Weapons
di Zach Cregger
A tre anni da Barbarian Zach Cregger torna all’horror con Weapons, riflessione sulla stregoneria in odor di Stephen King che moltiplica i punti di vista, in parte disperdendo il proprio potenziale terrificante ma anche con l’ambizione di raccontare gli Stati Uniti trumpiani, e la filosofia dell’essere umano come prima e più letale arma.
La casa con i giornali alle finestre
Quando tutti i bambini di una stessa classe, tranne uno, scompaiono misteriosamente nella stessa notte esattamente alla stessa ora, l’intera comunità si ritrova a interrogarsi su chi – o cosa – sia responsabile della loro sparizione. [sinossi]
L’elemento forse più interessante di Weapons, nuova creatura orrorifica diretta da Zach Cregger, non risiede nella sua labirintica struttura narrativa, e nemmanco nella messa in scena della stregoneria – tema attorno al quale ruota l’intero intreccio – ma in un dettaglio che potrebbe anche passare inosservato ai più: il particolare modo di correre di chi è succube della perfida maledizione ordita dal villain di turno è platealmente ispirato alla disperata fuga nel caos della guerra della piccola Kim Phúc, immortalata nel 1972 in una delle fotografie più celebri scattate durante la guerra del Vietnam. Le braccia larghe lungo i fianchi, quasi a ricevere maggiore spinta dall’aria, la novenne Kim divenne uno dei simboli della barbarie di un’aggressione ingiustificabile (quella degli Stati Uniti nel sud-est asiatico) che mieteva migliaia e migliaia di vittime innocenti, anche tra i bambini – Kim Phúc, soprannominata Napalm Girl, sopravvisse alla guerra, e una decina di anni fa ha anche dato alle stampe la sua autobiografia, Fire Road. Ma cosa c’entra una fotografia di oltre cinquant’anni fa con un elevated horror di quelli che stanno prendendo sempre più piede all’interno dell’industria hollywoodiana? Anche Weapons, a ben vedere, parla di vittime di guerra, anche se circoscrive il tutto alla classica e placida provincia della middle class statunitense, quella narrata in lungo e in largo da Stephen King, che è in maniera evidente il riferimento principale di Cregger: parla di vittime e di armi, di bambini che fuggono/corrono, che scompaiono dopo aver risposto a un misterioso richiamo notturno, neanche il cattivo della situazione fosse un moderno pifferaio di Hamelin. Di suggestioni ne accumula moltissime Weapons, e Cregger conferma dopo Barbarian di affrontare il genere con cipiglio personale, e altissime ambizioni. A tratti forse anche troppo alte.
La trama è ben nota, e non ci si soffermerà più di tanto: a due anni da misteriosi e cruenti fatti accaduti in una cittadina una bambina rievoca ciò che accadde, con gli scolari di un’intera classe di quarta elementare scomparsi nel nulla esattamente alle 2 e 17 di notte, eccezion fatta per il piccolo Alex Lilly, che non ha però alcuna idea di quel che possa essere successo ai suoi compagni. L’intera comunità è traumatizzata dal tragico e inspiegabile avvenimento, e non sono in pochi ad addossare le responsabilità alla maestra, la giovane Justine Gandy, che decide dunque di investigare per conto suo. Se il già citato riferimento alla favola del pifferaio magico è rafforzato dal personaggio di Alex, che come il bimbo zoppo della leggenda tedesca è “rimasto indietro”, Cregger non sembra particolarmente affascinato dall’idea di immergersi nell’archetipo, ma edifica una struttura che moltiplica i punti di vista. La storia, che avrebbe come già detto una sua voce narrante – una ignota bambina della stessa scuola –, presente però solo nell’incipit e nel finale, si suddivide in sei capitoli, ognuno incentrato sul punto di vista di uno dei personaggi principali (la maestra Justine; Archer Graff, padre di uno degli scomparsi; Paul Morgan, un poliziotto che ha avuto una breve relazione adulterina con Justine; Andrew Marcus, il preside della scuola; l’eroinomane e ladruncolo Anthony, che dorme accampato in un boschetto; il piccolo Alex). Da questo puzzle, che sembra guardare più in direzione di Magnolia che di un horror, dovrebbe emergere l’insieme del racconto. Così è, ma si avverte in modo troppo netto il progetto alla base del film.
Frutto del tutto abituale nell’attuale scenario produttivo d’oltreoceano, Weapons è un film che sembra temere la cristallina purezza dell’archetipo, la base portante del racconto del terrore. Dovrebbero bastare pochi elementi netti come i bambini scomparsi, la strega/babau, la casa del terrore, gli esseri umani che diventano armi non convenzionali da scagliare contro l’affatturato di turno di cui ci si vuole sbarazzare. Null’altro. Invece, forse smanioso di dimostrare il proprio curriculum culturale, Cregger aggiunge carne al fuoco in continuazione, sminuzza la linea narativa, cambia la prospettiva dello sguardo, e finisce con il depotenziare la paura, sminuire l’angoscia, rendere anche meno possenti le divagazioni grottesche che pure puntellano l’insieme. Come molti suoi colleghi statunitensi – non ultimo Ari Aster, come ha testimoniato in modo fin troppo eloquente l’ultimo, pressoché disastroso, Eddington – vorrebbe essere “pop” alla maniera di Thomas Pynchon, senza però averne le qualità espressive, ovviamente, né la lungimiranza. Ci si ferma così a un passo dalla soddisfazione, e pur comprendendo in pieno le non poche qualità di Weapons non si può non rimpiangere che alle voci “sceneggiatura” e “regia” non campeggi il nome di M. Night Shyamalan, che non ha mai avuto timore dell’archetipo, e non ha mai sentito la necessità di svilirlo, o sovrapporvi materiale altro. La paura è il più ancestrale dei sentimenti, e sarebbe necessario rispettarla un po’ di più.
Info
Weapons, il trailer.
- Genere: horror
- Titolo originale: Weapons
- Paese/Anno: USA | 2025
- Regia: Zach Cregger
- Sceneggiatura: Zach Cregger
- Fotografia: Larkin Seiple
- Montaggio: Joe Murphy
- Interpreti: Alden Ehrenreich, Amy Madigan, Austin Abrams, Benedict Wong, Callie Schuttera, Cary Christopher, Clayton Farris, Josh Brolin, Julia Garner, June Diane Raphael, Luke Speakman, Toby Huss, Whitmer Thomas
- Colonna sonora: Hays Holladay, Ryan Holladay, Zach Cregger
- Produzione: Boulderlight Pictures, Subconscious, Vertigo Entertainment
- Distribuzione: Warner Bros.
- Durata: 128'
- Data di uscita: 06/08/2025







Bring Her Back – Torna da me
Wolf Man
Nosferatu