Between Revolutions

Between Revolutions

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Presentato al concorso documentari del Trieste Film Festival 2024, Between Revolutions di Vlad Petri è un lavoro di puro found footage raccontato in voce off da personaggi romanzati, per mettere in parallelo due rivoluzioni chiave del Novecento, quella iraniana del 1979 e quella rumena di dieci anni dopo. Le rivoluzioni nella storia seguono analoghe dinamiche, partono con ideali e speranze per poi finire come un semplice cambio di potere.

Non un pranzo di gala

Nella Bucarest degli anni Settanta, Zahra e Maria stringono una profonda amicizia durante gli anni dell’università. Quando in Iran scoppia la rivoluzione, Zahra è costretta a tornare a casa. Nei dieci anni successivi le due amiche restano in contatto scambiandosi delle lettere nelle quali descrivono i loro sforzi per far sentire la propria voce in quanto donne, in un momento in cui i rispettivi paesi si muovono in direzioni opposte. [sinossi]

Si trovava in Iran Nicolae Ceaușescu, in visita ufficiale, quando in Romania iniziarono i moti e gli scioperi che, nel giro di pochi giorni dal suo rientro, portarono alla sua destituzione e alla sua esecuzione. I legami tra i due paesi erano antichi, risalenti da fine Ottocento, e si perpetuavano anche tra i diversi regimi attraverso i quali i due paesi passavano. La Romania di Ceaușescu è stata tra i primi paesi a riconoscere la nuova amministrazione iraniana, succeduta a quella dello scià, dopo la rivoluzione del 1979. Al contempo la repubblica islamica fu tra le prime ad accettare il nuovo corso rumeno dopo la rivoluzione di dieci anni successiva, in cui fu spodestato il conducător che pure aveva ricevuto con tutti gli onori solo pochi giorni prima. Una connessione tra i due paesi e tra le due rivoluzioni, avvenute a dieci anni di distanza, è il soggetto di Between Revolutions (il titolo originale è Intre revolutii) del rumeno Vlad Petri presentato al concorso documentari del Trieste Film Festival 2024, dopo l’anteprima al Forum della Berlinale e il passaggio a una serie di festival come Thessaloniki, CPH:DOX, Sarajevo. Proprio sulla base di quelle buone relazioni di cui sopra, le università rumene ospitavano molti studenti dall’Iran negli anni Settanta. Il film è narrato da due amiche, la rumena Maria e l’iraniana Zahra, conosciutesi frequentando i corsi di medicina nell’ateneo di Bucarest. Le due donne sono rimaste in contatto anche dopo il ritorno della seconda al paese natio e hanno proseguito una corrispondenza epistolare pur senza mai più reincontrarsi. E si sono raccontate le reciproche esperienze nelle rivoluzioni che hanno attraversato i rispettivi paesi, quella iraniana del 1979, che ha spodestato lo scià per portare al potere la repubblica islamica, e quella rumena del 1989 che ha scalzato Ceaușescu lasciando spazio al capitalismo selvaggio.

In verità Maria e Zahra sono personaggi finzionali, cosa che farebbe storcere il naso ai puristi del documentario classico. Le loro lettere sono state costruite basandosi su molti personaggi reali, su documenti e poesie trovati negli archivi dei servizi segreti. La loro corrispondenza rappresenta un’intelaiatura narrativa alla base degli straordinari filmati di repertorio di entrambe le rivoluzioni. Between Revolutions è composto esclusivamente di filmati d’archivio con la voce off delle due protagoniste. Ci sono elementi figurativi in comune tra le due rivoluzioni, come le bandiere americane, bruciate in Iran e ostentate in Romania. I tratti ricorrenti tra le due rivoluzioni sono tanti e potrebbero essere estesi pressoché a tutte le rivoluzioni della Storia. Le dinamiche delle rivoluzioni sono sempre più o meno le stesse, qualsiasi sia la loro matrice ideologica e quella del potere che intendono rovesciare. Si comincia con l’entusiasmo, l’idealismo, la speranza. Si prosegue con le insurrezioni, i bagni di sangue e, quando hanno successo, si rovescia il satrapo generando così un vuoto di potere pronto a essere riempito da un altro potere, che si rivela non necessariamente migliore del precedente. Lo scià di Persia al soldo degli americani, che governava con l’ausilio della temibile polizia segreta, la SAVAK, ha lasciato il posto alla teocrazia sciita; il conducător, che controllava ogni aspetto della vita dei suoi cittadini attraverso l’altrettanto spietata Securitate, è stato rimpiazzato da un sistema capitalistico sregolato, nel film simboleggiato dalle immagini delle scintillanti auto di lusso o della Coca Cola.

A parte un’immagine con Ceaușescu e una con Khomeynī, Vlad Petri non mostra i leader, i capi, bensì le masse, in ossequio a un concetto popolare della Storia, se non attraverso i loro ritratti, diffusi per alimentare il culto della loro personalità. Nemmeno sono riproposte le celebri sequenze del processo e dell’esecuzione dei coniugi Ceaușescu. La scelta di far narrare due donne significa poi adottare un punto di vista femminile, molto forte per esempio nella parte delle proteste delle donne iraniane contro l’obbligo del velo che veniva decretato dal nuovo regime dopo la rivoluzione. Le lotte per la libertà delle storia sono come lotte contro il patriarcato rappresentato dagli autocrati da spodestare.

Info
Between Revolutions sul sito di Trieste 2024.

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