Archang3l
di Angelo Mastrolonardo, Federico Starinieri, Lorenzo Cascini, Riccardo Grilli
Attingendo a diversi immaginari e suggestioni, Archang3l, il corto di Angelo Mastrolonardo, Federico Starinieri, Riccardo Grilli e Lorenzo Cascini, è un atto d’amore verso l’animazione fantascientifica sia orientale che occidentale, ma anche una dichiarazione sull’urgenza di nuove forme di rappresentazione della fine. Saggio di diploma al CSC Piemonte – Animazione, il corto è in concorso al Molo Film Festival di Roma.
La fine e l’inizio
Sul pianeta Eden un demone scatena una tempesta che distrugge ogni forma di vita. Dodici sacerdoti riuniti in preghiera invocano l’aiuto divino, ma l’ultima speranza è riposta nel coraggio di un ex pilota detenuto da anni in carcere. [sinossi]
Nel pianeta Eden la fine è vicina. Una nube scura avanza inesorabile, portando con sé morte e distruzione. In quella nube si nasconde un essere mostruoso gigantesco, indistruttibile. Sembra la fine ma la speranza arriva dall’inaspettato. Presentato al Molo Film Festival di Roma, Archang3l dura sette minuti scarsi, ma in quei sette minuti è condensata buona parte dell’animazione orientale e occidentale, anche sperimentale e indipendente. La prima cosa che diverte e coinvolge, quindi, è la capacità degli autori (Angelo Mastrolonardo, Federico Starinieri, Riccardo Grilli e Lorenzo Cascini) di dichiarare sin da subito un amore strabordante verso quegli immaginari che li hanno plasmati. Se da un punto di vista puramente estetico, le scelte cromatiche piatte, con queste palette nette, quasi senza ombre, Archang3l ricorda la prima animazione di Yuasa Masaaki, o certe scelte visive di Bill PLympton, il character design richiama alla mente Il pianeta selvaggio di René Laloux che proprio nel 2023 compie cinquant’anni.
È da questo agglomerato pulsante di amore per forme di cinema e di racconto animato altre che si dipana questo cortometraggio, il cui senso, però, non si limita al citazionismo ma prova a raccontare, nei pochi minuti a disposizione, il senso circolare della vita, ma anche il significato di distruzione e creazione, di come questi due elementi apparentemente distanti fra loro siano inestricabilmente legati e, anzi, reciprocamente funzionali. Il senso di fine ha sfumature sì disperate e apocalittiche, che stimolano ricordi storici distanti e vicini. Madre e figlio rimangono folgorati da un’esplosione, trasformandosi in statue, come a sancire il proprio dolore in un’eco eterna. Ma in quel gesto, in quel tendere la mano, in quell’urlo, e in quella cristallizzazione, si cela lo stesso dolore della sequenza terribile e drammatica di Gen di Hiroshima.
Gli autori, però, non appesantiscono la narrazione con dietrologie storiografiche, piuttosto attraversano il nucleo tematico con schegge di cinema affine e necessario: il gigante che avanza e che, come un demone assoluto, fuoriesce dalla nube maligna ricorda i giganti di Nausicaä della Valle del vento di Miyazaki, mentre l’angelo salvifico che appare nel finale, ricorda gli esseri di Neon Genesis Evangelion.
Archang3l, insomma, sembra suggerirci, sotto una coltre di rimandi e citazioni, al di là dell’impianto chiaramente citazionista in cui il fantasy si intreccia con la fantascienza, che la fine non è mai tale e che, semmai, nasconde in sé un nuovo inizio. Così come i flussi, i corsi e i ricorsi storici sembrano dimostrare che non c’è evoluzione senza sofferenza.
La pagina dedicata al Molo Film Festival sul sito del Caffè Letterario di Roma.
- Genere: animazione, drammatico, fantasy
- Titolo originale: Archang3l
- Paese/Anno: Italia | 2023
- Regia: Angelo Mastrolonardo, Federico Starinieri, Lorenzo Cascini, Riccardo Grilli
- Sceneggiatura: Angelo Mastrolonardo
- Colonna sonora: Amos Cappuccio, Federico Chiari
- Produzione: CSC Piemonte - Animazione
- Durata: 8'



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