Bridget Jones – Un amore di ragazzo
di Michael Morris
Con Bridget Jones – Un amore di ragazzo tornano per la quarta volta sullo schermo le disavventure della producer televisiva più famosa di Londra; peccato che tutto appaia sempre più sbiadito, zuccheroso, e che Michael Morris si dimostri qui regista dozzinale, e in tutto e per tutto televisivo.
I gufi non sono quello che sembrano
Quattro anni dopo la morte del marito Mark Darcy, Bridget Jones continua a destreggiarsi tra il lavoro, i due figli e lo storico ex Daniel Cleaver. Quando le amiche la incoraggiano a trovarsi un nuovo amore, a Bridget si presentano due possibili candidati: il signor Wallaker, l’insegnante dei figli, e il giovane e aitante Roxster. [sinossi]
Non ha proprio pace la povera producer televisiva Bridget Jones, che dopo essere riuscita finalmente a coronare il sogno sentimentale della sua vita, vale a dire impalmare il sempre amato Mark Darcy, se l’è visto portare via prematuramente durante una missione umanitaria in Sudan. Eccola dunque di nuovo sola soletta, con in più due figli da crescere, alle prese con la vita da single e con languide frustrazioni: quale occasione migliore di questa per far riapparire nuovamente sul grande schermo il personaggio nato oramai trent’anni fa sulle colonne dell’Independent per mano di Helen Fielding? Il film, quarta avventura cinematografica per Jones dopo Il diario di Bridget Jones, Che pasticcio, Bridget Jones! e Bridget Jones’s Baby, prende spunto proprio da uno dei libri di Fielding, pubblicato nel 2013 e costruito attorno a un nuovo possibile trauma, quello della vedovanza – che è però, suggeriva la scrittrice, ben più originale e romantico rispetto alla condizione di divorziata. Per la regia, dopo Sharon Maguire (che aveva diretto il primo e il terzo episodio) e Beeban Kidron (al lavoro sul secondo capitolo della saga), si opta per la prima volta per una mano maschile, quella di Michael Morris: si tratta di un mero dato statistico, visto e considerato che da un punto di vista stilistico questo Bridget Jones – Un amore di ragazzo appare anodino, privo di personalità, dimentico anche della benché minima stilla di reale sarcasmo. Anno dopo anno, decennio dopo decennio, l’epopea di Bridget Jones si è fatta sempre più standardizzata, conservatrice, quasi reazionaria nonostante le trame continuino a interrogarsi sulle mutazioni all’interno dello spettro relazionale umano. In questo caso si punta lo sguardo in direzione dei cosiddetti “toy boy”, per via dell’infatuazione della protagonista nei confronti del bel giovinotto Roxster – un Leo Woodall con l’occhio inespressivo perfetto per il ruolo –, ma allo stesso tempo si ragiona anche sui rapporti interrazziali, con la donna che sempre al centro di un ipotetico triangolo si ritrova a flirtare anche con Scott Wallaker, l’insegnante afrodiscendente dei suoi pargoli.
Se la carne al fuoco non appare di suo fin da subito appetitosa, ogni speranza di assistere a una commedia magari prevedibile ma scoppiettante naufraga fin dalle prime sequenze, sia per la regia di Morris, che viene dall’esperienza televisiva e non ne fa mistero – con tutto ciò che può comportare a livello di messa in scena –, sia per una scrittura sciatta, priva di spessore ma anche del tutto distante da qualsivoglia idea di reale divertimento. Un po’ come la protagonista alle prese con il profondo dolore per la perdita del proprio compagno di vita, anche Bridget Jones – Un amore di ragazzo assume i contorni dell’opera appassita, sbiadita, quasi informe. Dopotutto si procede per inerzia, quasi che lo storico del personaggio bastasse da solo a reggere un intero film; non riesce nella perigliosa impresa nemmeno Renée Zellweger, ridotta oramai a un coacervo di mossettine, espressioni facciali, sorrisini sommessi e imbarazzati, e null’altro. Priva della scissione su cui si basavano tutti i film precedenti, e della lotta intestina tra Colin Firth e gli altri maschi in competizione per la conquista della signorina Jones, la narrazione evidenzia tutte le sue mediocrità, e in realtà l’incapacità quasi congenita di riuscire là dove arrivava al punto Fielding con la sua scrittura: la mordacità verso la femminilità borghese. Anzi, lo script a sei mani della stessa autrice insieme a Dan Mazer e Abi Morgan non rappresenta altro che l’accettazione definitiva di ogni dogma borghese, senza neanche più l’alzata di un sopracciglio. Morris imperversa invece con i cliché registici più usurati, a partire dal ralenti “sentimentale”, appesantendo in modo ulteriore un’impostazione retriva già in partenza. Tra un gufo che simbolicamente spicca il volo liberando la protagonista ed equivoci imbarazzanti con il buon insegnante, Bridget Jones – Un amore di ragazzo si muove verso la fine, con la vaga speranza che stavolta i titoli di coda siano anche la chiosa definitiva sulla vita di questa londinese oramai cinquantacinquenne.
Info
Il trailer di Bridget Jones – Un amore di ragazzo.
- Genere: commedia, sentimentale
- Titolo originale: Bridget Jones: Mad About the Boy
- Paese/Anno: Francia, GB, USA | 2025
- Regia: Michael Morris
- Sceneggiatura: Abi Morgan, Dan Mazer, Helen Fielding
- Fotografia: Suzie Lavelle
- Montaggio: Mark Day
- Interpreti: Alessandro Bedetti, Casper Knopf, Celia Imrie, Chiwetel Ejiofor, Colin Firth, Dan Heard, Emma Thompson, Gamal Fahnbulleh, Gemma Jones, Gillian Joseph, Hugh Grant, Ian Midlane, Isla Fisher, James Callis, Jim Broadbent, Josette Simon, Leila Farzad, Leo Woodall, Maryam Moshiri, Mila Jankovic, Nico Parker, Renée Zellweger, Sally Phillips, Sarah Solemani
- Colonna sonora: Dustin O'Halloran
- Produzione: Miramax, StudioCanal, Working Title Films
- Distribuzione: Universal Pictures
- Durata: 125'
- Data di uscita: 27/02/2025


