Arco – Un’amicizia per salvare il futuro

Arco – Un’amicizia per salvare il futuro

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Presentato tra le Séances spéciales di Cannes 2025, fanciullesco nel character design ma non nei contenuti, Arco di Ugo Bienvenu, alla sua opera prima, dipinge scenari utopici e distopici, tratteggiando una favola in bilico tra fantascienza e fantasy. Coloratissimo, avventuroso, prodotto (anche) da Natalie Portman, il film di Bienvenu è l’ennesimo prezioso tassello della nouvelle vague dell’animazione francese.

La revanche des humanoides

Nel 2075, Iris, una bambina di 10 anni, vede un misterioso ragazzo che indossa una tuta arcobaleno cadere dal cielo. Si chiama Arco. Proviene da un futuro lontano e idilliaco, dove è possibile viaggiare nel tempo. Iris lo accoglie senza esitazioni e lo aiuta in ogni modo possibile a tornare a casa dalla sua famiglia… [sinossi]

Qualche ghiblismo di troppo, soprattutto nelle prime sequenze e nelle scelte musicali; tre finti cattivi respingenti come i tre marmittoni (qualcuno ricorda il trio statunitense The Three Stooges e la loro indigesta comicità slapstick?) e portatori insani di un birignao fuori posto; qualche sequenza tirata via e un mecha design non molto convincente, in primis quello dei robot che accompagnano le vite delle persone nello scenario del 2075. Tutto storto? No, anzi. Se alcune cose funzionano poco o meno di altre, complessivamente l’animazione è convincente, impreziosita da fondali ben realizzati – in tal senso, è interessante il confronto con le linee e i cromatismi del bosco de La mort n’existe pas. Più che apprezzabile poi l’idea di declinare la fantascienza (con un po’ di fantasy) ad altezza preadolescente e bambino, senza però banalizzarne i contenuti. In linea col target scelto, Arco di Ugo Bienvenu è avventuroso, emotivamente coinvolgente, rispettoso dell’età dei suoi protagonisti e dei suoi potenziali spettatori. Buone idee narrative e grafiche per una sorta di Mars Express in formato junior – doveroso sottolineare la varietà di temi, stili e target dell’animazione francese contemporanea, che sta vivendo la sua fase più fertile.

Le note di Arnaud Toulon, l’ampio respiro della messa in scena, una certa attenzione per i fondali, alcuni dettagli narrativi e persino qualcosa del character design ci hanno fatto inizialmente temere un eccesso di ghiblismo, soprattutto per i conseguenti, inevitabili e soverchianti confronti. Invece, al di là delle musiche di Toulon, i sentieri intrapresi sono fortunatamente altri, anche personali, persino autoriali nel declinare un prodotto a suo modo più mainstream degli altri lungometraggi d’animazione visti al Festival di Cannes 2025.
Tornando alle scelte estetiche relative ai personaggi umani (ma anche robotici), la semplificazione grafica, a braccetto con l’intento generale di raggiungere il pubblico più giovane, ci riporta alla stimolante epopea produttiva di Albert Barillé, alla sua serie di ambientazione spaziale Il était une fois… l’Espace (da noi distribuito in più occasioni con tre titoli diversi: Ai confini dell’universo, C’era una volta… lo spazio e Avventure nello spazio) e al relativo lungometraggio di montaggio La revanche des humanoides (1983). Come per i lavori di Barillé, anche per il film di Bienvenu la componente didascalica è palese ma senza sprofondare mai nella retorica (qui, tra le altre cose, si parla di ambiente, di robotica, di rapporti umani) e soprattutto senza smarrire il ritmo del racconto, lo spirito avventuroso, il senso del fantastico.

Bienvenu accompagna idealmente i giovani anche in un percorso di crescita, di responsabilità (si vedano la parabola di Mikki, il futuristico e futuribile NannyBot, ma anche le conseguenze temporali del viaggio di Arco) e di elaborazione del lutto e della separazione. Portatore sano di un classico paradosso temporale, caricato cromaticamente per coprire i limiti del character design e della fluidità delle animazioni, persino romantico e capace di cogliere i timidi segnali del desiderio preadolescenziale, Arco è un solido esempio di fantascienza ad altezza bambino\ragazzino, una sorta di possibile operaponte verso gli infiniti mondi della sci-fi adulta.

Info
La scheda di Arco sul sito di Cannes.

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