Settimana della Critica 2025 – Presentazione
La Settimana della Critica 2025 fa cifra tonda: si tratta infatti della quarantesima edizione della sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Sette le opere prime presentate in concorso, oltre a un’apertura e una chiusura fuori competizione, nel tentativo di rintracciare le coordinate del cinema di oggi, e di domani.
Come da tradizione la prima sezione veneziana a rendere noto il risultato del proprio lavoro di selezione per quanto riguarda la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è la SIC, luogo autonomo e parallelo che nasce in seno al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI). E si tratta di un annuncio, quello odierno, di non secondaria importanza, perché con l’annuncio della Settimana della Critica 2025 non si donano informazioni solo sui nove film – sette in competizione, due fuori concorso – che adorneranno l’edizione, ma ci si prepara a festeggiare il quarantesimo compleanno di una realtà che ha permesso di allargare la visuale anno dopo anno, contribuendo a scoprire il cinema del futuro: quali saranno i registi e le registe in grado di ripercorrere i fasti dei vari Pedro Costa, Harmony Korine, Mike Leigh, Olivier Assayas, Antonio Capuano, Salvatore Mereu, tutti passati nel corso del tempo alla SIC? Il percorso è quello tracciato da Beatrice Fiorentino, al quinto anno come delegata generale della sezione, da quest’anno coadiuvata da un nuovo gruppo di lavoro che comprende Matteo Berardini, Marianna Cappi, Francesco Grieco e Marco Romagna. Lo schema è sempre lo stesso: oltre ai nove lungometraggi – tutte opere prime, e che quindi concorrono anche per l’assegnazione del Leone del Futuro – sono previsti anche nove lavori brevi, di cui sette in concorso e due “d’autore” in apertura e chiusura. Quest’anno l’onere e l’onore tocca a Fabio Bobbio (già regista dell’ottimo I cormorani) e Simone Massi, che un paio d’anni fa ha portato a Venezia il suo primo lungo, Invelle. Tutti da scoprire i lunghi, che increspano le acque (lagunari) dell’immaginario spaziando dal genere al dramma, tra raffinerie di petrolio e campi di cotone, tra razzismo e rivendicazione, tra sport ed esorcismi: spicca la presenza di ben due titoli italiani, Agon di Giulio Bertelli e Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini. Il primo è un viaggio psico-emotivo-fisico di tre atlete in vista dei giochi olimpici, mentre il secondo ragiona sui confini – spinati – d’Europa. Due prospettive diverse per tentare di raccontare l’oggi, e le sue distonie, ma anche un segnale che la Settimana della Critica 2025 vuol dare nei confronti di una produzione italiana che dev’essere liberata dal giogo dell’ovvio e della consuetudine (e non solo). Chi vivrà, vedrà.
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FILM D’APERTURA
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Stereo Girls
di Caroline Deruas Peano
Francia, Canada
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CONCORSO
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Agon
di Giulio Bertelli
Italia, USA, Francia
Cotton Queen
di Suzannah Mirghani
Germania, Francia, Palestina, Egitto, Qatar, Arabia Saudita
Gorgonà
di Evi Kologiropoulou
Grecia, Francia
Ish
di Imran Perretta
GB
Roqia
di Yanis Koussim
Algeria, Francia, Qatar, Arabia Saudita
Straight Circle
di Oscar Hudson
GB
Waking Hours
di Federico Cammarata, Filippo Foscarini
Italia
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FILM DI CHIUSURA
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100 Nights of Hero
di Julia Jackman
GB
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CORTOMETRAGGIO D’APERTURA
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Restare
di Fabio Bobbio
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CONCORSO SIC@SIC
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Arca
di Lorenzo Quagliozzi
Festa in famiglia
di Nadir Taji
Marina
di Paoli De Luca
La moto
di Matteo Giampietruzzi
THE PØRNØGRAPHƏR
di HARIEL
El pütì pèrs
di Paolo Baiguera
Sante
di Valeria Gaudieri
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CORTOMETRAGGIO DI CHIUSURA
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Confini, canti
di Simone Massi

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