Hijra
di Shahad Ameen
Secondo lungometraggio di finzione per la giovane filmmaker saudita Shahad Ameen, Hijra è un road movie al femminile per il vasto territorio dell’Arabia, un viaggio spirituale e culturale, oltre che un incontro e un confronto di generazioni, tra veli di diverso tipo e capelli al vento. Nella sezione Venezia Spotlight della Mostra del Cinema 2025.
Donne d’Arabia
La dodicenne Janna parte per la Mecca con la severa nonna Sitti e la sorella ribelle Sarah per compiere lo hajj. Prima di arrivare a destinazione, però, Sarah scompare, costringendo Janna e Sitti a una tesa e concitata ricerca, per la quale attraversano il sud e i confini settentrionali dell’Arabia Saudita, percorrendo antiche vie di pellegrinaggio tra paesaggi aspri, incontri con sconosciuti e segreti di famiglia a lungo sepolti. [sinossi]
Si inizia con l’immagine bianca, il bianco di un finestrino coperto di neve che viene tolta con un tergicristallo. Lentamente si delineano le figure, si mettono a fuoco. Sono donne arabe, all’interno di un pullman riservato a passeggere donne, che stanno partendo per lo hajj, ovvero il pellegrinaggio rituale verso la Mecca. Con questa scena inizia Hijra, secondo lungometraggio per la giovane filmmaker saudita Shahad Ameen, film presentato nella sezione Venezia Spotlight della 82° edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Un inizio che è come un sipario che si apre lentamente, che ci fa entrare nel mondo misterioso delle donne arabe saudite, un mondo finora nascosto, occultato, sconosciuto. La neve sul vetrino dà anche un’idea della varietà climatica della Penisola Araba, che non è costituita solo da deserto, all’interno di quello che sarà un road movie di esplorazione del territorio del Regno, partendo da Ta’if, tra paesaggi mozzafiato e resti archeologici. C’è indubbiamente una logica da film commission, come diremmo alle nostre latitudini, anche nel passaggio per Al-‘Ula, dove si trova l’antica città murata fondata nel VI secolo a.C., simbolo del rilancio turistico del Regno, dalla quale è stato simbolicamente preso il nome per l’agenzia Film AlUla, cardine dello sviluppo dell’industria cinematografica saudita. Ma il percorso compiuto nel film da due donne, la dodicenne Janna con nonna Sitti, alla ricerca della sorella Sarah che si è volatilizzata, ricalca i pellegrinaggi dei profeti Abramo e Maometto e l’antica via dell’incenso. È un viaggio catartico di confronto tra due generazioni, espressioni di due società agli antipodi anche nel modo di intendere la femminilità. Un viaggio difficile che vedrà le due protagoniste camminare nel deserto, o ridursi a viaggiare su un carro bestiame e dormire per terra. Un viaggio di purificazione mistico che esplora l’essenza autentica della cultura araba, rappresentata dai cammelli, animali intelligenti, che ricordano i torti subiti, e possono prendersi le loro rivincite, proprio come le donne. Le donne possono essere ostinate e determinate, come le protagoniste del film.
Già nel pullman le donne indossano una gran varietà dei veli islamici femminili. Le protagoniste portano l’hijab, quello che copre capelli e orecchie lasciando il viso scoperto, bianco, altre donne indossano invece un niqab, che lascia visibili solo gli occhi con un’apposita fessura, nero. Altri tipi si vedranno nella parte del Miqat, quel luogo di transizione prima di giungere alla Mecca, come il boshiya, nero, che copre l’intero volto con un tessuto leggero, semitrasparente. La ragazza protagonista, nel corso del film, porterà una copertura più leggera, fino anche a togliersela nel deserto, mentre nella scena nell’atelier della zia Laila, parrucchiera, tutte le signore sono senza velo, per l’acconciatura, ma anche i manifesti all’interno, e la copertina di una rivista femminile, esibiscono volti di modelle con chiome ben in evidenza. Shahad Ameen fotografa una società in vertiginosa trasformazione nel confronto tra la nonna, portatrice di valori tradizionali, e la nipote moderna che a molti precetti religiosi non crede. Arriverà a rubare la borsa della prima per poter bere di nascosto durante il giorno di Arafah, una festività e una tappa dell’avvicinamento alla Mecca. Proprio uno scambio di ciocche di capelli simboleggerà la comprensione reciproca tra le due protagoniste. A queste si deve aggiungere la figura che aleggia di Sarah, che si vede solo all’inizio ma che rappresenta il motore dell’azione del film. Lei sembra voler rifiutare in toto quella società da cui cerca di fuggire per rifugiarsi in Egitto. Cosa che sarebbe possibile ora, dopo una riforma del 2019, che le donne sole possono avere un passaporto ed espatriare anche senza il permesso del loro tutore maschile, il mahram. La società saudita che vediamo nel film non è esente da influssi dall’esterno, rappresentati dalla figura dell’autista che, durante la festa di Arafah, canta No Woman, No Cry, peraltro una canzone sulla resilienza femminile. Nel confronto tra tradizione e modernità, per quanto riguarda la condizione femminile, emergono anche aspetti condannati nel film, come la pratica di punire le donne con un ferro rovente, o il divieto per loro di entrare nei cimiteri per fare visita ai defunti. Shahad Ameen abbraccia i principi di laicità e istanze di parità dei diritti. Al contempo il film vuole valorizzare l’autentica cultura tradizionale araba, che viene snocciolata in tanti dei suoi aspetti e delle sue ritualità. In fondo le due protagoniste compiono un hajj interiore, un viaggio durante il quale scopriranno loro stesse, nella comprensione reciproca, nel rapporto intergenerazionale.
Info
La scheda di Hijra sul sito della Biennale.
- Genere: avventura, drammatico
- Titolo originale: Hijra
- Paese/Anno: Arabia Saudita, Egitto, GB, Iraq | 2025
- Regia: Shahad Ameen
- Sceneggiatura: Shahad Ameen
- Fotografia: Miguel Ioan Littin
- Montaggio: Hervé de Luze, Mohamed Jabarah Al-Daradji
- Interpreti: Khairiah Nathmy, Lamar Faden, Nawaf Al-Dhufairy
- Colonna sonora: Armand Amar
- Produzione: Bite Ameen, Film Clinic, Human Fil, Ideation Studios, Iraqi Independent Film Center, Member of ART and The Red Sea Fund
- Durata: 115'






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