Walking in the Movies

Walking in the Movies

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Presentato nella sezione Cannes Classics di Cannes 2024, subito dopo l’interessante Elizabeth Taylor: The Lost Tapes di Nanette Burstein, Walking in the Movies si focalizza non su un attore, un regista o un produttore, ma ci racconta la singolare parabola dell’arzillo Kim Dong-ho all’interno dell’industria cinematografica sudcoreana. Un omaggio però davvero poco riuscito, zeppo di teste parlanti, dispersivo, ridondante e dalla confezione più che deludente.

Tiger Club

Ritratto di uno degli personaggi chiave dell’industria cinematografica sudoreana: Kim Dong-ho, fondatore del Busan International Film Festival. Questo documentario descrive il suo impegno e la sua creatività al servizio del cinema, e si chiede: come può un alto funzionario pubblico innamorarsi del cinema? [sinossi – festival-cannes.com]

Uno dei passaggi più interessanti di Walking in the Movies vede – ovviamente – protagonista l’inarrestabile direttore del Festival di Cannes Thierry Frémaux, amico di Kim Dong-ho e assiduo frequentatore del Busan International Film Festival. È lui a svelare l’esistenza del goliardico Tiger Club, ovvero un gruppetto di accreditati di lungo corso a Busan, compreso il fondatore Kim, che ogni anno si organizzano per una rimpatriata a cena e un lunghissimo dopocena tra karaoke e impegnative bevute. Nel Club, tra gli altri, c’è anche Hou Hsiao-hsien. Insomma, nomi fuori dal comune, come i vari Im Kwon-taek, Lee Chang-dong e Hirokazu Kore-eda, che fanno capolino nel documentario tra aneddoti e parole al miele.

È un po’ così Walking in the Movies, documentario celebrativo girato tra amici, con materiale d’archivio e interviste alla bell’e meglio che affastellano altri volti dell’olimpo cinematografico (si veda, ad esempio, la sequenza del ballo in strada con Kim e Juliette Binoche), dall’ex-direttore della Berlinale a produttori, attori, registi e via discorrendo. Un omaggio lungo, reiterato, rimarcato a ogni sequenza. Un omaggio che parte male, con una ripresa aerea con un drone balbettante, cifra stilistica di un documentario che non bada alla confezione, alla narrazione, ai contenuti. Perché, tra l’altro, alcuni spunti via via ci sarebbero, ma restano lì, appesi, abbandonati in mezzo a un deserto. Ad esempio, la questione della censura, dal finale de La moglie del soldato ai classici di Ėjzenštejn (che arrivano solo dopo la caduta del muro di Berlino), passando per i jidaigeki, genere che esaltava fin troppo i vicini del Sol Levante – e sorvolando agilmente sulla carriera dirigenziale di Kim prima del tracollo della dittatura. Accenni che non approfondiscono mai, come fossimo in uno stiracchiato contenuto extra di un dvd. Sì, dvd, non blu-ray.

A mancare è il cinema sudcoreano tanto evocato, ma persino lo stesso Festival di Busan, centro nevralgico della new wave sudcoreana, nato grazie agli agganci politici ed economici di Kim – che di cinema, prima, sapeva poco o niente. Qualche titolo, qualche immagine, brevi sequenze, ma il cuore pulsante di Walking in the Movies restano le passeggiate di Kim Dong-ho, i saluti, i grandi complimenti, le dimostrazioni d’affetto. La regista e sceneggiatrice Kim Lyang si incolla al suo soggetto, dando per scontato che questa dimensione amichevole e ossequiosa, che divora tempo e spazio per tutto il resto, possa davvero interessare il mondo esterno.
Raffazzonato nel montaggio, quasi amatoriale nel complesso, Walking in the Movies è un documentario ombelicale, ripiegato su se stesso, nato per coprire la tratta Busan-Cannes e ritorno. Certo, si coglie l’importanza della Francia nell’ascesa di Busan, come si colgono facilmente i meccanismi che hanno portato da anni sulla Croisette alcuni dei migliori film sudcoreani, ma non lo definiremmo un gran merito. Kim Lyang annulla quella distanza necessaria dall’oggetto\soggetto che vorrebbe raccontare, immergendosi totalmente in un lungo video di ringraziamento, sicuramente utile per una cerimonia ma non per il cinema e per una sezione come Cannes Classics. Ma, si sa, i festival purtroppo sono anche questo…

Info
La scheda di Walking in the Movies sul sito del Festival di Cannes.

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