Trieste Film Festival 2024 – Presentazione

Trieste Film Festival 2024 – Presentazione

È stato presentato alla stampa il programma del Trieste Film Festival 2024, trentacinquesima edizione della kermesse giuliana dedicata al cinema dell’Europa centro-orientale. Tre sezioni competitive e ben due film d’apertura, Do Not Expect Too Much of the End of the World di Radu Jude e Green Border di Agnieszka Holland.

Il Trieste Film Festival 2024, che segna la trentacinquesima edizione per la kermesse giuliana nata a ridosso del crollo del Muro di Berlino e impegnata proprio nel gettare lo sguardo oltre quella che fu la cortina che divideva l’Europa occidentale da quella nell’area di influenza sovietica, ha presentato il suo programma complessivo alla stampa. Alcune anticipazioni c’erano ovviamente state, a partire dal tradizionale spazio Wild Roses – riservato alle cineaste di un Paese dell’Europa centro-orientale – dedicato alle autrici tedesche, e per continuare con l’annuncio della presenza di ben due film d’apertura, Do Not Expect Too Much of the End of the World di Radu Jude e Green Border di Agnieszka Holland: il primo, già visto e premiato all’ultimo Festival di Locarno, aprirà ufficialmente le danze il 19 gennaio – il festival poi proseguirà fino al 27 -, mentre il film della grande regista polacca a sua volta già in palmarès ma a Venezia è in programma il 23. Due aperture, a dimostrazione della volontà del festival diretto da Nicoletta Romeo non solo di non accomodarsi nella prassi ma anche e soprattutto di sottolineare uno sguardo politico (nella forma quanto nella sostanza, se si pensa alle due opere scelte) che si sposa a una ricerca cinematografica inesausta. E allo stesso tempo anche due anteprime per titoli che nel corso dell’anno troveranno spazio nella distribuzione canonica, l’uno grazie a I Wonder Pictures e l’altro per la sinergia tra Movies Inspired e Circuito Cinema. Anche il film di chiusura del festival, La zona d’interesse di Jonathan Glazer (stavolta il premio è stato assegnato dal Festival di Cannes), troverà poi spazio in sala con I Wonder Pictures.

Saranno 7 i lungometraggi in concorso: Blackbird Blackbird Blackberry della georgiana Elene Naveriani (che a Trieste presentò già il precedente Wet Sand), il serbo Lost Country di Vladimir Perišić, Hotel Pula di Andrej Korovljev – ambientato nella croata Pola, città natale del regista -, Without Air della rumena di minoranza ungherese Katalin Moldovai, come anche rumeno è Tudor Giurgiu che presenta Freedom. Sloveno è Janez Burger, che ha diretto il thriller paranormale Observing, mentre ucraina è Maryna Vroda, autrice di Stepne, a sua volta già presentato a Locarno. Nel fuori concorso almeno tre pezzi da novanta: MMXX di Cristi Puiu, Explanation for Everything di Gábor Reisz, e Blaga’s Lessons di Stefan Komandarev. Oltre al concorso internazionale dedicato ai lungometraggi, il Trieste Film Festival 2024 ospita altre due sezioni competitive, incentrate sulle opere documentarie (per la curatela di Giuseppe Gariazzo e Rada Šešić) e ai cortometraggi, in una selezione orchestrata da Tiziana Ciancetta e Pepi Gioffrè. Spazio anche al cinema italiano indipendente per il Premio Corso Salani, curato sempre da Gariazzo insieme a Grazia Paganelli: gli spettatori troveranno qui cinque titoli italiani ancora inediti – ma alcuni in procinto di distribuzione -, per l’esattezza Anna di Marco Amenta, Lala di Ludovica Fales, La solitudine è questa di Andrea Adriatico, Tempo d’attesa di Claudia Brignone, e L’albume d’oro di Samira Guadagnuolo e Tiziano Doria.

Anche quest’anno si rinnova la collaborazione tra il Trieste Film Festival e il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), che ancora una volta ha scelto il palcoscenico del Politeama Rossetti per premiare, all’inizio del nuovo anno, i migliori titoli usciti nelle sale nell’anno appena trascorso. Due i riconoscimenti, al “miglior film italiano” e al “miglior film internazionale”: tra gli italiani, a “imporsi” come il più votato nel referendum promosso dal Sindacato tra tutti i propri soci è stato Rapito di Marco Bellocchio (già premiato nel 2020 per Il traditore), mentre il miglior film in assoluto fra quelli distribuiti in sala in Italia nel corso del 2023 è risultato Pacifiction di Albert Serra. Tre le molteplici iniziative che arricchiranno il programma del Trieste Film Festival 2024 movimentando la vita degli spettatori e degli addetti ai lavori (tra queste senza dubbio merita un capitolo a parte When East Meets West, che insieme alla direzione del festival cura anche lo spazio di selezione This is IT focalizzato sulle produzioni che in forma maggioritaria o minoritaria siano state gestite da società italiane), si cita il curioso “speed date culturale” organizzato da Artifragili: un’occasione per conoscere qualcuno partecipando a una proiezione del festival, mettendo in relazione anime solinghe e cinefile della città.

Info
Il sito ufficiale del Trieste Film Festival 2024.

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