. Il filmato, in condizioni non buone, viene mandato ad un laboratorio che riesce a restaurarlo. Ulteriori ricerche consentiranno di accertare che il luogo delle riprese è la cittadina polacca di Nasielsk con 7000 abitanti di cui 3000 ebrei. Solo un centinaio sopravvisse all’Olocausto. [sinossi]

TRIESTE È BELLA DI NOTTE
di Matteo Calore, Stefano Collizzolli, Andrea Segre

Segre, Calore, e Collizzoli raccontano ciò che accade a chi dall’oriente cerca di raggiungere l’Italia, in un confine tutto europeo – quello che divide e unisce Italia e Slovenia – appena pochi chilometri sopra una città che del meticciamento fece la sua forza primigenia, vale a dire Trieste. Un lavoro rigoroso, duro, che si muove attorno a uno dei punti cardine dell’indagine di ZaLab e che arriverà in sala a sua volta (come il già citato film di Stitger, e come Audition di Takashi Miike) lunedì 23.

In un confine interno dell’Unione Europea, quello tra Italia e Slovenia, pochi chilometri sopra Trieste, i migranti asiatici della rotta balcanica che riescono ad attraversare la frontiera rischiano di essere fermati dalle forze dell’ordine italiane e rispediti indietro fino in Bosnia, senza venire identificati e senza avere la possibilità di fare richiesta di asilo. [sinossi]

IO VIVO ALTROVE!
di Giuseppe Battiston

Giuseppe Battiston esordisce alla regia con un lavoro non privo di ambizioni, visto che cerca di ridefinire un testo di Flaubert, e col tentativo di scardinare il centralismo romano della commedia per ricondurlo in territori “periferici”. Intenti nobili per un risultato purtroppo meno convincente, soprattutto per l’incapacità di uscire da un certo bozzettismo e di scegliere, come troppo spesso capita, la via più facile. Ma si può apprezzare il tentativo.

Biasutti e Perbellini hanno lo stesso nome, Fausto, e odiano entrambi la vita nella grande città. Si conoscono per caso durante una gita per fotoamatori, diventano amici e iniziano a coltivare insieme il sogno di andare a vivere in campagna, mantenendosi con il frutto delle proprie fatiche. Quando Biasutti eredita la vecchia casa della nonna a Valvana, sulle colline del nord est, il sogno può finalmente diventare realtà: l’accoglienza in paese, però, si dimostra meno calorosa del previsto. [sinossi]

ANCHE IO
di Maria Schrader

In originale questo film, già presentato al Torino Film Festival (per restare nel campo nazionale) si intitola She Said. In Italia, preferendo chissà perché non ricorrere alla traduzione letterale, si è puntato su Anche io, per di più vagamente cacofonico, per far riferimento al cuore pulsante della narrazione, vale a dire il movimento #MeToo. Ma visto che chiunque tale movimento di opinione lo chiama all’inglese non si riesce davvero a comprendere il perché di una scelta simile. Ciò detto il film di Maria Schrader prende una posizione netta e sa a che altezza vuole posizionare lo sguardo, col tentativo di ricollegarsi a un classico del cinema di inchiesta giornalistica quale Tutti gli uomini del Presidente e ai suoi figli e nipoti – tra tutti il recente Il caso Spotlight.

Il 5 ottobre del 2017, il “New York Times” pubblica l’inchiesta di Jodi Kantor e Megan Twohey sui crimini sessuali di Harvey Weinstein. Per tre decenni il fondatore della Miramax ha abusato di attrici e assistenti, decidendo dei loro destini come un volgare aguzzino. Disposte ad andare alla fine del mondo per una testimonianza, le due giornaliste, campionesse del multitasking, ricostruiscono la strategia impiegata da Weinstein per coprire i suoi abusi. Precedendo di qualche giorno il reportage di Ronan Farrow sul “The New Yorker”, Kantor e Twohey scuotono Hollywood e cambiano il mondo. [sinossi]

AUDITION
di Takashi Miike

Ed eccolo il film che ha fatto tremare i polsi al MIC. Pur avendo alle spalle 24 anni, pur essendo stato visto e amato da migliaia di spettatori italiani (che magari ne posseggono tranquillamente copia in DVD), pur essendo stato proiettato in festival, inserito in testi critici e analitici, e via discorrendo, qualcuno a Santa Croce in Gerusalemme in Roma ha pensato bene di affibbiare al film di Takashi Miike il divieto per la visione ai minori di diciotto anni. Un’emerita follia. Nella speranza che Wanted, che meritoriamente porta in sala questa meraviglia, possa vincere la sua battaglia al ministero, voi lunedì precipitatevi nella sala più vicina che lo proietta, e godete sul grande schermo della storia di Shigeharu e Asami, e del loro “amore”. Non ve ne pentirete.

Sette anni dopo essere rimasto vedovo, il produttore televisivo Shigeharu Aoyama decide di cercare nuovamente moglie, specie dopo l’insistenza del figlio adolescente Shigeiko. Un’occasione la fornisce l’amico e collega Yoshigawa, che gli propone di indire una finta audizione per cercare nuove attrici per un film che non si realizzerà mai. Un mero pretesto per valutare un po’ di candidate come compagna ideale. Aoyama la individua nella giovane Asami, timida e riservata. Anche quando le informazioni del suo curriculum si rivelano totalmente false, Aoyama non rinuncia all’idea di frequentarla pur di conoscerla meglio. [sinossi]

Questa settimana escono anche Me contro Te – Missione giungla (2023) di Gianluca Leuzzi, Anatar (2022) di Alan Smithee, Il pittore dei due mondi (2023) di Lorenzo Borghini. Lunedì 23 poi è anche la volta del documentario Dante la Divina Commedia (2023) di Roberta Borgonovo. Buone visioni!

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