Uscite in sala 09 maggio 2024

Uscite in sala 09 maggio 2024

Settimana dominata al botteghino dalle scimmie eredi di Cesare, ma il cui titolo più interessante resta il mélo culinario ordito da Trần Anh Hùng; con lui l’interessante dramma “materno” di Iris Kaltenbäck, l’esordio di Filippo Barbagallo, e il lavoro firmato a quattro mani da Cristiano Bortone e Daniela Porto. Lunedì 13 tornano in sala l’opera seconda di Mathieu Kassovitz e la stop-motion di Tim Burton e Mike Johnson.

IL GUSTO DELLE COSE
di Trần Anh Hùng

A ventiquattro anni di distanza dal galeotto I figli del secolo Juliette Binoche e Benoît Magimel tornano a recitare insieme (sul set del film di Diane Kurys scoppiò la passione che si spense dopo alcuni anni) e lo fanno nel raffinato lavoro di Trần Anh Hùng, vietnamita di nascita ma francese per formazione e vita adulta, che firma una storia d’amore che ruota attorno alla cucina gourmet, all’elaborazione e ricreazione di piatti, e dunque alla ricerca eterna di una scintilla di vita. Troverà adepti.

Francia, 1885. Eugénie, cuoca eccezionale, lavora da 20 anni per il famoso gastronomo Dodin Bouffant. Col tempo, dal rapporto professionale e la reciproca ammirazione nasce un sentimento. Tuttavia, Eugénie è insicura se legarsi a Dodin, così quest’ultimo decide di fare qualcosa che non aveva mai fatto prima: cucinare per lei. [sinossi]

IL REGNO DEL PIANETA DELLE SCIMMIE
di Wes Ball

Il pacifismo la fa da padrone nel nuovo capitolo dell’oramai ultra-cinquantennale saga scimmiesca; Wes Ball si impegna, le intenzioni sono in gran parte lodevoli, lo sforzo produttivo è indubbio. C’è sempre qualcosa che non torna in questo mainstream contemporaneo, sarà per l’eccessiva freddezza, sarà per un digitale che troppo di sovente non si fa forma. Piacerà, forse più di quanto davvero meriti.

Questo nuovo film è ambientato diverse generazioni dopo il regno di Cesare, in cui le scimmie sono la specie dominante che vive in armonia e gli umani sono costretti a vivere nell’ombra. Mentre un nuovo tirannico leader delle scimmie costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende uno straziante viaggio che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che conosceva sul passato e a fare scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani. [sinossi]

LE RAVISSEMENT
di Iris Kaltenbäck

Iris Kaltenbäck ha il coraggio di mettere in scena una protagonista dissociata, con la quale è pressoché impossibile identificarsi in modo assoluto, ma le cui debolezze parlano in maniera aperta allo spettatore. Bravissima la trentasettenne Hafsia Herzi, senza dubbio l’elemento centrale del film.

Lydia è un’ostetrica impegnata, che ama il suo lavoro e vi si dedica con grande passione. La donna purtroppo, però, perde il controllo della sua vita, quando subisce una delusione amorosa, a seguito di una rottura. [sinossi]

TROPPO AZZURRO
di Filippo Barbagallo

Debutta al lungometraggio (interpretando il ruolo del protagonista) Filippo Barbagallo, figlio d’arte che guarda al cinema dell’ex sodale del padre Nanni Moretti e di Gianni Di Gregorio, che qui presta la sua consulenza artistica. Un lavoro piccolo piccolo, minuto e grazioso, che non lascerà con ogni probabilità troppa traccia di sé ma si guarda con piacere, nonostante qualche semplicismo di troppo.

Dario, 25 anni, è aggrappato al suo equilibrio da adolescente: vive ancora a casa con i suoi e ha lo stesso gruppo di amici dal liceo. Quando nel torrido agosto romano inizia a frequentarsi prima con Caterina, una ragazza conosciuta per caso, e poi con Lara, la ragazza “irraggiungibile” che ha sempre amato, dovrà scegliere se restare nella sua comfort zone o lasciarsi finalmente andare. [sinossi]

IL MIO POSTO È QUI
di Cristiano Bortone, Daniela Porto

Per quanto non manchino retorica e un po’ di scelte fin troppo semplici viene da parteggiare per l’opera a quattro mani di Bortone e Porto (lei è anche l’autrice del romanzo alla base del racconto per immagini), che sogna un’emancipazione storica, femminile e di genere – e ovviamente – nel sud Italia a ridosso della fine della Seconda guerra mondiale. Brava Ludovica Martino, riottosa e fiera protagonista.

La seconda guerra mondiale è finita ma in un piccolo paese della Calabria nulla sembra essere cambiato se non sul piano politico. Marta, che ha avuto un bambino da un ragazzo morto successivamente in guerra, dovrebbe sposare un vedovo che non ama. Lorenzo è il sacrestano del parroco il quale, pur consapevole della sua omosessualità, si avvale della sua professionalità. I pregiudizi però non mancano sia ne i confronti dell’uno che dell’altra che, per di più, cerca una strada nel mondo del lavoro. [sinossi]

LA PROFEZIA DEL MALE
di Spenser Cohen, Anna Halberg

Qualche morte in scena, un po’ di jumpscare, una serata tra amici in cui (perché no?) si evocano demoni di varia foggia e dimensione. Nulla di nuovo sotto il sole, molto di prevedibile, di già visto, di poco interessante e ancor meno spaventoso. Forse adatto a periodi estivi, in cui si esce a far bisboccia senza alcuna pretesa di logicità in ciò che si va a vedere. Francamente esausto.

Mai usare le carte di qualcun altro: questa la regola sacra nella lettura dei Tarocchi. Quando un gruppo di amici la infrange scatena inconsapevolmente una terribile minaccia imprigionata nelle carte maledette. Uno dopo l’altro, i protagonisti dovranno affrontare il loro destino in una sfida contro la morte per sfuggire al futuro predetto nella profezia dei Tarocchi. [sinossi]

LA SPOSA CADAVERE
di Tim Burton, Mike Johnson

Straordinario esempio del genio di Tim Burton – che come si sa con l’animazione ama dilettarsi – questo gioiello torna in sala a poco meno di vent’anni dalla sua prima proiezione, nel settembre 2005 in quel di Venezia. Un lavoro magnifico, stratificato, di grande divertimento, che mostra una brillantezza realizzativa che il cineasta sembra in gran parte aver smarrito nel lavorare con attori in carne e ossa.

Victor sposerà Victoria alla cieca, lui figlio di borghesi arricchiti, lei di nobili decaduti. Alle prove per il matrimonio Victor palesa tutta la sua goffaggine ma Victoria si innamora lo stesso di lui, ricambiata. Il giovane si rifugia nel bosco per esercitarsi con la formula di matrimonio, e preso dall’enfasi infila l’anello in un ramo che spunta dal terreno. Il ramo è in realtà il dito di Emily, la sposa cadavere, che reclama ora Victor come suo legittimo marito. A Victoria, intanto, i genitori hanno già trovato un nuovo sposo, il misterioso Lord Barkis. [sinossi]

L’ODIO
di Mathieu Kassovitz

“Fino a qui tutto bene”. Ma il problema, si sa, non è la caduta… Torna in sala lunedì 13 anche lo straordinario film che rese celeberrimo a livello europeo il nome di Mathieu Kassovitz; ancora oggi, quasi trent’anni dopo la sua realizzazione, un pugno nello stomaco violentissimo, e di straripante potenza espressiva. Imperdibile sul grande schermo (e bravissima come sempre Cat People).

Ventiquattro ore nella vita di Vinz, Hubert e Saïd, tre amici della banlieue parigina all’indomani degli scontri tra forze dell’ordine e civili dopo i quali un ragazzo del quartiere, Abdel, si ritrova in fin di vita a causa dei soprusi violenti della polizia. I tre, carichi di rabbia e con una pistola tra le mani, meditano su come avere giustizia. [sinossi]

Questa settimana escono anche Nessun posto al mondo (2023) di Vanina Lappa, Il segreto di Liberato (2024) di Francesco Lettieri e Giorgio Testi, Accattaroma (2023) di Daniele Costantini, Fantastic Machine (2023) di Axel Danielson e Maximilien Van Aertryck, Mothers’ Instinct (2024) di Benoît Delhomme. Lunedì 13 vengono distribuiti Copa 71 (2023) di James Erskine e Rachel Ramsay, e Samad (2023) di Marco Santarelli. Buone visioni!

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