La mort n’existe pas
di Félix Dufour-Laperrière
Dopo Transatlantique, Ville Neuve e Archipel, l’animatore canadese Félix Dufour-Laperrière approda alla Quinzaine di Cannes 2025 con La mort n’existe pas, confermandosi autore singolare, sperimentale e dai densi contenuti. Percorso da continue metamorfosi estetiche e narrative, rielaborando liberamente una fase alquanto complicata della storia canadese contemporanea, il film riflette su ribellione e violenza, su vita e morte, sulle scelte personali e politiche.
In azione, inazione, animazione
Dopo un fallito attacco ai danni di ricchi proprietari terrieri, Hélène abbandona i suoi compagni e fugge nella foresta. Manon, sua amica e complice durante l’attacco, torna a perseguitarla. Insieme, rivisitano l’impossibile scelta tra violenza e inazione, in un mondo in piena metamorfosi… [sinossi]
Sarà difficile, probabilmente impossibile, vedere i film di Félix Dufour-Laperrière nelle sale del Bel Paese. Transatlantique (2014), Ville Neuve (2018) e Archipel (2021) e adesso La mort n’existe pas, presentato alla Quinzaine di Cannes 2025, sono infatti pellicole contro natura: animazione per adulti, visivamente e narrativamente poco accomodante. Magari in qualche ispirata retrospettiva. Bisognerà avere pazienza, speriamo non troppa. Peccato, perché l’animatore canadese si conferma autore singolare, sperimentale e dai densi contenuti – qui prende spunto dalle tensioni degli anni di piombo canadesi, riversandoli in un episodio fittizio che slitterà a sua volta in una metaforica dimensione fantastica. Percorso da continue metamorfosi estetiche e narrative, il film riflette su ribellione e violenza, su vita e morte, sulle scelte personali e politiche. Animazione decisamente adulta, senza scampo.
La mort n’existe pas ci mette subito di fronte a un mondo di lupi e agnelli, carnefici e vittime, rendendoci però le cose parecchio complicate sul piano etico e personale – qui, nonostante tutte le distanze possibili, è interessante la connessione con due live action in concorso, Un simple accident di Jafar Panahi e Fuori di Mario Martone: pellicole percorse da riflessioni su libertà, ribellione, lotta armata, memoria, ricordi, piani temporali. Dufour-Laperrière coerentemente non tradisce la sua formazione e vocazione, l’animazione, anche perché si rivela ancora una volta il mezzo privilegiato per modellare a proprio piacimento tempo e spazio, per dare forma ai mutamenti del corpo, per rappresentare la violenza – con altre declinazioni, ma seguendo lo stesso principio, era questi i motivi che tenevano lontano Satoshi Kon dai limiti del cinema in carne e ossa.
Interamente disegnato a mano su tavoletta grafica (dodici disegni al secondo) con colori inizialmente dipinti su carta, La mort n’existe pas èad oggi il lungometraggio visivamente più ambizioso dell’autore canadese. Un percorso di crescita e maturazione tecnico-artistica, ma anche di estrema coerenza stilistica. Una coerenza decisamente anti-commerciale, una prova di forza contro lo status quo del cinema d’animazione mainstream – l’animazione francese, qui francofona (coproduzione Canada\Francia), continua a mostrarci il plus valore dell’autorialità (contro l’autorità), in primis quella estetica. Il segno grafico come forma ribellione e resistenza artistica.
Se il character design degli uomini e degli animali non insegue un ridondante realismo e soprattutto complicati e costosi dettagli, preferendo linee pronte a deformarsi, sono invece i fondali a traboccare di attenzioni grafiche e cromatiche – composizioni pittoriche che impreziosiscono la pellicola senza affossarla dal punto di vista produttivo. Ad esempio, splendido, il bosco attraversato da Hélène e i dai suoi compagni: dominato spesso dall’assenza di colore, scelta che ci spinge a focalizzarci sulle variazioni cromatiche, il bosco è già graficamente un intreccio tra realtà (il disegno) e sogno (i colori). Un lavoro pregevole che ci ha fatto pensare, in prima battuta, ad alcuni paesaggi di Hokusai e all’incredibile animazione della sequenza del bombardamento atomico di Barefoot Gen. Il cinema, l’animazione, le scelte grafiche come atto politico, come riflessione sul passato e sul presente.
Info
La scheda de La mort n’existe pas sul sito della Quinzaine.
- Genere: animazione, drammatico
- Titolo originale: La mort n'existe pas
- Paese/Anno: Canada, Francia | 2025
- Regia: Félix Dufour-Laperrière
- Sceneggiatura: Félix Dufour-Laperrière
- Montaggio: Félix Dufour-Laperrière
- Interpreti: Barbara Ulrich, Irène Dufour, Karelle Tremblay, Mattis Savard-Verhoeven, Zeneb Blanchet
- Colonna sonora: Jean L’Appeau
- Produzione: Embuscade Films, Miyu Productions
- Durata: 72'






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