Marshmallow

Marshmallow

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Un po’ troppo zigzagante nei toni, Marshmallow di Daniel DelPurgatorio affastella coming of age e fantascienza, suggestioni slasher ad altezza bambino e riflessioni sull’esistenza, sull’io, sulla natura umana, dei sentimenti e dei ricordi. Azzeccato nel cast, soprattutto i piccoli protagonisti, ma sorretto a fatica da una sceneggiatura ripetutamente cedevole, il film di DelPurgatorio è stato presentato al Trieste Science+Fiction Festival 2025.

L’estate sta finendo?

Il timido dodicenne Morgan viene mandato nel remoto Camp Almar. La prima notte, lui e i suoi nuovi amici ascoltano un’orribile storia intorno al fuoco su un Dottore che fa esperimenti sui bambini, trasformandoli in mostri deformi. Il racconto diventa presto realtà quando appare una misteriosa figura mascherata d’argento e la banda di Morgan deve intraprendere un viaggio pericoloso per scoprire una sinistra realtà sepolta sotto la superficie. Non sanno che la verità nasconde un segreto che metterà alla prova la loro resilienza, romperà il tessuto stesso della loro esistenza e rivelerà un segreto profondo e fondamentale… [sinossi – sciencefictionfestival.org]

Non mancano spunti e idee a Marshmallow, scritto da Andy Greskoviak (Black Friday, non ispiratissimo) e diretto Daniel DelPurgatorio, nome noto soprattutto per la co-regia dell’ambizioso I racconti del vascello nero, lungometraggio d’animazione e pezzo mancante del poderoso Watchmen di Zack Snyder. Ed effettivamente, soppesando filmografie e premesse, questo nuovo progetto sembra riflettere nel bene e nel male i pregi e i limiti dei due cineasti. Sorretto da un cast più che adeguato, in primis il terzetto di giovanissimi protagonisti Kue Lawrence (Morgan), Kai Cech (Pilar) e Max Malas (Dirk, l’amico che tutti vorremmo avere), Marshmallow può anche contare su una regia in grado di coprire i limiti del budget, la sua natura indie. Il problema è semmai nella scrittura, negli snodi narrativi, in una struttura che non riesce a sostenere i vari detour e generi gettati nel calderone: cercando di percorre nuove strade, non accontentandosi di una stanca e trita riproposta degli schemi dei cosiddetti summer camp slasher (a farla breve, i vari Venerdì 13, The Burning e Sleepaway Camp), Greskoviak forza ripetutamente la mano, innestando novità tanto potenzialmente gustose quanto esili, cedevoli.

A scivolare via senza intoppi è la terra di mezzo della prepubertà maschile, il parallelo con le ragazzine pari età ma nettamente più avanti e l’inevitabile scontro con chi è più strutturato fisicamente e caratterialmente, anche tra gli adulti – qui funziona, un po’ per depistare lo spettatore e un po’ anche come inattesa spalla comica, il bellimbusto Pierson Fode (Kaszwar), ma anche gli altri animatori del campeggio sono caratterizzati a dovere. E se è comprensibile la declinazione all’acqua di rose del concetto di slasher (lo spettro di Sleepaway Camp appare solo nel finale, con una sorta di rinnovata ambiguità, ma non più di genere…), lascia l’amaro in bocca la superficialità di scrittura della svolta sci-fi, delle implicazioni etiche, morali, soprattutto psicologiche: venuta a mancare la liberatoria grana grossa della componente horror, Marshmallow svela la propria esilità narrativa proprio nel momento in cui cerca di giocare d’accumulo.

Quel che manca a Marshmallow è il coraggio – per dirla metaforicamente – di affondare davvero il coltello, di virare seriamente verso la dimensione fantascientifica dalle tinte orrorifiche, con tutte le implicazioni che ne derivano. Greskoviak e DelPurgatorio tirano in ballo l’elaborazione del lutto, la memoria, la vita reale e quella artificiale, l’incapacità di affrontare la morte, ma tutte queste questioni sono sorvolate, meri meccanismi di una sceneggiatura che si accontenta di superficiali colpi di scena. Un peccato, soprattutto tenendo conto della magistrale rivincita del piccolo, pacioso ma anche roccioso Dirk. Perchè, come ci insegna FLCL, ribattere un satellite bomba con una mazza da baseball non è poi così impossibile, la cosa veramente difficile è avere il coraggio di far roteare la mazza.

Info
Marshmallow sul sito del S+F 2025.

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