En rang par deux. Incontro con Aliou e Afif

En rang par deux. Incontro con Aliou e Afif

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Animazione 2D, riprese real action, rotoscopio, En rang par deux. Incontro con Aliou e Afif, cortometraggio di diploma al CSC Piemonte – Animazione, firmato da Elisabetta Bosco, Margherita Giusti e Viola Mancini, mescola generi e tecniche di animazione per dar vita a una jam session audiovisiva e multiculturale. In concorso al Molo Film Festival di Roma.

Armonie di strada

Afif, di origine tunisina, e Aliou, di origine senegalese, sono due musicisti di strada uniti dall’amicizia e dal piacere di suonare, improvvisando insieme, in una piazza di Roma. [sinossi]

Da tempo immemore si auspica, e non solo su queste pagine, che il nostro cinema di animazione si apra anche a un target adulto, come d’altronde avviene nel resto d’Europa. A infondere nuove speranze in tale direzione, come è giusto che sia, sono ora le nuove generazioni di animatori, pronte a rielaborare e intrecciare generi, tecniche e stili, sprigionando al contempo senza remore la loro creatività. È quanto traspare dalla visione di En rang par deux. Incontro con Aliou e Afif, cortometraggio di diploma al CSC Piemonte – Animazione firmato a sei mani da Elisabetta Bosco, Margherita Giusti e Viola Mancini.
Presentato in competizione al Molo Film Festival 2023 di Roma, dopo un nutrito bouquet di premi e selezioni in festival nazionali e internazionali (tra cui si annoverano il Bergamo Film Meeting e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro), il lavoro delle tre giovani autrici mescola animazione e documentario, pratica già piuttosto diffusa nel cinema europeo contemporaneo, come dimostrano i recenti successi di lungometraggi come il candidato all’Oscar Flee del danese Jonas Poher Rasmussen, sulle vicende reali di un profugo afghano (co-prodotto anche dalla nostrana I Wonders Pictures), Ancora un giorno di Damian Nenow e Raúl de la Fuente, sullo scrittore e reporter polacco Ryszard Kapuscinski, ma anche La strada dei Samouni di Stefano Savona (e con i disegni di Simone Massi), dedicato alle tragiche vicende di una famiglia palestinese sterminata dall’esercito israeliano.

Protagonisti di En rang par deux. Incontro con Aliou e Afif sono due giovani musicisti di stanza a Roma provenienti da differenti nazionalità, ma animati dal medesimo desiderio di suonare insieme. Afif è tunisino, studia ingegneria e suona la chitarra, la musica è stata il suo principale strumento di comunicazione, il suo “esperanto”, da quando è arrivato nel nostro paese, mentre Aliou viene dal Senegal e la sua voce potente si sprigiona come quella di un bluesman, quando è accompagnata dalle corde energiche e melanconiche di Afif. La piazza è il loro palcoscenico, e ne sentiamo il suono, mescolato ai lacerti di una breve intervista in cui i due raccontano del loro arrivo in Italia, del loro legame, di un sodalizio artistico sempre pronto ad aprirsi a nuove sonorità e altrettante amicizie con colleghi di varie provenienze e tradizioni musicali, stanziali o di passaggio.
Il melting pot come jam session audiovisiva, è questa l’idea al centro delle animazioni orchestrate da Elisabetta Bosco, Margherita Giusti e Viola Mancini, che ora sposano l’astrazione di un disegno animato geometrico che si dipana sullo schermo seguendo il ritmo delle note dei due artisti di strada (e che pare discendere dagli esperimenti d’avanguardia dei Rythmus di Hans Richter e degli Opus di Walter Ruttmann), ora raffigura con tratto essenziale le loro fattezze, aggiungendovi, nei primi piani, come in un collage, i ritagli degli occhi e della bocca. Per la suggestiva parte finale poi, dove riecheggia vagamente lo stile dell’animatore Gianluigi Toccafondo, En rang par deux fa abile utilizzo di immagini di repertorio dedicate all’immigrazione, ridisegnandone alcuni contorni con la tecnica del rotoscopio. Alla realtà dei volti e dei corpi dei due protagonisti è poi affidata, coerentemente, la chiusura del film.

Visivamente seducente, “vero” come una chiacchierata in piazza con i due protagonisti, En rang par deux. Incontro con Aliou e Afif ci trascina, senza retorica e con ampio sfoggio di creatività, al fianco di due protagonisti delle nostre piazze, invitandoci a soffermarci per ascoltarne i suoni e le voci, e al tempo stesso ci fa ben sperare sulle sorti future del nostro cinema di animazione.

La pagina dedicata al Molo Film Festival sul sito del Caffè Letterario di Roma.

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